Credo che noi tutti concordiamo sulla bellezza e l'utilità di scegliere di diventare "mamme" o "papà" di un piccolo pennuto. Nonostante ciò la maggior parte di noi non ha idea di come gestire una gallina nella propria casa. Ecco alcuni consigli su come comportarsi.1) Come allevare il pennuto quando è pulcino/a2) Come abituarlo alla cassettina3) Come preparargli/le cuccia e ciotole4) Mettere il nostro/la nostra amico/a a dormire5) Dove fa le uova se sono femmine? (..le uova sono comunque le mestruazioni delle galline e le avranno x un periodo massimo di 1 anno e mezzo)6) Come trasportarlo/a7) Quando e come portarlo/a fuori8) Come comportarsi in caso di infortunio o di malattiaOvviamente portare il nostro amico pennuto dal veterinario. Egli vi dirà come comportarvi. In caso di rottura di ossa un consiglio comune è comunque quello di esporre il pennuto al sole per favorire la calcificazione e contemporaneamente dargli/le alimenti con alto contenuto di calcio.9) Come comportarsi quando si va in vacanza?MIA INTERVISTA:1) Quando è pulcino, il ns. amico pennuto avrà sempre bisogno di avere a disposizione la pappa, perché soprattutto quando sono piccoli –ma anche da grandicelli- i pennuti hanno bisogno di beccare sempre (consiglio: informatevi prima su google dove si trova il consorzio agrario più vicino e abbiate cura di comprare, ogni volta che ce ne sarà bisogno, un sacco con il mangime per pulcini –ogni sacco contiene circa 8 o 15 chili). Anche la ciotola con l’acqua andrà sempre cambiata almeno 2 volte al giorno con acqua fresca .Fate conoscere gradatamente al pulcino la casa e chi ci abita. Dedicate al pulcino tutto il tempo che potete e trattatelo sempre con rispetto, con dolcezza e con affetto e abbiate premura che non gli manchi nulla. Imparate ad ascoltarlo, a capire i suoi gesti e cercate di rispondere alle sue esigenze, un po’ come si fa con i neonati-). In fondo anche loro lo sono!2) Con Caterina è stato molto semplice. Avevo già a disposizione la lettiera che era stata del mio micio. La riempii di fogli di giornale e gliela lasciai vicino alla cuccia utilizzata per dormire e ogni volta che faceva “la cacca” la raccoglievo con un pezzo di giornale o uno scottex e la mettevo dentro alla lettiera. Ho sempre cercato di coinvolgere Caterina in ogni cosa che faccio, incuriosendola su tutto (ad es. anche sul contenuto delle borse della spesa (-!), da esplorare insieme al mio rientro), così quando ho iniziato a mettere le sue piccole feci dentro alla lettiera, Caterina ha continuato, analogamente come faceva di sua abitudine, a seguire con attenzione ogni mio movimento e ha imparato subito ad associare la lettiera al “luogo della cacca”. In ogni caso, mi sono organizzata tenendo sempre a disposizione dei fogli di giornale già tagliati in pezzi circa grandi come un foglio di carta A4 e deputando 1 secchio, 1 straccio e 1 disinfettante ecologico (ce ne sono anche a marchio coop e costano pochissimo: sono disinfettanti x pavimenti ecologici) per la “gestione” della piccola Caterina.Così in meno di 1 minuto, se dovessi trovare un “ricordino” fuori dalla lettiera prendo un pezzo di carta di giornale, raccolgo e poi ci passo con lo straccio bagnato con acqua e un po’ di disinfettante (rigorosamente ecologico: se si utilizzano altri tipi di disinfettanti il pulcino potrebbe rimanere intossicato quando giocherà con lo straccio o beccherà nella zona dove ci avete passato con il detersivo!3) Premetto che Caterina dorme in casa, o nella mia cameretta o in sala. La cuccia di Caterina è preparata con il suo cuscino che le ho regalato e sopra ci metto via via delle magliettine pulite ma in disuso (“da