LA MAESTRA ONLINE

E' tanto difficile far amare la scuola? Non ho la bacchetta magica ma...Ci proverò lo stesso!

 

OCCHIO AI COLORI!

Ad ogni gruppo tematico corrisponde un colore. Dal titolo si potrà capire con facilità a quale gruppo appartiene il post che state consultando.

AZZURRO: TEMI DI ATTUALITA' - PROBLEMATICHE SCOLASTICHE
ROSSO: HELP GENITORI 
VERDE: HELP STUDENTI
ARANCIO: PROPOSTE DIDATTICHE - LAVORI - SPUNTI
NERO: CURIOSITA' - VARIE ED EVENTUALI - UMORISMO SCOLASTICO

 

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HELP STUDENTI:

Post n°6 pubblicato il 12 Dicembre 2007 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

LE REGOLE D'ORO PER STUDIARE

1) Leggete con attenzione ciò che dovete imparare. Leggere una parola e poi guardare mezzora fuori dalla finestra, può essere poetico ma non è un granchè utile...

2) Sottolineate le parole nuove o difficili che dovete capire (altrimenti...vi limiterete solo  a ripetere come un "pappagallo" che parla e non sa cosa dice!), cercate il loro significato sul vocabolario e memorizzatelo. Attenzione che sul dizionario ci sono molte definizioni per una parola! Guardate il contesto prima di scegliere il significato...onde evitare figure da cioccolatai!

 

3) Segnate con la matita o con un evidenziatore le idee - chiave, cioè le parti fondamentali, le informazioni e i concetti più importanti. Non usate tremila colori. Il vostro libro sembrerà sicuramente più artistico, ma poco leggibile...  

4) Rileggete il testo e ripetetelo la prima volta a paragrafi (cioè parte per parte) ad alta voce. Ad alta voce non significa mettere al corrente dei vostri studi tutto il vicinato...

 

5)Preparate una mappa o uno schema con le idee - chiave e con i collegamenti necessari (per avere sott'occhio tutte le nozioni e i concetti da ricordare e da spiegare). Solitamente gli insegnanti benevoli permettono di tenere sotto mano la vostra salvezza. Se non è il vostro caso e avete un professore che è peggio di Cerbero il cane a tre teste, usate uno dei vostri trucchetti... 

6) Rileggete nuovamente tutto e ripetete ad alta voce il testo intero (così vi accorgerete facilmente di eventuali cretinate o di black out cerebrali improvvisi...)

7)Ripetete ancora, provando a registrarvi con un registratore a cassette (o usando il microfono del computer se siete tecnologici), per potervi riascoltare e correggere. Non mettete gli Mp3 delle vostre interrrogazioni su Emule, non credo vi inviterebbero a ritirare un Grammy Award e non penso vi chiamerebbero a MTV...

 

8) Arricchite la vostra esposizione con particolari, con osservazioni e con collegamenti utili, aggiungendo anche il vostro parere, quando serve (non è ammesso mandare all'inferno il Prof. anche se è la cosa che vi riesce meglio in assoluto!)

9) Fate ascoltare a qualcuno la vostra esposizione (per farvi consigliare e per vedere se siete comprensibili anche per gli altri). Se i vostri genitori o fratelli vi guardano storto, significa che vi siete espressi in Bantù o Swahili... 

10) Il giorno dopo ripassate tutto, rileggendo e ripetendo ancora la parte studiata.

ALCUNE  NOTE  IMPORTANTI  

I punti dal n.1 al n.5 andrebbero fatti di seguito, possibilmente senza interruzione: per due pagine del libro vi occorrerà circa mezz'ora per fare tutto (...45 minuti se siete dei tipi leeeeenti!).

I punti dal n.6 al n.9 possono essere fatti anche in un secondo momento (o il giorno dopo, se siete stanchi o non avete il tempo per fare tutto in una volta): ci vorrà un'altra mezz'ora. Ricordate, però, che se avete difficoltà nell'esposizione dovrete provare a ripetere più volte. Comunque vedrete che, dopo le prime prove (magari anche terrificanti), diventerete sempre più veloci nello studio (perché  volontà, cervello e memoria saranno sempre più allenati!).

