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« LA VERA STORIA DELL' UN...INSICURE (R)ASSICURAZIONI »

A' LIVELLA

Post n°168 pubblicato il 21 Marzo 2011 da sanguemisto84
 

Credo che tutti conosciate "'A Livella", la famosissima poesia di Totò in cui la morte viene paragonata, appunto, alla livella vista la sua capacità di annullare qualunque differenza tra gli uomini: difatti di fronte ad essa sono tutti uguali. Ma senza bisogno di scomodare la morte c'è qualcos'altro che mette gli esseri umani tutti sullo stesso piano: la latrina.. la tazza, il gabinetto, il cesso..come lo volete chiamare lo chiamate, ma la realtà è che quando si è seduti lì sopra viene a cadere quasiasi tipo di barriera sociale. Tutti abbiamo bisogno di usarla, dal primo all'ultimo.

Mi sono permesso (
ma chiedo scusa in anticipo a Totò) di scrivere una parodia di questa poesia usando il parallelismo che ho espresso nel paragrafo prima: stavolta la livella è il gabinetto, e la storia è un pò diversa. Si fa per ridere chiaramente, nessuna mancanza di rispetto per un tale maestro dell'arte: io sono solo un povero cialtrone, nulla di più. C'è anche la traduzione di fianco, per chi non capisse il napoletano. Inoltre in fondo al post c'è il video dell'originale, di modo che possiate rifavi le orecchie dopo aver letto la mia schifezza. Buona lettura.


Ogni giorno, dopo i pasti, c'è l'usanza            Ogni giorno, dopo i pasti, c'è l'usanza
per chi mangia di sedersi sopra al cesso        per chi mangia di sedersi sopra al cesso
Ognuno l'adda fa chesta crianza                    Ognuno deve avere quest'accortenza
E n'ce sta niente a rimmanè perplesso           E non c'è nulla di cui essere perplessi

Ogni giorno, puntualmente, a fine pranzo      Ogni giorno, puntualmente, a fine pranzo
adempio a sta fetosa ricorrenza                     adempio a questa puzzolente ricorrenza
anch'io ci vado, e col sedere adorno               anch'io ci vado, e con le membra adorno
la tazza di ceramica 'e fidenza                        la tazza in ceramica di fidenza

St'oggi m'è capitata n'avventura                    Oggi m'è capitata un'avventura
dopo di aver compiuto il lieto omaggio           dopo aver compiuto il lieto omaggio
Madonna, si ce penzo, e che paura!               Accidenti, se ci penso, che paura!
ma po' facette un'anema e curaggio.              ma poi mi son dato forza
 
'O fatto è chisto,statemi a sentire:                 Il fatto è questo, statemi a sentire:
Dopo aver finito io mi crogiolo                         Dopo aver finito io mi crogiolo
ma quando, tomo tomo, mi stavo per pulire   ma quando, tomo tomo stavo per pulirmi
buttai veloce un occhio al portarotolo             detti un rapido sguardo al portarotolo

disgrazia, è finita 'a carta igienica                   disgrazia, è finita la carta igienica
e non riuscivo più a pensare ad altro              e non riuscivo più a pensare ad altro
eppur l'avevo messa di domenica                   eppure domenica avevo messo il rotolo
e siamo appena a lunedi alle quattro              e siamo appena a lunedi alle quattro

Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo...        "Questa è la vita!" tra me pensavo
chi n'ha usata tant e je nun pozzo niente!      chi ne ha usata tanta e io non posso averne
E ora come ora io son schiavo                         E ora come ora io son schiavo
dei vizi di un mezzo delinquente                      dei vizi di un mezzo delinquente

Mentre fantasticavo stu penziero,                   Mentre pensavo questo
s'erano ggià fatte quas e quatt,                      s'erano già fatte le quattro
e mò che faccio - penz- chiamm a Piero?         "e ora che faccio"- pensai - chiamo Piero?       
chill s'è addurmut a ntrasatt                          ma lui s'è addormentato improvvisamente

Tutto a 'nu tratto,che sento 'a luntano?          Tutt' un tratto, cosa sento da lontano?
Coccherun avvicenarse 'a porta mia..              qualcuno avvicinarsi alla porta
Penzaje:stu fatto a mme me pare strano...     Pensai: "questo fatto mi sembra strano"
Ma mò scetat nun stev sul je?                         Ma non ero l'unico a essere sveglio?
                    