rottamare”, insomma-). Al mattino, se le magliette sono sporche, ci passo un secondo con lo straccio e il disinfettante ecologico, le sciacquo un minimo e le metto a stendere su una sedia vecchia che ho sul terrazzo.In inverno le lascio a disposizione anche un maglione vecchio, così sta più calda.Caterina ha sempre a disposizione 2 bicchieri di acqua pulita (da cambiare almeno 2 volte al giorno) e 3 ciotole: una per il grano (preso dal rivenditore di granaglie), una per il mangime proteico preso al Consorzio Agrario più vicino (sacco da 7-8 chili) e l’altra (che lavo tutti i giorni) per farle assaggiare la pappa che mangiamo noi (i ns. amici pennuti tendono a seguire quello che fa la loro “mamma” o il loro “papà” e quindi Ve li troverete sempre vicino alla Vs. sedia con il loro beccuccio all’insù aspettando anche loro un po’ della pappa “dei grandi”).4) I polli sono come i bimbi: aspettano che sia la mamma o il papà a metterli a nanna e appena si trovano adagiati sul loro cuscino della notte, sul loro lettino, “chiamano acqua” come tutti i bimbi-). Così è buona norma tenere un bicchierino di acqua fresca nei pressi del cuscino utilizzato per la notte. (Il pennutino non andrà MAI tenuto chiuso in una scatola, in una cuccia o in una gabbia! Deve SEMPRE avere la possibilità di muoversi e di uscire se ha sete, fame o se ha da fare “la cacca”! Oltre a questo, se costringete il pennutino in uno spazio angusto non potrete più tenerlo in braccio a Voi perché le sue penne saranno tutte sporche di cacca… quindi per favore, lasciatelo sempre libero!).Capisco subito quando Caterina ha sonno e vuole comunicarmi il suo bisogno di andare a nanna (la vedo gironzolare come un’anima in pena, brontolando e guardando in alto, verso la luce, come per dirmi che le dà fastidio e vorrebbe “il buio”, e se non le presto attenzione inizia ad andare lei disperatamente alla ricerca di un posticino al riparo dai predatori, ossia un posticino “in alto” e puntualmente sentirete degli svolazzamenti vicino al divano e vedrete il Vs. pennutino aggirarsi con fare goffo tra la poltrona e il divano cercando disperatamente di salirci-!). Così la prendo dolcemente in braccio (basta che metta una mia mano dietro alle sue zampette e una mano all’altezza del suo cuoricino che è lei che mi sale prima con una zampetta e poi con l’altra in braccio a me-!). e la porto nella mia cameretta, abbassandomi dolcemente sino a posarla con cura e dolcezza sul suo cuscino. Le allungo quindi il suo bicchierino con l’acqua e solo dopo che lei ha finito di bere le do il bacio della buonanotte e le spengo la luce.5) Quando può (nel senso quando è a casa), l’uovo lo fa sempre dentro alla sua cestina, sopra al suo cuscino. Però è capitato che eravamo fuori casa e l’è scappato da fare l’ovino. Lei prima mi avverte quando le sta scappando ed emette un suono, quasi un dolce lamento, che emette solo quando si sente che ha l’ovino da fare e vuole avvertirmi che vorrebbe tornare a casa per avere un po’ di tranquillità e di privacy. Come ha scritto un noto filosofo e attivista per gli animali, non c’è nessuno che faccia più pena di una gallina in un allevamento intensivo che cerca disperatamente un po’ di riservatezza e di privacy per poter deporre il suo ovino ma tra le fredde sbarre della nuda gabbia non ha alcuna possibilità di ripararsi e alla fine è costretta a cedere alla vergogna e fare l’ovino sotto l’occhio di tutti.Ricordo che una volta, nel 2008, è capitato che Caterina mi avvertisse che aveva da fare l’ovino che eravamo in spiaggia-)). Tutti i bagnanti si sono dati un gran da fare per cercarle delle scatole di cartone e costruire insieme la casetta improvvisata