Il punto n.7 vi può sembrare inutile, ma vi sbagliate: oserei dire, invece, che è quello più importante per la memorizzazione, per l'autocorrezione e anche per il ripasso nei giorni successivi. Dopo qualche prova, quando la vostra esposizione registrata sarà buona e completa, potrete riascoltarla come ripasso, senza nemmeno rileggere il testo (magari mentre siete svaccati sul divano, o mentre vi abbuffate a  merenda). Con la registrazione vi assicuro buoni risultati nella memorizzazione: provare per credere! 

 
 
 

UMORISMO SCOLASTICO:

Post n°5 pubblicato il 10 Dicembre 2007 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

10 GIUSTIFICAZIONI IMPOSSIBILI. OVVERO...NON HO STUDIATO PERCHE'...

  1. Avevo un senso di nausea con febbre che andava e veniva e siccome avevo appena finito di leggere un libro su Fausto Coppi pensavo che fosse malaria.
  2. Mia mamma mi ha pregato di starle vicino. E' molto giù. Da quando mio padre ha deciso di tornare a casa non è più la stessa. Anche mio padre mi ha pregato di stargli vicino. E' molto giù. Da quando mia madre lo ha perdonato non è più lo stesso.
  3. Ho seguito col cannocchiale, per tutto il pomeriggio, una strana luce nel cielo. Poteva essere qualcosa di straordinario: un UFO, i marziani, una nuova arma segreta dei russi, una cometa, un meteorite o l'astronave di Star Trek. Invece era solo una strana luce. Ma io non potevo saperlo.
  4. Mi è nato un fratellino: forse non è una giustificazione sufficiente. Ma il fatto che sia nato completamente vestito, con la barba e un'autoradio sottobraccio.
  5.  Il cane è stato molto male e io l'ho dovuto curare. E' stata durissima. Dopo che gli ho fatto bere un'intera bottiglia di grappa si è ripreso: ma non è più quello di prima. Continua a cantare "Quel mazzolin dei fiori".
  6. Sentivo vicina la fine del mondo e mi sembrava stupido passare le ultime ore su un libro di geografia quando, dal giorno dopo, sarebbe stata tutta sconvolta e tutte quelle cartine, quei monti, quei fiumi e quei continenti non avrebbero avuto alcun senso.
  7. Aspettavamo l'arrivo di una cara zia di mia madre che non vedevamo da più di dieci anni e mio padre ha preteso che lo aiutassi a costruire una barriera nell'ingresso e a sbarrare le finestre.
  8. Ho meditato tutto il pomeriggio sulle incredibili, molteplici, innumerevoli e infinite casualità della vita, e mi son detto: "Ma perché mai dovrebbe interrogare proprio me?".
  9. C'è stato un dramma nel mio palazzo: è scappata di casa la figlia della nostra vicina e così, si può immaginare, abbiamo aspettato tutto il pomeriggio la troupe di Chi l'ha visto e quella di Studio Aperto.
  10. Era una bellissima giornata, un pomeriggio stupendo. Al cinema davano un film meraviglioso; dovevo finire un libro appassionante; mi sentivo felice; volevo fare due passi; incontrare gli amici; vivere la mia vita. Non avevo alcuna voglia di studiare. Capita: mi appello alla Corte Suprema.

 
 
 

HELP GENITORI:

Post n°4 pubblicato il 07 Dicembre 2007 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

NELLE PROSSIME VACANZE...MENO TV E MENO COMPUTER!

