VETRINE AI MACELLI

LETTERA IPOTETICA AL PRESIDENTE,


Caro Presidente,quest'oggi, per l'ennesima volta, ho subito un illecito, ho subito un'ingiustizia, e il dolore è talmente forte che mi sta trafiggendo sia il cuore, sia il cervello.Certo, Lei dirà, sporga denuncia, perchè mai scrive a me?Ecco, caro Presidente, mi rivolgo a Lei perchè per l'ingiustizia subita non ci sono ancora norme alle quali appellarmi e non ci sono pertanto denunce da sporgere.Vede, caro Presidente, allo stato attuale delle cose ci sono da una parte uomini (la maggior parte) che pensano solo a riempirsi la pancia (per brevità li definiremo "onnivori"), pretendono rispetto e vogliono essere lasciati in pace, e dall'altra parte uomini (la minoranza, forse, ma in netto aumento) che invece sono più sensibili, vivono la vita ad uno stadio superiore, meno superficiale.Ecco, caro Presidente, la Legge ancora protegge l'interesse dei primi a riempirsi solo la pancia, lasciando nell'agonia più profonda i secondi, ai quali vengono sottratti i propri amici più cari e le creaturine che hanno cresciuto con tanto amore.Questo è quanto mi è appena successo, per l'ennesima volta, questa mattina e mi scuso già per la lettera scritta di getto, in uno stato di dolore e confusione tale che potrebbe anche portarmi alla pazzia.Avevo portato fuori i miei 2 piccolissimi "pargoletti", 2 pulcini salvati lo scorso 3 agosto dal tritacarne in un allevamento intensivo.  Ero andata là alla luce del Sole e avevo chiesto al personale di consegnare a me quei 2 pulcini anziché gettarli VIVI in quell'agghiacchiate e infernale macchina TRITACARNE per annientare delle vite considerate dal mercato "inutili" solo perchè non producono uova né sono adatti alla produzione di carne di pollo.Ora, questa mattina, come ogni mattina, avevo portato alle prime luci dell'alba fuori le mie 2 creature e, quando sono tornata giù a riprenderli, ne ho trovata una soltanto. Dell'altra nemmeno una traccia.E' talmente facile far del male a un pollo. E' talmente facile e pure "permesso" dal nostro ordinamento giuridico.Ma ora mi rivolgo a Lei e Le chiedo di rispondermi con sincerità.Fino a quando queste persone più sensibili rispetto alla media delle persone potranno contorcersi dal dolore, affananre nella disperazione più completa, annientarsi per il vuoto della perdita di queste piccole e indifese creature che hanno cresciuto con così tanto amore e dedizione, senza mai potersi difendere e chiedere giustizia?Le chiedo, caro Presidente, se secondo Lei sarà mai possibile che queste persone continuino all'infinito a provare un tale dolore senza ribellarsi mai.Non ci sono leggi, non c'è giustizia alcuna per tutto questo dolore.  Ed è talmente facile farci del male..Ma se non c'è giustizia, potranno mai continuare all'infinito a porgere l'altra guancia o un giorno qualcuno di questi uomini più sensibili si ribellerà?Se un giorno mai qualcuno dovesse ribellarsi a questo sistema menefreghista del dolore di pochi (di pochi, sì, ma è intenso e pungente, direi devastante questo dolore), quel giorno forse Lei riprenderà in mano questa mia lettera ingiallita e dirà:  "E pensare che ero anche stato avvertito!!".La ringrazio, Signor Presidente, per l'attenzione sin qui prestatami e, con ossequio, Le porgo i miei saluti.Simona