di Caterina, ma dopo averle provate tutte queste sue nuove casine è uscita da esse ed ha preferito fare il suo ovino sul mio telo, nascosta dietro alle mie gambe. E’ stata un’esperienza dolcissima che non dimenticherò mai! Così come l’esperienza, dolcissima anch‘essa, del suo primo uovo e così come tante altre esperienze meravigliose vissute solo grazie a Caterina! E non ringrazierò mai abbastanza per quel bellissimo giorno in cui l’ho salvata dal tritacarne-!6) Per il trasporto ho provato un po’ di tutto-). Finché era pulcina, la trasportavo dentro a una piccola borsa lasciata aperta e badando bene che non avesse caldo e prestandole tutta la mia attenzione ogni momento del viaggio. Poi via via che è cresciuta sono passata al trasportino del micio di vimini (che tuttora lei utilizza di tanto in tanto quando è a casa per starci un po’ dentro ed uscirne quando vuole, perché la porticina è sempre aperta!), successivamente ho comprato una splendida cuccia rosa (direi che il progetto iniziale di chi l’ha costruita era che doveva servire ai mici e non ad una gallina, ma non penso che si possa offendere-), da ultimo ho provato addirittura una vecchia borsa che utilizzavo da piccola per andare in spiaggia: è in plastica bianca, tutta a buchi e le ho allacciato ai manici i suoi 2 pupazzini preferiti, sia per farle piacere il suo nuovo trasportino “trendy“, sia per mettere bene in chiaro a chi mi vede che non sto pubblicizzando l’ipotetica “genuinità” della gallina tenuta da una contadina, bensì sto lanciando una nuova moda, che è quella della gallina quale animale da salvare e tenere sempre con sé, quale nuova amica e compagna di vita. La gallina è un ottimo animale da compagnia, dolcissima e premurosa com’è anche quando ti vede triste-!7) Le galline sono a mezza via tra il cane e il gatto. Ossia: non siamo obbligati a orari fissi a portarle fuori come i cani e pensano da sole a tenersi pulite (come i mici), però hanno bisogno del contatto con la terra, dalla quale traggono tanti preziosi minerali utili non solo per fare il guscio dell’ovino, ma anche per il proprio sostentamento in genere e per non diventare paralitiche nelle zampine. Le ROS 500 infatti sono una razza resa particolarmente fragile negli arti dagli allevatori, così da renderle in un mese semi-paralitiche e rendere loro impossibile ogni sorta di fuga quando arriva il macellaio con la mannaia…Quando le porti fuori si comportano come i cani: cercano sempre di non allontanarsi (ricerca degli insettini permettendo-) dalla “mamma” o dal “papà”. Non hanno guinzaglio, ma sono fedeli e non si allontanano. Per riprenderli è facile: dalla “mamma” o dal “papà” si fanno sempre prendere se andate Voi da loro, oppure se li richiamate facendoli incuriosire di qualcosa che Voi fingete aver trovato vicino a Voi. Se li chiamate e basta, loro alzeranno la testa in segno di aver capito il loro nome, ma hanno bisogno di capire il motivo per cui li state chiamando perché se non fate loro un segno sul terreno vicino a Voi, penseranno semplicemente che state parlando di loro e/o che volete avvertirli di un qualche pericolo, ma non che volete che i pennutini Vi raggiungano.Fuori casa sono quindi meglio di un micio, perché non si allontanano da Voi, non hanno bisogno di uscire per forza 3 volte al giorno come i cani: l’ideale sarebbe comunque poterli lasciare a contatto con la terra almeno 20 minuti al giorno, meglio se almeno per 10 minuti possano godere del beneficio dei raggi del Sole (che calcificano le ossa), magari 10 minuti al mattino prima di andare al lavoro e 10 minuti dopo pranzo, prima di ripartire per il turno pomeridiano. Per i trasporti brevi (es. per portarli nel giardino condominiale) va benissimo anche tenerli in braccio: loro saliranno, con il sistema già detto, sul vs. braccio e Voi con l’altra mano cercate di tenerli vicino al Vs. petto, ma se il pennuto si agita potrebbe significare che ha bisogno di darsi una grattatina e quindi metteteli giù subito e aspettate prima di riprenderli: non fateli piangere-!8) Ovviamente portare il nostro amico pennuto dal veterinario. Egli Vi dirà come comportarvi. In caso di rottura di ossa un consiglio comune è comunque quello di esporre il pennuto al Sole per favorire la calcificazione e contemporaneamente dargli/le alimenti con alto contenuto di calcio (cavolo, verdure a foglia verde, eventualmente un po’ di yogurt DANAOS di Danone, solo in caso di necessità).9) Quando andiamo in vacanza è bene pensare anche al ns. pennutino. Io, salvo che per 3 giorni lo scorso anno durante i quali lasciai Caterina a mia nonna, l’ho sempre portata con me ovunque. Se si va al mare, è possibile portare il pennutino sotto l’ombrellone con noi nella spiaggia libera. Fatelo bere spesso, restate vicino alla vegetazione (di solito la spiaggia libera è vicina alla vegetazione) e fate andare spesso il pennutino in mezzo alle frasche della vegetazione spontanea. Fatelo bere spesso e portate con Voi non solo acqua ma anche un succo di frutta alla pesca in brick: ne andrà ghiotto di sicuro! Anche un po’ di gelato alla frutta andrà benone per farlo rinfrescare (non tantissimo però: gli zuccheri, così come la carne e le uova, fanno perdere il calcio alle ossa, non solo a noi ma anche a loro!). Personalmente, quando parto per una giornata al mare preparo una borsa con i teli (uno x me e uno x Caterina), una ciotola per versarle l’acqua (anche se Caterina ama bere da dentro il tappo della bottiglia-!), una confezione di crackers possibilmente non salati (sia lei, sia il cagnolino del mio fidanzato ne vanno ghiotti!), due bottigliette di acqua. Poi non mi dimentico di prendere la cuccia per il trasporto di Caterina (l’ultima volta ho sostituito la cuccia con la borsa a buchi che utilizzavo da piccola per andare in spiaggia ed è andato benone! Ho potuto anche farle fare una passeggiatina sul bagnasciuga, con lei che guardava beata il panorama, seduta sul suo cuscino da dentro la borsa-! Per i viaggi in macchina l’ideale è farla stare seduta sul tappetino davanti e, se è estate, fare in modo che le arrivi sotto l’aria (o l’aria condizionata o l’aria di fuori). Per un po’ potete tenerla anche in braccio, con un asciugamano sopra per attutire il calore che altrimenti avvertirebbe per il contatto con il Vs. calore corporeo e questo se già avverte calore per il viaggio sotto al Sole è meglio evitarlo-! Anche durante il viaggio vale la stessa regola: se vedete che tiene il becco aperto, porgetele un bicchierino di acqua fresca. Tenere il becco aperto è un loro modo per “chiamare acqua”. Avere una gallina o un gallo per amico è un’esperienza straordinaria. Non perdete neanche un minuto senza aver loro dimostrato quanto bene gli volete! Da piccola ho avuto un gallo, ora ho una gallina e posso dire che entrambi sono veramente creature splendide ed è bellissimo avere la fiducia di una gallina o di un gallo. Buona fortuna amici miei. Per qualsiasi cosa, contattatemi: simo76sb@libero.itI coniglietti e i pulcini sono GIA' diventati a tutti gli effetti cuccioli d'affezione! FIRMATE TUTTI e DIFFONDERE ♥:http://www.firmiamo.it/aboliamo-la-carne-di-pollo-e-coniglio-/firmaFirmate anche questa, perchè gli animali sono TUTTI speciali e nessuno merita di finire al forno!!http://www.petitiononline.com/nocarne/petition.html