Si avvicinano le vacanze e, in occasione delle feste, come ogni anno le scuole chiuderanno per diversi giorni. E' il momento ideale per permettere ai bambini di riposarsi, di rilassarsi e di dedicarsi ad attività ed esperienze differenti da quelle scolastiche.
Sappiamo perfettamente che il modo di rilassarsi preferito dai piccoli delle ultime generazioni sia fare indigestione di Tv. Se glielo si consente, i bambini passano ore e ore a fare da fruitori passivi di immagini e voci. E' giusto? Non lo è? Tutto ciò fa bene o fa male? 
Quando non c'era la televisione si raccontavano leggende e favole che, per dirla alla maniera dei fratelli Grimm, "nutrono in modo immediato come il latte, leggere e gradevoli, o come il miele, dolci e nutrienti, senza pesantezza terrestre". Effettivamente il raccontare qualcosa era una specie di tesoro di famiglia da tramandare. Col passare del tempo si è passati al libro illustrato, le cui immagini facevano da supporto alle parole. Alla fine è arrivata la televisione che ha permesso di ascoltare e guardare senza compiere lo sforzo della lettura e senza l'importante coinvolgimento dell'immaginazione e della fantasia. Ora si utilizza molto anche il computer, sia per guardare immagini che per giocare.
La televisione e il computer hanno lo stesso effetto di un racconto a voce? Sicuramente no, perchè manca il coinvolgimento e l'interazione con un'altra persona. Il bambino non può chiedere alla Tv di chiarirgli determinate cose e non può essere aiutato a comprendere il significato di un racconto. Il computer d'altro canto fa eseguire dei comandi che diventano alla fine meccanici, per cui a lungo andare non consente alcuna interazione intelligente.
La televisione ha lo stesso effetto di una lettura autonoma? Assolutamente no, poichè una lettura richiede calma e concentrazione, mentre la visione passiva di immagini in movimento non richiede alcun tipo di controllo. Ne è prova il fatto che moltissimi bambini non riescono a stare fermi e tranquilli nemmeno guardando il loro programma preferito, ma si muovono in continuazione, alternando visione e ascolto.
Non a caso vi sono studi pediatrici secondo i quali i bambini che trascorrono molte ore davanti allo schermo (sia televisione che monitor del computer) hanno più probabilità di sviluppare disturbi da deficit di attenzione e iperattività. E' un dato rilevante il fatto che questi disturbi siano cresciuti con dei picchi corrispondenti all'avvento della televisione e con una crescita esponenziale nel periodo di comparsa di computer e videogiochi. 
E' provato che il cervello di bambini teledipendenti si sviluppa diversamente rispetto a quello di bambini che hanno una vita più attiva e che svolgono attività di tipo ludico o creativo (per semplificare parliamo di bambini che giocano e inventano). Il cervello teledipendente possiede neuroni, alterati dal bombardamento di immagini (a volte non collegate tra loro in modo logico), che non riescono a sviluppare l'area attentiva. Le difficoltà si presentano solamente in età scolare, quando il bambino deve dimostrare di essere in grado di seguire le attività e le spiegazioni degli insegnanti.
I problemi da deficit attentivo richiedono molto tempo per poter essere, se non risolti, almeno contenuti. Servono diverse sedute di terapia e di psicomotricità specifica per poter trarre dei benefici. E' risaputo che i disturbi di attenzione possono anche avere un'origine genetica, ma ci sono molti casi dovuti ad "overdose" di televisione o computer.
Di fronte a dati che per un genitore dovrebbero essere allarmanti, viene da chiedersi se sia il caso di parcheggiare i bambini per svariate ore davanti al teleschermo o se valga la pena di trovare soluzioni alternative, di sicuro più faticose ma sicuramente molto meno deleterie.
D'altra parte è un dato di fatto che i piccoli non hanno bisogno della Tv per distrarsi, visto che fino a cinquant'anni fa se ne è fatto a meno!
A questo punto sono meglio le vecchie ed intramontabili favole, raccontate la sera prima di andare a letto. Sono migliori i giochi di fantasia, magari organizzati con altri bambini. Non serve essere animatori di professione e organizzare tornei, basta semplicemente che i bambini possano giocare per conto loro. Sono meglio dei bei fumetti da leggere o fogli, colori, forbici e colla con cui disegnare, tagliare e incollare, creare, pasticciare. 
Basta dare il "La" alla fantasia. Al resto ci penseranno i bambini!  
 
 
 

I NULLAFACENTI DELLO STATO

Post n°3 pubblicato il 06 Dicembre 2007 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

EGREGIO SIGNOR MONTEZEMOLO, NON FACCIA DI TUTTA L'ERBA UN FASCIO!

Egregio ed esimio Signor Luca Cordero di Montezemolo,

forse senza rendersene conto ha peccato di qualunquismo nel mettere tutti i dipendenti statali nello stesso grande calderone dei lazzaroni di professione. Si dà il caso che anche noi, insegnanti di una scuola pubblica ormai allo sbando, siamo lavoratori dello stato. E' chiaro e limpido come l'acqua fresca che il problema sussiste, ma si è mai chiesto in che razza di condizioni ci tocca lavorare? Lo dico a Lei che, grazie alla sua bravura e anche alla buona sorte, ha scalato i vertici della società e guadagna fior di soldi. 

