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Favola Dolce Amara Capitolo 3

Post n°45 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da Lady_Blu_Pantera

Capitolo III  Sàro il Guerriero del Mare

 

Sàro era natio della città di Zancle, cittadina bagnata dalle azzurre acque del Mar Mediterraneo, con il porto a forma di falce da cui prendeva il nome, e circondata dalla catena dei monti Peloritani ricchi e lussureggianti di una vegetazione maestosa. Era un capitano della flotta della Magna Grecia e viveva sulla sua barca da guerra una trireme, con i suoi marinai, e per questo suo mestiere e modo di vivere venne sopranominato "Il Guerriero del Mare", un uomo molto stimato, paragonato a Eracle per il suo vigore e coraggio, aveva un fisico statuario, dalla forma dei bronzi di Riace, alto, asciutto con spalle larghe e sembrava scolpito nel marmo, la pelle era d'orata dal sole, il viso leggermente tondeggiante dai lineamenti dolci incorniciato dai mori capelli mossi che danzavano sulle spalle vigorose ad ogni suo lieve movimento, sulla fronte aveva legata a lato una fascia di bianco cotone per asciugare le perle di sudore che scendevano sul suo viso.  Il suo abbigliamento era semplice ed elegante, una tunica di fresco lino, bianca, liscia sino alla cinta, poi a gonnella pieghettata che arrivava appena sopra le ginocchia. La veste era fermata sulla spalla da un grosso bottone d’oro con inserti di pietre preziose che denotavano il suo rango di Capitano, e in contrasto con la pelle abbronzata dal sole, lo rendeva ancor più bello. In inverno per ripararsi dai grandi geli aveva un lungo mantello color indaco più blu dell’indaco stesso, anche qui in bottone d’oro. Nella cintura portava una lunga spada affilata forte come il widia, forgiata a strati di ferro acciaioso e carbonio, e l’alternanza di strati le conferiva la massima resistenza e flessibilità, fucinata da Efesto, con L'impugnatura di legno ricoperta di pelle, rivestita con una fettuccia di seta del colore del suo mantello, il fodero intarsiato di pregiato legno di sandalo la proteggeva nei momenti di non uso, gli era stata donata dal Dio della guerra il grande Zeus.  Gli splendidi occhi color del bosco avevano uno sguardo profondo che trapassava gli animi, densi e pungenti all'occorrenza, ma anche dolci e soavi con chi amava. 

 La sua bocca carnosa e calda faceva vagheggiare le belle fanciulle che sognavano di essere baciate con ardore da così tanto belle labbra.  Il temperamento era forte come l’acciaio, ardente come il fuoco, e la passione per quel che faceva gli sprizzava dai piccoli orifizi della pelle, ma era anche amaro come il fiele e il viso si trasformava in una maschera d’ira con chi osava toccare la sua gente.  Così era il Guerriero del Mare, tenero con chi amava, dolce come il nettare dei fiori trasformato in sublime miele dalle instancabili api, era uomo di saldi principi giusto e sincero amava il suo equipaggio e la sua gente come se fossero i suoi figli, e li proteggeva sempre pensando a loro per primi. Al dolce Guerriero del mare piaceva nei momenti liberi tuffarsi nel suo splendido mare, e nuotare, nuotare sino allo stordimento della mente, per non pensare, aveva sempre il suo animo in tumulto e non sapeva trovar pace, inquieta era la sua natura sempre alla ricerca della armonia nella sua vita, che non trovava, e per riposare appunto la mente si tuffava e nuotava, e spesso giocava coi delfini suoi amici, che sentendo la sua buona natura sicuri e gioiosi si avvicinavano per regalargli momenti felici e intensi, e lui amava tutto questo e li ringraziava stando con loro a giocare.   Alla sera stanco si coricava sul fondo del suo trireme con il volto rivolto verso la luna e le stelle e lasciava libero il suo pensiero volare alto, cercando pace e serenità che non se ne vedeva l’ombra, e così pensava e pensava e soffriva le pene dell’inferno e la sua inquietudine diventava sempre più forte.  Morfeo vedendolo così penare pian piano si avvicinava lo raccoglieva per regalargli momenti di riposo attraverso il suo incantesimo del sonno, ma al mattino al cantar del gallo Sàro si svegliava e la sua insofferenza ricominciava e dal suo viso bello si intravedeva la sua grande malinconia.  Una notte vedendolo penare più intensamente Morfeo decise di regalargli un sogno meraviglioso, e si presentò a Sàro con un mazzo di papaveri, simbolo dell’arrivo di una persona nei suoi sogni, e gli sfregò le palpebre sue assopite donandogli delle realistiche illusioni.  E così Il dolce Guerriero del mare da fisico scolpito nel marmo bello come i bronzi di Riace, dalla pelle abbronzata dal sole, dagli occhi profondi e verdi come il bosco si inoltrò in un sogno meraviglioso.

 

 

 

 

 

 

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Commenti al Post:
marcopolo2005
marcopolo2005 il 15/01/12 alle 15:58 via WEB
^____^........brando
 
sempreilmare
sempreilmare il 16/01/12 alle 16:39 via WEB
Leggere questo racconto stato piacevole...*_*...un presto rileggerci...*_*...saluto e sorriso dal "timoniere clark"
 
ottobre210
ottobre210 il 17/01/12 alle 14:29 via WEB
Mi sembra di conoscere Lorilla.... una bella storia aspetto di leggere il seguito...un sorriso Francy
 
retif48
retif48 il 24/01/12 alle 10:27 via WEB
bella storia di un argonauta leggero il proseguio raimondo
 
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