*** VADEMECUM SULL' ADOZIONE DI UN PULCINO
Credo che noi tutti concordiamo sulla bellezza e l'utilità di scegliere di diventare "mamme" o "papà" di un piccolo pennuto. Nonostante ciò la maggior parte di noi non ha idea di come gestire una gallina nella propria casa. Ecco alcuni consigli su come comportarsi.1) Come allevare il pennuto quando è pulcino/a2) Come abituarlo alla cassettina3) Come preparargli/le cuccia e ciotole4) Mettere il nostro/la nostra amico/a a dormire5) Dove fa le uova se sono femmine? (..le uova sono comunque le mestruazioni delle galline e le avranno x un periodo massimo di 1 anno e mezzo)6) Come trasportarlo/a7) Quando e come portarlo/a fuori8) Come comportarsi in caso di infortunio o di malattiaOvviamente portare il nostro amico pennuto dal veterinario. Egli vi dirà come comportarvi. In caso di rottura di ossa un consiglio comune è comunque quello di esporre il pennuto al sole per favorire la calcificazione e contemporaneamente dargli/le alimenti con alto contenuto di calcio.9) Come comportarsi quando si va in vacanza?MIA INTERVISTA:1) Quando è pulcino, il ns. amico pennuto avrà sempre bisogno di avere a disposizione la pappa, perché soprattutto quando sono piccoli –ma anche da grandicelli- i pennuti hanno bisogno di beccare sempre (consiglio: informatevi prima su google dove si trova il consorzio agrario più vicino e abbiate cura di comprare, ogni volta che ce ne sarà bisogno, un sacco con il mangime per pulcini –ogni sacco contiene circa 8 o 15 chili). Anche la ciotola con l’acqua andrà sempre cambiata almeno 2 volte al giorno con acqua fresca .Fate conoscere gradatamente al pulcino la casa e chi ci abita. Dedicate al pulcino tutto il tempo che potete e trattatelo sempre con rispetto, con dolcezza e con affetto e abbiate premura che non gli manchi nulla. Imparate ad ascoltarlo, a capire i suoi gesti e cercate di rispondere alle sue esigenze, un po’ come si fa con i neonati-). In fondo anche loro lo sono!2) Con Caterina è stato molto semplice. Avevo già a disposizione la lettiera che era stata del mio micio. La riempii di fogli di giornale e gliela lasciai vicino alla cuccia utilizzata per dormire e ogni volta che faceva “la cacca” la raccoglievo con un pezzo di giornale o uno scottex e la mettevo dentro alla lettiera. Ho sempre cercato di coinvolgere Caterina in ogni cosa che faccio, incuriosendola su tutto (ad es. anche sul contenuto delle borse della spesa (-!), da esplorare insieme al mio rientro), così quando ho iniziato a mettere le sue piccole feci dentro alla lettiera, Caterina ha continuato, analogamente come faceva di sua abitudine, a seguire con attenzione ogni mio movimento e ha imparato subito ad associare la lettiera al “luogo della cacca”. In ogni caso, mi sono organizzata tenendo sempre a disposizione dei fogli di giornale già tagliati in pezzi circa grandi come un foglio di carta A4 e deputando 1 secchio, 1 straccio e 1 disinfettante ecologico (ce ne sono anche a marchio coop e costano pochissimo: sono disinfettanti x pavimenti ecologici) per la “gestione” della piccola Caterina.Così in meno di 1 minuto, se dovessi trovare un “ricordino” fuori dalla lettiera prendo un pezzo di carta di giornale, raccolgo e poi ci passo con lo straccio bagnato con acqua e un po’ di disinfettante (rigorosamente ecologico: se si utilizzano altri tipi di disinfettanti il pulcino potrebbe rimanere intossicato quando giocherà con lo straccio o beccherà nella zona dove ci avete passato con il detersivo!3) Premetto che Caterina dorme in casa, o nella mia cameretta o in sala. La cuccia di Caterina è preparata con il suo cuscino che le ho regalato e sopra ci metto via via delle magliettine pulite ma