Posso farle un elenco alquanto significativo?  Ogni anno si assiste a: riduzione nel numero dei docenti e del personale ATA ( collaboratori scolastici e personale di segreteria), taglio degli insegnanti di sostegno a fronte di una crescita certificata dei casi di disabilità e di problemi di apprendimento, mancata nomina di supplenti con conseguenti tour de force da parte degli insegnanti titolari, mancato finanziamento a progetti di qualità in cui la scuola crede (non taglio e cucito o ricamo per intenderci, ma progetti di prevenzione del disagio e attività di recupero o potenziamento), mancati consensi allo sdoppiamento di classi in cui sono presenti alunni con problemi (con conseguente sovraffollamento e grandi difficoltà nel portare avanti programmi sempre più caotici), precariato e mancanza di personale qualificato che faccia da risorsa nell'integrazione degli alunni stranieri (sempre più numerosi). Come se non bastasse, ogni governo che passa mette mano ai programmi, mandando gambe all'aria il lavoro degli anni precedenti, generando grande confusione e lasciando i docenti in un clima di incertezza e instabilità. 

Egregio Signor Montezemolo, l’elenco potrebbe allungarsi a dismisura, se solo ponessimo uno sguardo attento sulle scuole del Sud Italia in cui, oltre al resto, vi è anche una forte dispersione scolastica. Ormai la scuola pubblica vive di stenti in mezzo a mille problemi, portata avanti da insegnanti che hanno perso l'entusiasmo e la voglia di lottare per dare vita a una società istruita e culturalmente avanzata. Ci saranno anche i fannulloni, ma non è giusto che per causa loro, ci vadano di mezzo anche persone che tutti i giorni cercano di fare il loro lavoro come se fosse una missione, evitando di pensare al miserando stipendio che si ritrovano ogni mese.

Signor Grande Industriale, un insegnante con quindici anni di carriera non arriva a 1300 euro mensili e si ritrova sul gobbo la responsabilità, come minimo, di 20 - 25 bambini o ragazzi alla volta, con tutti gli annessi e connessi; fa fronte ogni giorno a battaglie contro famiglie che non educano e ragazzi che non rispettano. Trascorre ore e ore in incontri che servono a trovare scappatoie ad una situazione che definire indecente è poco. In più il docente si deve aggiornare, deve correggere, deve preparare le attività da proporre (sempre più motivanti e accattivanti per una generazione che ha mille e mille cose per la testa, tranne la scuola).  Nonostante l'impegno, si sente dare dell'incompetente dai mass media, dell'incapace dalle famiglie e dell'imbecille dagli alunni. Purtroppo, non tutti i docenti sono assenteisti, parecchi si sono ammalati seriamente, logorati dallo stress e dalle troppe delusioni.  Tutto perchè ogni giorno è un'inutile lotta per un'ideale di istruzione e di cultura che nella società odierna, che rincorre solamente lusso e sogni di gloria, sta andando alla deriva.

Va alla deriva esattamente come noi, poveri insegnanti, nullafacenti dello stato, che viaggiamo su un barcone che fa acqua da tutte le parti. Ci hanno levato i remi, ci hanno strappato le vele e non ci sono mai i soldi per tappare le falle. Il motore? Ce lo dia lei, se ne ha uno che funziona seriamente, perchè quello ormai è da sempre solo un'utopia!

 
 
 

CHI HA PAURA DEL LIBRO MANNARO?

Post n°2 pubblicato il 05 Dicembre 2007 da Maestra_Gio
Foto di Maestra_Gio

LO STUDIO QUESTO SCONOSCIUTO...

Ma chi me lo fa fare di studiare? Chissà quante volte ve lo siete chiesti... Siate sinceri: parlare di studio con voi è come parlare di corde in casa di un impiccato... Vediamo di capirci qualcosa in più. Naturalmente questo non servirà a trasformarvi in esseri mitologici metà ragazzi e metà enciclopedie, ma forse servirà a farvi riflettere un po' meglio... Se cercate sul vocabolario il verbo "studiare", potete trovare diverse spiegazioni.

