DELL'UTILIZZO DEI PESTICIDI IN AGRICOLTURA, DELL'ASSOTTIGLIAMENTO DELL'OZONO, DELLA DISTRUZIONE DELLA FORESTA AMAZZONICA, DELLE PIOGGE ACIDE E DELL'AVANZAMENTO DEI DESERTI.Tratto da
www.societavegetariana.orgPer ottenere 1 kg di carne occorrono 15 kg di cereali; il resto va in escrementi. Questi, vista la grande quantità, non possono essere riassorbiti immediatamente dal terreno e di conseguenza immettono ammoniaca e metano nell’atmosfera. L’ammoniaca prodotta dagli allevamenti è riconosciuta come una delle maggiori cause delle piogge acide e il metano va ad aggiungersi a quei gas responsabili dell’effetto serra.Per poter nutrire un così alto numero di animali da allevamento è necessaria una sovraproduzione di cereali e per far ciò vengono utilizzate grandi quantità di fertilizzanti (come l’azoto) e pesticidi. L’azoto finisce nei fiumi e nei mari, soffoca i pesci e facilita il formarsi delle alghe (quelle che ci ritroviamo sotto forma di mucillagine). . I pesticidi vengono ingeriti dagli animali allevati portando la loro carne a una concentrazione di residui che risulta essere 14 volte superiore a quella contenuta nei vegetali. Ogni anno viene bruciata una parte della foresta amazzonica per far posto a nuove coltivazioni e a nuovi allevamenti, la cui carne è destinata anche al mercato europeo (è grande ma finirà… e dopo cosa respiriamo?).Senza la produzione di carne, solo 1/5 del terreno agricolo verrebbe utilizzato per le coltivazioni, lasciando rigenerare la terra (non avremmo quindi bisogno di utilizzare fertilizzanti chimici).
http://www.societavegetariana.org/noi%20siamo%20vegetariani/pag3/carne%20e%20fame.htmD05. E’ vero che la dieta vegan aiuta l’ambiente?R05. Non ci sono dubbi: la produzione di alimenti vegetali e' molto piu' ecologica della produzione di carne, latte, uova. Se e' necessaria meno terra per sfamare un vegan rispetto ad un onnivoro e' chiaro che l'impatto ambientale di miliardi di esseri umani che mangiano carne sara' nettamente superiore rispetto ad un'umanita' vegan – non si abbatterebbero le foreste per lasciare spazio ai pascoli, si utilizzerebbe meno energia sotto forma di combustibili fossili per coltivare i campi e per allevare gli animali (e questo a sua volta ridurrebbe l'emissione di gas che provocano l’effetto serra), meno pesticidi e meno fertilizzanti (entrambi prodotti estremamente inquinanti). Alcuni dati possono confermare quanto sopra: nella foresta dell'Amazzonia l'88% dei terreni disboscati e' adibito a pascolo, quasi il 70% delle zone disboscate del Costa Rica e del Panama sono state trasformate in pascoli a partire dal 1960 oltre un quarto delle foreste del centro America sono state abbattute per ottenere spazio per gli allevamenti; per ottenere un chilogrammo di farina e' necessario utilizzare circa 22 grammi di petrolio, per produrre un chilogrammo di carne e' necessario impiegare 193 grammi di petrolio: quasi nove volte tanto, tant'e' vero che il contributo all'effetto serra dato dagli allevamenti e' circa pari a quello dato dalla totalita' del traffico degli autoveicoli nel mondo. Inoltre, ogni anno in Italia l’inquinamento che viene direttamente dagli allevamenti genera circa cento milioni di quintali di deiezioni animali. Le deiezioni sono caratterizzate da una alto contenuto di metalli pesanti, quali zinco e rame, che sono somministrati artificialmente agli animali e che possono raggiungere nel terreno concentrazioni notevoli, al limite della fitotossicita'; inoltre sono causa di una vera e propria “fecalizzazione ambientale" delle falde acquifere, sempre piu' contaminate da nitrati e nitriti. Oltre al contenuto organico e al contenuto di metalli pesanti degli escrementi animali esiste il problema dei residui dei farmaci somministrati agli animali (soprattutto antibiotici ed ormoni).