in disuso (“da rottamare”, insomma-). Al mattino, se le magliette sono sporche, ci passo un secondo con lo straccio e il disinfettante ecologico, le sciacquo un minimo e le metto a stendere su una sedia vecchia che ho sul terrazzo.In inverno le lascio a disposizione anche un maglione vecchio, così sta più calda.Caterina ha sempre a disposizione 2 bicchieri di acqua pulita (da cambiare almeno 2 volte al giorno) e 3 ciotole: una per il grano (preso dal rivenditore di granaglie), una per il mangime proteico preso al Consorzio Agrario più vicino (sacco da 7-8 chili) e l’altra (che lavo tutti i giorni) per farle assaggiare la pappa che mangiamo noi (i ns. amici pennuti tendono a seguire quello che fa la loro “mamma” o il loro “papà” e quindi Ve li troverete sempre vicino alla Vs. sedia con il loro beccuccio all’insù aspettando anche loro un po’ della pappa “dei grandi”).4) I polli sono come i bimbi: aspettano che sia la mamma o il papà a metterli a nanna e appena si trovano adagiati sul loro cuscino della notte, sul loro lettino, “chiamano acqua” come tutti i bimbi-). Così è buona norma tenere un bicchierino di acqua fresca nei pressi del cuscino utilizzato per la notte. (Il pennutino non andrà MAI tenuto chiuso in una scatola, in una cuccia o in una gabbia! Deve SEMPRE avere la possibilità di muoversi e di uscire se ha sete, fame o se ha da fare “la cacca”! Oltre a questo, se costringete il pennutino in uno spazio angusto non potrete più tenerlo in braccio a Voi perché le sue penne saranno tutte sporche di cacca… quindi per favore, lasciatelo sempre libero!).Capisco subito quando Caterina ha sonno e vuole comunicarmi il suo bisogno di andare a nanna (la vedo gironzolare come un’anima in pena, brontolando e guardando in alto, verso la luce, come per dirmi che le dà fastidio e vorrebbe “il buio”, e se non le presto attenzione inizia ad andare lei disperatamente alla ricerca di un posticino al riparo dai predatori, ossia un posticino “in alto” e puntualmente sentirete degli svolazzamenti vicino al divano e vedrete il Vs. pennutino aggirarsi con fare goffo tra la poltrona e il divano cercando disperatamente di salirci-!). Così la prendo dolcemente in braccio (basta che metta una mia mano dietro alle sue zampette e una mano all’altezza del suo cuoricino che è lei che mi sale prima con una zampetta e poi con l’altra in braccio a me-!). e la porto nella mia cameretta, abbassandomi dolcemente sino a posarla con cura e dolcezza sul suo cuscino. Le allungo quindi il suo bicchierino con l’acqua e solo dopo che lei ha finito di bere le do il bacio della buonanotte e le spengo la luce.5) Quando può (nel senso quando è a casa), l’uovo lo fa sempre dentro alla sua cestina, sopra al suo cuscino. Però è capitato che eravamo fuori casa e l’è scappato da fare l’ovino. Lei prima mi avverte quando le sta scappando ed emette un suono, quasi un dolce lamento, che emette solo quando si sente che ha l’ovino da fare e vuole avvertirmi che vorrebbe tornare a casa per avere un po’ di tranquillità e di privacy. Come ha scritto un noto filosofo e attivista per gli animali, non c’è nessuno che faccia più pena di una gallina in un allevamento intensivo che cerca disperatamente un po’ di riservatezza e di privacy per poter deporre il suo ovino ma tra le fredde sbarre della nuda gabbia non ha alcuna possibilità di ripararsi e alla fine è costretta a cedere alla vergogna e fare l’ovino sotto l’occhio di tutti.Ricordo che una volta, nel 2008, è capitato che Caterina mi avvertisse che aveva da fare l’ovino che eravamo in spiaggia-)). Tutti i bagnanti si sono dati un gran da fare per cercarle delle scatole di cartone e costruire insieme