STUDIARE SIGNIFICA:                                         

  1. Applicarsi metodicamente all'apprendimento di qualcosa (studiare il pianoforte, studiare il francese)
  2. Ricercare, indagare (studiare una soluzione, studiare un fenomeno
  3. Progettare (studiare un arredamento, studiare un percorso)
  4. Osservare attentamente (studiare qualcuno, studiare una pianta)

Ok! E fin qui ci siamo! Ma quale cavolo di percorso devo seguire perchè il mio studio renda almeno una sufficienza? A parte l'inizio che consiste nell'estrarre il libro dallo zaino, spolverarlo accuratamente e aprirlo, bisognerebbe...

 

CONOSCERE E COMPRENDERE: all'inizio ci vuole sempre una prima conoscenza di ogni argomento, ma subito occorre rendersi conto di aver già capito le cose essenziali, prima di procedere oltre (altrimenti...si rischia di non capirci più nulla e di veder uscire un fil di fumo dalle orecchie). Perciò non bisogna vergognarsi MAI di chiedere spiegazioni a chi ne sa più di noi, per eliminare ogni dubbio che abbiamo.

 

MEMORIZZARE: Il "sapere" è la somma di due azioni: capire + ricordare. Se oggi io so come funziona la mia PlayStation o la mia adorata X-Box, vuol dire che l'ho capito (quando ho letto le istruzioni), ma significa anche che me lo ricordo: senza la memoria l'idea di usare la mia consolle sarebbe svanita insieme alla mia conoscenza. Ecco perchè è fondamentale la vostra memoria: senza di essa voi non potreste ricordare manco il vostro nome o che le mutande non si infilano in testa ma da un'altra parte! Perciò è necessario educare la memoria a ricordare il più possibile e tenerla allenata per tutta la vita!

 

COLLEGARE LE CONOSCENZE: occorre imparare a studiare "con il cervello aperto", cioè a ricercare collegamenti tra le nozioni e tra i concetti, per ampliarli ed arricchirli. Un argomento di storia, ad esempio, non deve essere imparato solo per la lezione di storia, ma dovete cercare di "legarlo" a ciò che già sapete, a collegarlo con altre letture, ad altri argomenti (di scienze, di geografia,...). Così avrete più cose da dire, l'interrogazione durerà molto meno perchè non farete la figura della pianta grassa, non risponderete alle domande dell'insegnante come ad una puntata di "Chi vuol esser milionario?", ma, soprattutto, avrete arricchito conoscenze e cervello!

 

SAPER SPIEGARE (e qui casca l'asino): ci sono persone molto istruite (dottoroni, scienziatoni, professoroni universitari) che conoscono in modo approfondito la loro materia e che sono bravissimi nella loro professione, ma che non sanno rispondere in modo chiaro alle domande che vengono loro rivolte; la cosa migliore è utilizzare sempre un linguaggio semplice e scorrevole. Dovete allenarvi a ripetere e a spiegare gli argomenti che studiate, proprio come se foste degli attori che fanno le prove. Anzi prendetela proprio così, come un gioco. Immaginatevi diverse situazioni e pensate di essere dei relatori che devono parlare ad un importante congresso. Datevi un'importanza anche se dovete parlare da soli e vi sentirte un po' imbecilli, o se il vostro pubblico è vostra mamma che stira. Non solo capirete meglio, ma troverete il linguaggio adatto per rispondere alle domande degli altri.

 

SAPER FARE: molti argomenti che studierete riguardano con aspetti della vita pratica. Studiare canto, ad esempio, non vuol dire solo sapere come si chiamano le note e come è fatto l'apparato fonatorio, ma significa prima di tutto saper cantare almeno "Fra' Martino campanaro" senza far abbaiare tutti i cani del quartiere! Tenete sempre presente questo aspetto...

Per il momento basta, anche perchè lo so che pensate che leggere troppo sia deleterio per la salute e crei danni irreversibili... Nella prossima puntata troverete: le regole per studiare meglio, senza far finire al manicomio voi stessi e quei poveri martiri dei vostri genitori e senza far venire l'istinto omicida ai vostri adorati insegnanti (ADORATI E' OVVIAMENTE UN MODO DI DIRE).

