cogito ergo sum

Odi et amo (part 2)


Sabato 25 Febbraio sono diretto a Mantova, il Palabam mi (ci) aspetta ed io però non mi aspetto nulla, niente di trascendentale da un newyorchese in trasferta. Mi dico ma che cosa può spingerlo a venire in una provincia ricca ma banalotta e legata alla terra come Mantova, lui che è forse il rocker più oltraggioso e trasgressivo degli ultimi 40 anni? Beh, fatti due conti in tasca un'amara considerazionemi assale....cerco di non pensarci e mi dico che tanto non ho nulla da perdere, tanto i quattrini già li ho buttati. Quando entro nell'arena cementea mi pento ancora più di quanto non abbia fatto nelle mie elucubrazioni precedenti: sono esattamente a metà della platea, spostato a sinistra, con il palco a 20 metri. Mi accomodo a malincuore salvo poi avere la gradita sorpresa che il culo di facocero che ci aveva indicato il posto aveva clamorosamente toppato! Una hostess ci chiede i biglietti e, notando l'errore, ci accompagna....in treza fila, centralissimi!! Si spengono le luci e, accompagnato da un roadie con una piccola luce, entra il Lurido lento e caracollante....imbraccia la chitarra e subito dopo parte "Paranoia K of E". Si avverte da subito che la nottata gli ha portato consiglio anche se gli evidenti limiti della struttura e dell'impianto di amplificazione fanno il resto (in maniera assolutamente negativa): Lou è in palla, ha voglia di suonare, dirige da perfetto dittatore e si vede che si diverte a dettare i tempi agli altri. La band, composta da fior fiori di musicisti, lo segue sembra divertita ed in perfetta sintonia con l'istrionico ma glaciale Lou. I fedeli Rob Wasserman, Fernando Saunders, Mike Rathke e Tony "thunder" Smith si scatenano lanciati dalla volontà del loro deus ex-machina. Ne esce un concerto fatto di canzoni minori tirate, dilatate quasi in forma free jazz o modello primi Velvet. Lou poco si concede al pubblico in termini di appeal ma è questo suo modo distaccato che attira i suoi più accesi fan. Si arriva al termine dopo 1ora e 35 minuti e uno scroscio di applausi tuonanti che fa ritornare sul palco il vecchio che si concede soltanto per una "Sweet Jane" con attacchi fuori tempo per impedire ai fan di cantare all'unisono con lui....E' possibile che questo 64enne possa ancora manipolare tante menti!??? Io lo odio, questo stronzo ma sentirlo duettare con Saunders in "Tell it to your heart" mi fa capire di quanto riesca ancora ad amare il suo genio.Auguri Lou, take again a walk on the wild side!Currently listening to: David Bowie "Heroes" (from "Heroes" 1977)