Locanda Almayer

Era qualcosa come due cose che si toccano.


Sono innamorata di un chitarrista satanista e sconosciuto. Non so chi sia, né da dove venga. Gli ho solo sottratto gli occhi mentre mi guardava, catturato dalla luce rossa che involontariamente sembravo emanare.Allora ero collegata a spessi tubi per la respirazione e tutto quello che mi teneva in vita era una sostanza bianco latte dalle portentose proprietà.Mi ha richiamata dall’interno, corrompendomi nel derma, fin dentro i tessuti, attraverso il sangue.Proprio mentre mi accingevo a varcare la soglia sospesa, salutata dai miei defunti.Aveva il viso d’angelo e brandiva una croce capovolta.Sorridergli è stata la prima cosa che ho fatto dopo mesi di incoscienza.Perderlo, l’ultima della mia vita fin'ora.