A presto!

 
 
 

POLITICAMENTE SCORRETTO...

Post n°1 pubblicato il 04 Dicembre 2007 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

MA MALEDETTAMENTE REALE!

La scuola va sempre peggio e non è solamente colpa dei bulli. I prepotenti ci sono sempre stati, solo che in passato non avevano i mezzi per combinarle tanto grosse e nemmeno i modi per farsi pubblicità in maniera tanto capillare. E' opportuno fare una scissione. Se dobbiamo parlare di educazione, intesa come insegnare fin da piccoli a vivere civilmente in una comunità, è innegabile il fallimento dell'istituzione famiglia. Al giorno d'oggi è troppo dispendioso in termini di energia rimproverare i propri figli, discutere con loro degli inevitabili problemi del crescere, star loro vicino nei momenti di difficoltà. La gente lavora tutto il santo giorno e il logorio della vita moderna fa in modo che siano televisione, computer e videogiochi a far compagnia a bambini e adolescenti. Ma non è di questo che si vuole parlare: sono un'insegnante che vuole fare una sorta di "Mea Culpa" tout court. Parliamo di istruzione. Il fallimento della scuola è proprio legato al dovere istituzionale di istruire. La situazione si presenta piuttosto drammatica: la scuola sta producendo generazioni di quasi analfabeti. I bambini escono dai cinque anni della primaria molto carenti dal punto di vista della lettura, della scrittura, della competenza nei saperi di base. Faticano a strutturare frasi a livello orale , non conoscono le regole fondamentali della scrittura ed hanno grosse difficoltà nella riflessione. Molti  si trascineranno le loro gravi lacune per tutta la scuola secondaria di primo grado ( ambiente anche questo che non è dei migliori) e si presenteranno alle superiori in uno stato penoso. Tra l'altro preoccupa e spaventa la crescita esponenziale dei casi di dislessia, disgrafia e di disturbi dell'apprendimento. Neuropsichiatri e logopedisti non sanno più a che santo votarsi, con le agende che ormai esplodono per le richieste di appuntamento. La scuola primaria ha abdicato al suo ruolo. Sono sempre di più gli istituti in cui si relegano in secondo piano la scrittura, la lettura, la matematica e il metodo di studio. In compenso si delega alla scuola una quantità di cose assolutamente secondarie: educazione stradale, multiculturalità (anche se i ragazzini non conoscono manco il luogo in cui abitano), nuove tecnologie (anche se non sanno tenere in mano la penna), riciclaggio, cucina, origami, giornalismo (intanto però ci mettono tre ore a scrivere il classico dei classici: un misero pensierino ). Non ci si rende conto che tutto ciò non genera altro che confusione nella mente di bambini che non hanno idea di che cosa siano ordine, metodo e chiarezza che sono le basi del sapere. In poche parole, si costruisce un grattacielo senza porre le fondamenta.
In molte scuole si preferisce dedicare tempo ad elaborare progetti unici e creativi, mentre gli alunni non sanno leggere e scrivere in maniera accettabile. Forse sarebbe il caso di rivalutare il passato, perchè, alla resa dei conti, la scuola tradizionale non era poi tanto orribile. Purtroppo per i fautori dell'innovazione anche al giorno d'oggi serve saper leggere, scrivere e far di conto. Serve, in poche parole, un'istruzione di base che è l'anticorpo più potente contro il dilagante rimbambimento da televisione - veline e calciatori - mania di protagonismo.

 
 
 
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INFO


Un blog di: Maestra_Gio
Data di creazione: 04/12/2007
 

DISCLAIMER

Questo è un Blog dedicato ai bambini, alle famiglie e ai colleghi che come me credono che si possa ancora fare una buona scuola. Come insegnante di scuola primaria utilizzerò questo spazio per pubblicare lavori, spunti, suggerimenti. Sarò ben contenta di rispondere a domande inerenti la scuola e cercherò, nel mio piccolo, di aiutare chi avesse bisogno una mano per compiti e ricerche.

Chiaro che non accetterò nella maniera più assoluta intrusioni volgari e inutili, quindi provvederò a cancellare immediatamente i commenti ritenuti offensivi o non adatti ai potenziali utenti di questo spazio.

 

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