la casetta improvvisata di Caterina, ma dopo averle provate tutte queste sue nuove casine è uscita da esse ed ha preferito fare il suo ovino sul mio telo, nascosta dietro alle mie gambe. E’ stata un’esperienza dolcissima che non dimenticherò mai! Così come l’esperienza, dolcissima anch‘essa, del suo primo uovo e così come tante altre esperienze meravigliose vissute solo grazie a Caterina! E non ringrazierò mai abbastanza per quel bellissimo giorno in cui l’ho salvata dal tritacarne-!6) Per il trasporto ho provato un po’ di tutto-). Finché era pulcina, la trasportavo dentro a una piccola borsa lasciata aperta e badando bene che non avesse caldo e prestandole tutta la mia attenzione ogni momento del viaggio. Poi via via che è cresciuta sono passata al trasportino del micio di vimini (che tuttora lei utilizza di tanto in tanto quando è a casa per starci un po’ dentro ed uscirne quando vuole, perché la porticina è sempre aperta!), successivamente ho comprato una splendida cuccia rosa (direi che il progetto iniziale di chi l’ha costruita era che doveva servire ai mici e non ad una gallina, ma non penso che si possa offendere-), da ultimo ho provato addirittura una vecchia borsa che utilizzavo da piccola per andare in spiaggia: è in plastica bianca, tutta a buchi e le ho allacciato ai manici i suoi 2 pupazzini preferiti, sia per farle piacere il suo nuovo trasportino “trendy“, sia per mettere bene in chiaro a chi mi vede che non sto pubblicizzando l’ipotetica “genuinità” della gallina tenuta da una contadina, bensì sto lanciando una nuova moda, che è quella della gallina quale animale da salvare e tenere sempre con sé, quale nuova amica e compagna di vita. La gallina è un ottimo animale da compagnia, dolcissima e premurosa com’è anche quando ti vede triste-!7) Le galline sono a mezza via tra il cane e il gatto. Ossia: non siamo obbligati a orari fissi a portarle fuori come i cani e pensano da sole a tenersi pulite (come i mici), però hanno bisogno del contatto con la terra, dalla quale traggono tanti preziosi minerali utili non solo per fare il guscio dell’ovino, ma anche per il proprio sostentamento in genere e per non diventare paralitiche nelle zampine. Le ROS 500 infatti sono una razza resa particolarmente fragile negli arti dagli allevatori, così da renderle in un mese semi-paralitiche e rendere loro impossibile ogni sorta di fuga quando arriva il macellaio con la mannaia…Quando le porti fuori si comportano come i cani: cercano sempre di non allontanarsi (ricerca degli insettini permettendo-) dalla “mamma” o dal “papà”. Non hanno guinzaglio, ma sono fedeli e non si allontanano. Per riprenderli è facile: dalla “mamma” o dal “papà” si fanno sempre prendere se andate Voi da loro, oppure se li richiamate facendoli incuriosire di qualcosa che Voi fingete aver trovato vicino a Voi. Se li chiamate e basta, loro alzeranno la testa in segno di aver capito il loro nome, ma hanno bisogno di capire il motivo per cui li state chiamando perché se non fate loro un segno sul terreno vicino a Voi, penseranno semplicemente che state parlando di loro e/o che volete avvertirli di un qualche pericolo, ma non che volete che i pennutini Vi raggiungano.Fuori casa sono quindi meglio di un micio, perché non si allontanano da Voi, non hanno bisogno di uscire per forza 3 volte al giorno come i cani: l’ideale sarebbe comunque poterli lasciare a contatto con la terra almeno 20 minuti al giorno, meglio se almeno per 10 minuti possano godere del beneficio dei raggi del Sole (che calcificano le ossa), magari 10 minuti al mattino prima di andare al lavoro e 10 minuti dopo pranzo, prima di ripartire per il turno pomeridiano. Per