Lost in my World

Giochi di vite


"QUANDO I SOLDI DELLA SOLIDARIETA' SI PERDONO LUNGO LA STRADA"Erano destinati ai bambini del Mozambico, finivano in un conto svizzero privato: tre dirigenti di una Onlus di Genova arrestati per associazione a delinquere e appropriazione indebita.L’Italia è un paese in prima linea nella raccolta fondi destinati alla beneficenza. Nel 2004, solo per il sostegno a distanza, sono stati donati 240 milioni di euro. Indirizzati a circa 2 milioni e mezzo di persone. Ma siamo sicuri che tutti questi soldi arrivino sempre nelle mani delle persone giuste? A sollevare il dubbio lo scandalo che ha travolto il Centro Cooperazione e sviluppo di Genova. Tre dirigenti dell’associazione sono stati arrestati con l’accusa di associazione a delinquere e appropriazione indebita. La notizia, ovviamente, ha provocato un terremoto tra le migliaia di persone che nel corso degli anni si sono rivolte a questa associazione per avviare una pratica di sostegno a distanza. Diverse lettere di proteste sono arrivate anche alla nostra redazione. In studio Michela Giulietta, Paolo Pugliese e Roberto Serra hanno avuto modo di raccontare la loro esperienza e la conseguente disillusione seguita all’accaduto. Matteo Indice, cronista del Secolo XIX, in collegamento da Genova, ha fatto il punto sulle indagini e sugli sviluppi che a quanto pare chiamano in causa altre persone dell’associazione. Dalla seppur breve testimonianza di Luigi Barilaro, che ha ricoperto la carica vicepresidente dell’Associazione, e’ emerso invece che la gestione era poco chiara già da tempo quanto, soprattutto per quanto riguarda le spese in Mozambico. Interessante è stato il confronto che è seguito tra i cittadini e i rappresentanti del CCS Italia, Gian Carlo Piano, Presidente facente funzioni, Paola Brandolini, coordinatrice dell’ufficio di Genova, e Pola Severini consigliere dell’Agenzia per le ONLUS. Alla fine tutti hanno concordato su un punto: non va colpevolizzato il settore che va avanti grazie all’impegno di centinaia di associazioni serie e al lavoro di migliaia di volontari, ma e’ giusto pretendere piu’ controlli. Servizio a cura di Antonio Carbone Quando si gioca sulle vite altrui