Ate che fantasia; era Teresa                           Altro che fantasia; era Teresa   
c'o' rotolo e co giurnal nmano;                        con il rotolo e una rivista in mano
e dalla voce sembrava molto tesa;                  e dalla voce sembrava molto tesa;
"Totò, fa ampress, me sto cacann nmano".    "Salvatore, fai presto, me la sto facendo sotto"

Teresa stev ittann nterr a port                       Teresa stava per buttare a terra la porta
quann a ntrasatt se fermaje 'e botto              Quando si fermò improvvisamente
capett ca m'er fernut a scort                           capì che avevo finito la scorta (di carta)
e dicette all'atu cap:"Giovanotto!                   e dall'altro lato disse: "Giovanotto

Da Voi vorrei saper, granna mappina             Da Voi vorrei saper, grande mappina*

con quale ardire e come avete osato             con quale coraggio e come avete osato
d'occupar per tanto tempo la latrina              occupare per tanto tempo la latrina
privandone me che son costipato                   privandone me che son costipato

Il turno e turno e va,si,rispettato,                  Il turno e turno e va,si,rispettato,
ma tu perdesti il senso e la misura;               ma tu perdesti il senso e la misura;
dopo che il bisogno hai espletato                  dopo che il bisogno hai espletato
esci fuori che l'attesa è dura                          esci fuori che l'attesa è dura

Ancora oltre sopportar non posso                 Ancora oltre non posso sopportare
la Vostra presenza puzzolente,                     la Vostra presenza puzzolente,
ed è inutile far finta di esser scosso              ed è inutile far finta di esser scosso

uscite fuori gran pezzo di fetente"                uscite fuori gran pezzo di fetente"

"Terè, nun è colpa mia,t'o giur                      "Teresa, giuro che non è colpa mia
ie nun t'avesse fatto chistu tuort;                 Io non ti avrei mai fatto questo torto
quann so trasut er sicur,                               quando sono entrato ero sicuro
ca o rotol stev li al suo posto                        che il rotolo era al suo posto
 
Si putess te farria cuntento,                          Si potessi ti accontenterei
pigliasse e pacchetell ross rosse                   prenderei le mie natiche arrossate
e proprio mo,obbj'...'nd'a stu mumento         e proprio ora, vedi, in questo momento
me ne jess pe nun te fa venì e mosse"        uscirei per non farti venire le crisi (d'ira)

"E cosa aspetti,oh turpe malcreato,             "E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
che il mio stimolo raggiunga l'eccedenza?    che il mio stimolo raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi stato costipato                     Se io non fossi stato costipato
avrei già dato piglio alla violenza!"               avrei già dato piglio alla violenza!"

"Famme vedé..-piglia sta violenza...             "E fammi vedere, usa questa violenza
'A verità,Terè,mme so' scucciato                   La verità, Teresa, è che mi son scocciato
'e te senti;e si perdo 'a pacienza,                di ascoltarti, e se perdo la pazienza
mme scordo ca sto annur e so mazzate!...   mi scordo che sono nudo e sono mazzate

Ma chi te cride d'essere...nu ddio?                Ma chi ti credi di essere, un Dio?
a vuò fernì e me fa sta predica                      Smettila di farmi la predica
Bloccato ngopp o cess ce stong'io;               Bloccato sopra al cesso ci sono io
pecchè è fernuta a carta igienica!".              Perchè mi è finita la carta igienica"

"Lurido porco!...Come ti permetti 
                "Lurido porco!...Come ti permetti
esci di li subito anche nudo                           esci di li subito anche nudo
non far più in modo che io aspetti                 non far più in modo che io aspetti
sennò ti prenderò a calci in culo.                  sennò ti prenderò a calci in culo."

Ma qua cavece, paccher, caro mio               "Ma quali calci e schiaffi, cara mia
T''o vvuo' mettere 'ncapo...'int'a cervella      Te lo vuoi mettere in testa
aspiett, pure si te sient dio...                       Devi aspettare, anche se ti credi un Dio
O' cess 'o ssaje ched''e?...è una livella.        Il cesso sai cos'è? è una livella..

'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo,     Un re, un magistrato, un grand'uomo
Afor a chesta porta se fa e cunt                Fuori a questa porta fa i conti (con la realtà)
Se perd a nobiltà e pure 'o nomme:             Si perde la nobiltà e anche il nome
ognuno adda aspettà o proprio turno          Ognuno deve attendere il proprio turno
 
Perciò,stamme a ssenti...e poi credici,          Perciò ascoltami, e poi credici
e nun fa chiù chella faccia stort                     e non fare quella faccia storta
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e stitici:       queste pagliacciate le fanno solo gli stitici
aspettame n'appoc for a port                       aspetta un altro pò fuori la porta"

 

 

*MAPPINA= La traduzione letterale sarebbe straccio da cucina, ma qui viene usato come epiteto

 
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