i trasporti brevi (es. per portarli nel giardino condominiale) va benissimo anche tenerli in braccio: loro saliranno, con il sistema già detto, sul vs. braccio e Voi con l’altra mano cercate di tenerli vicino al Vs. petto, ma se il pennuto si agita potrebbe significare che ha bisogno di darsi una grattatina e quindi metteteli giù subito e aspettate prima di riprenderli: non fateli piangere-!8) Ovviamente portare il nostro amico pennuto dal veterinario. Egli Vi dirà come comportarvi. In caso di rottura di ossa un consiglio comune è comunque quello di esporre il pennuto al Sole per favorire la calcificazione e contemporaneamente dargli/le alimenti con alto contenuto di calcio (cavolo, verdure a foglia verde, eventualmente un po’ di yogurt DANAOS di Danone, solo in caso di necessità).9) Quando andiamo in vacanza è bene pensare anche al ns. pennutino. Io, salvo che per 3 giorni lo scorso anno durante i quali lasciai Caterina a mia nonna, l’ho sempre portata con me ovunque. Se si va al mare, è possibile portare il pennutino sotto l’ombrellone con noi nella spiaggia libera. Fatelo bere spesso, restate vicino alla vegetazione (di solito la spiaggia libera è vicina alla vegetazione) e fate andare spesso il pennutino in mezzo alle frasche della vegetazione spontanea. Fatelo bere spesso e portate con Voi non solo acqua ma anche un succo di frutta alla pesca in brick: ne andrà ghiotto di sicuro! Anche un po’ di gelato alla frutta andrà benone per farlo rinfrescare (non tantissimo però: gli zuccheri, così come la carne e le uova, fanno perdere il calcio alle ossa, non solo a noi ma anche a loro!). Personalmente, quando parto per una giornata al mare preparo una borsa con i teli (uno x me e uno x Caterina), una ciotola per versarle l’acqua (anche se Caterina ama bere da dentro il tappo della bottiglia-!), una confezione di crackers possibilmente non salati (sia lei, sia il cagnolino del mio fidanzato ne vanno ghiotti!), due bottigliette di acqua. Poi non mi dimentico di prendere la cuccia per il trasporto di Caterina (l’ultima volta ho sostituito la cuccia con la borsa a buchi che utilizzavo da piccola per andare in spiaggia ed è andato benone! Ho potuto anche farle fare una passeggiatina sul bagnasciuga, con lei che guardava beata il panorama, seduta sul suo cuscino da dentro la borsa-! Per i viaggi in macchina l’ideale è farla stare seduta sul tappetino davanti e, se è estate, fare in modo che le arrivi sotto l’aria (o l’aria condizionata o l’aria di fuori). Per un po’ potete tenerla anche in braccio, con un asciugamano sopra per attutire il calore che altrimenti avvertirebbe per il contatto con il Vs. calore corporeo e questo se già avverte calore per il viaggio sotto al Sole è meglio evitarlo-! Anche durante il viaggio vale la stessa regola: se vedete che tiene il becco aperto, porgetele un bicchierino di acqua fresca. Tenere il becco aperto è un loro modo per “chiamare acqua”. Avere una gallina o un gallo per amico è un’esperienza straordinaria. Non perdete neanche un minuto senza aver loro dimostrato quanto bene gli volete! Da piccola ho avuto un gallo, ora ho una gallina e posso dire che entrambi sono veramente creature splendide ed è bellissimo avere la fiducia di una gallina o di un gallo. Buona fortuna amici miei. Per qualsiasi cosa, contattatemi: simo76sb@libero.itI coniglietti e i pulcini sono GIA' diventati a tutti gli effetti cuccioli d'affezione! FIRMATE TUTTI e DIFFONDERE ♥:http://www.firmiamo.it/aboliamo-la-carne-di-pollo-e-coniglio-/firmaFirmate anche questa, perchè gli animali sono TUTTI speciali e nessuno merita di finire al forno!!http://www.petitiononline.com/nocarne/petition.html