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LA VERA STORIA DELL' UNITA' D' ITALIA

Finalmente ci siamo, oggi è 17 marzo e si celebra il tanto discusso 150esimo anniversario dell'unità d'Italia: innumerevoli saranno le iniziative per celebrare questa ricorrenza, ma non tutti conoscono LA VERA storia che ci ha portato fin qui (che non è quella che avete imparato a scuola). Luna Park Mentale, il blog paladino delle cause perse (ma con la recente riforma della giustizia contiamo di risolvere il problema, visto che le cause non esisteranno più) vi racconterà tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere sul ses.. no, quello no, sennò Woody Allen mi chiede la siae..dicevo tutto quello che avreste voluto sapere sull'unità d'Italia ma non avete mai osato chiedere. Siete pronti?

In Italia, paese da sempre diviso in stati e staterelli, intorno al 1820-21 ci si cominciò a porre il problema degli imminenti campionati del mondo di calcio. Si potevano mai mandare a giocare 8 squadre (una per ogni stato) alla manifestazione? che figura ci avremmo fatto con gli organizzatori? nossignore. Si decise allora di fare l'Italia unita. Ma per farla erano necessari grandi sacrifici e così, tra moti carbonari e moti all'amatricana, guerre d'indipendenza e guerre per la legalizzazione (a cui si narra partecipasse un giovanissimo Marco Pannella, intento ad organizzare il primo sciopero della fame della sua storia) si arrivò al 1860, anno in cui fu organizzata la spedizione dei mille, guidata dal futuro commissario tecnico della nazionale Giuseppe Garibaldi.

Tale missione, che aveva il compito di reclutare i futuri calciatori che avrebbero indossato la casacca della nostra rappresentativa (
che all'epoca era rossa, da qui il colore delle camicie), partita da Quarto ebbe come prima tappa Marsala. Ma a Marsala, si sa, fanno il vino buono e così, in men che non si dica, tappa dopo tappa, bicchiere dopo bicchiere,  tutto il sud si ritrovò ubriaco perso annesso al regno dei Savoia. Mancavano ancora Veneto, Friuli, Trentino-Alto Adige e Roma. I primi tre furono annessi grazie ad un'abile operazione politica basata su scambi grappa-marsala, per Roma si combattè una vera e propria guerra perchè il papa non voleva cedere la porchetta.

Fu così che si dovette aprire una breccia nella porta della signora Pia per appropriarsi del prezioso oggetto dei desideri. In seguito la suddetta signora si rivolse a Forum, dove un giovane Santi Licheri le dette ragione e intimò a Garibaldi di ripararle sta caxxo de porta. Garibaldi rispose "obbedisco" e si rivolse a Vittorio Emanuele dandogli appuntamento a Teano, dove i due si recarono insieme alla fiera del mobile per comprare il nuovo uscio alla signora.

Il Regno d'Italia nacque nel 1861 dopo l'esito della seconda guerra di indipendenza (
vinta a Risiko da Garibaldi dopo una partita durata 12 giorni in cui la Francia era rimasta con un solo stato ma non aveva intenzione di arrendersi). Con la prima convocazione del Parlamento italiano (a cui era presente già Andreotti) e la successiva proclamazione del 17 marzo, Vittorio Emanuele II fu eletto primo commissario tecnico della nazionale. Ma da subito cominciarono le discussioni se giocare col 4-4-2 o col fantasista, discussioni che terminavano sempre a tarallucci e vino (marsala per la precisione). Una sera, in preda ai fumi dell'alcool, Massimo d'Azeglio, presidente della federazione, disse: "Ragazzi, Abbiam fatto l'italia, ora bisogna farsi le italiane". E tutti giù a ridere, senza sapere che 150 anni dopo ci sarebbero stati dei processi per questa tendenza, da parte di membri del governo, ad avere rapporti sessuali con qualsiasi essere respirante. Ma questa è un'altra storia.

Dal 1861 ad oggi ci sono state 2 guerre mondiali (in cui abbiamo fatto più figure di niente che altro), abbiamo cambiato spesso stilisti passando dalle camicie nere alle verdi (che in verità dovrebbero essere marroni visto certa gente che le indossa), senza contare la mafia silenziosa dei colletti bianchi, o il rosso del sangue delle stragi di stato. Siamo diventati una repubblica ma abbiamo fatto una riforma federalista che spero non sia il preludio a una nuova divisione. Decisamente noi italiani non abbiamo le idee chiare, ma intanto festeggiamo.

Che altro dire? auguri Italia, e che il futuro sia meno grigio..

 

(L'inno italiano)

 
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