VETRINE AI MACELLI

VEGETARIANI, LEGGETE.


Tratto da un’intervista a Jonathan Safran Foer, autore di “Se niente importa, perché mangiamo animali?” (edizioni Guanda)DOMANDA: “Molti saranno inclini a pensare: ecco il solito vegetariano… . Come descriverebbe il suo libro a uno scettico?”RISPOSTA: Non come un libro sull’alimentazione vegetariana, ma come polemica contro gli allevamenti industriali.  Se dovessimo chiedere a cento italiani presi a caso se è giusto mangiare animali, magari 95 risponderebbero di sì. L’approccio filosofico sarebbe questo… L’approccio PRATICO, invece, ci porta a fare un’altra domanda: è giusto avere un sistema di allevamenti che è la principale causa del riscaldamento terrestre? Che è, secondo le Nazioni Unite, una delle CAUSE PRINCIPALIi di “ogni significativo problema ambientale nel mondo, localmente e globalmente” e che, inoltre, RENDE GLI ANTIBIOTICI MENO EFFICACI, E’ ALLA BASE DELL’INFLUENZA SUINA E DI QUELLA DEI POLLI, TORTURA ANIMALI SENZA MOTIVO, CI RENDE PIU’ GRASSI, MENO SANI E CI ACCORCIA LA VITA? Sono convinto che almeno 95 persone su cento direbbero di no. Il mio libro cerca di fare emergere un consenso che esiste già.  Perché i nostri valori condivisi rendono gli allevamenti industriali del tutto ripugnanti a chiunque conosca la verità su come operano.DOMANDA: Il libro ha provocato dei cambiamenti?RISPOSTA:  Ha dato grande spinta al dibattito in rete. Ma qualche cambiamento era già in atto. Vale la pena di ricordare che gli allevamenti industriali sono nati solo cinquant’anni fa, e che il 18 per cento degli studenti universitari americani sono vegetariani. Ci sono più vegetariani che cattolici nelle scuole americane. In altre parole, le cose sono cambiate in fretta e potranno continuare a cambiare.