TRATTO DA: "Il lato oscuro della normalità". Di recente mi è capitato di leggere questa frase-"Non vedo cosa ci sia di male nell'uccidere un pollo o nello sparare a un passerino"-un attimo di riflessione su queste parole dovrebbe far comprendere l'agghiacciante egoismo che sprigionano, ma anche la totale mancanza di cognizione della realtà, il vivere in un mondo proprio di assoluto potere, l'essere chiusi totalmente in se stessi come se ciò che ci circonda fosse irreale.Niente sentimenti, niente umanità, pietà, amore, solo se stessi..."Art 19 -(Leggi speciali in materia di animali).Le disposizioni del titolo IX-bis del libro II del codice penale NON SI APPLICANO ai casi previsti dalle leggi speciali in materia di caccia,di pesca,di allevamento,di trasporto,di macellazione di animali,di sperimentazione scientifica sugli stessi,di attività circense ,di giardini zoologici,nonchè dalle altre leggi speciali in materia di animali.Non si applicano altresì alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla Regione competente." Praticamente si difendono solo cani e gatti in quanto animali di proprietà, tutti gli altri sono nulla, oggetti che possono essere maltrattati e sfruttati in qualsiasi modo senza incorrere nel reato di maltrattamento.Ed all'interno di tutto ciò la frase-"Non vedo cosa ci sia di male nell'uccidere un pollo o nello sparare a un passerino" si inquadra perfettamente. La mente riflette ciò che approva la legge,tiene gli animali in due categorie ben separate, privilegiati e sfruttati, in modo da evitare l'angoscioso conflitto che ne deriverebbe se dovesse sorgere il dubbio che anche gli animali sfruttati hanno un valore proprio, capaci di attaccamento affettivo, esseri senzienti e vitali.Senza accorgerci stiamo adattando il nostro pensare a ciò che fa comodo ad altri, stiamo perdendo la nostra libertà di pensiero, di essere, di conoscere.CONTINUA... GRAZIE, TRINITY!!Ognuno ha il proprio animale preferito
"Non vedo cosa ci sia di male nell'uccidere un pollo o nello sparare a un passerino..."
TRATTO DA: "Il lato oscuro della normalità". Di recente mi è capitato di leggere questa frase-"Non vedo cosa ci sia di male nell'uccidere un pollo o nello sparare a un passerino"-un attimo di riflessione su queste parole dovrebbe far comprendere l'agghiacciante egoismo che sprigionano, ma anche la totale mancanza di cognizione della realtà, il vivere in un mondo proprio di assoluto potere, l'essere chiusi totalmente in se stessi come se ciò che ci circonda fosse irreale.Niente sentimenti, niente umanità, pietà, amore, solo se stessi..."Art 19 -(Leggi speciali in materia di animali).Le disposizioni del titolo IX-bis del libro II del codice penale NON SI APPLICANO ai casi previsti dalle leggi speciali in materia di caccia,di pesca,di allevamento,di trasporto,di macellazione di animali,di sperimentazione scientifica sugli stessi,di attività circense ,di giardini zoologici,nonchè dalle altre leggi speciali in materia di animali.Non si applicano altresì alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla Regione competente." Praticamente si difendono solo cani e gatti in quanto animali di proprietà, tutti gli altri sono nulla, oggetti che possono essere maltrattati e sfruttati in qualsiasi modo senza incorrere nel reato di maltrattamento.Ed all'interno di tutto ciò la frase-"Non vedo cosa ci sia di male nell'uccidere un pollo o nello sparare a un passerino" si inquadra perfettamente. La mente riflette ciò che approva la legge,tiene gli animali in due categorie ben separate, privilegiati e sfruttati, in modo da evitare l'angoscioso conflitto che ne deriverebbe se dovesse sorgere il dubbio che anche gli animali sfruttati hanno un valore proprio, capaci di attaccamento affettivo, esseri senzienti e vitali.Senza accorgerci stiamo adattando il nostro pensare a ciò che fa comodo ad altri, stiamo perdendo la nostra libertà di pensiero, di essere, di conoscere.CONTINUA... GRAZIE, TRINITY!!Ognuno ha il proprio animale preferito