io demone, tu strega ... Pelle, carne e saliva,mani che sfuggono al nostro controllo,fantasie della mente che ci invadono,in un dialogo senza voce, in un linguaggio senza traduzioni,in una lingua senza pudore.Tutto scorre fluidamente, tutto scorre come il grande fiume della montagna imponente,ove non c’è goccia che sale, ove non c’è mare che sfocia.Le mie gambe tra le tue per dissipare il tuo calore,ogni posizione è un invito a esplorarti,un occasione per ammirarti.In questo bosco afoso, immerso nella nebbia,voglio scovare la grotta del desiderio, che genera l’appetito el’origine delle mie frenesie.Pelle, carne, sudore e gesti provocanti, movimenti incontrollati.Strega prova a divorarmi, fammi male, non avere pietà di me.Tocca a te,Tocca a me.Sono l’albero dove strisci per scendere e afferrare la tua preda,un vegetale che esalta la sua natura stessa,sgretolami la corteccia con le unghie e con i denti,fai tremare le mie fondamenta in un grido di piacere.Stringo i denti e afferro la terra,tutto trema per il fiume in piena,il delta della liberazione è pronto a sfociare...tu Strega sei pronta a questo... sei pronta a sfidare un Demone ...????Sarà la fa fine del mio tormento,l’estinzione della mia malattia.Lascia che gridi per accrescere la mia ira,l’ira di un amore spento,grida, del buio e del dolore,delle labbra bruciate, dell’eco assordante.Fammi arrivare dove le mie grida vogliono gridare,dove le mie parole sono fiamme degli inferie le lacrime, la lava del vulcano sacro.Quì nasce l’arma perfetta, fredda, fluida all’apparenza,ardente e affilata all’occorrenza.Strizzo le mie mani, e mi trafiggo il cuore,da cui nascerà il sangue della sofferenza,il liquido dell’ignoranza e della forza bruta.Strega, bevi, la mia essenza,lo stato fuso della mia vendetta,bevi, assorbilo, assorbimi, ti travolgo, ti sto attraversando, eccitati, assaporami, spegniti.Ora prova l’angoscia di non poterlo più fare,di non poter commettere più errori,di non provocare più male.Una spada insanguinata invisibile alla tua incredulità.Affoga, nel sonno più depresso, del non ritorno.Attenta Strega io non concedo tregua, non concedeo pause,la rabbia si è riversata su di te, e ora ti è addosso,ti trafiggem ti comprime, ti spinge ancora e ancora più forte , finché la tua ombra diverràombra dei tuoi residui, nulla.Sei stata trafitta senza misura, senza pudore, come volevo, e quanto volevo,hai bevuto fino all’ultimo sorso il mio retrogusto mortale.La pioggia, ora cadrà silenziosamentesul luogo del delitto, non lascerà tracce,diluirà acqua con sangue, formerà la pozzangheradel peccato, lo specchio della tua passione, del tup piacere.Non ci sarà più il sole eterno e un raggio capacedi cambiare la sua natura,rimaniamo solo io e te, uniti in un abbraccio mortale, macchiati dalla spada e dalla follia.incontriamoci e capirai ... cosè l'inferno ....
IL NOSTRO INCONTRO ....
io demone, tu strega ... Pelle, carne e saliva,mani che sfuggono al nostro controllo,fantasie della mente che ci invadono,in un dialogo senza voce, in un linguaggio senza traduzioni,in una lingua senza pudore.Tutto scorre fluidamente, tutto scorre come il grande fiume della montagna imponente,ove non c’è goccia che sale, ove non c’è mare che sfocia.Le mie gambe tra le tue per dissipare il tuo calore,ogni posizione è un invito a esplorarti,un occasione per ammirarti.In questo bosco afoso, immerso nella nebbia,voglio scovare la grotta del desiderio, che genera l’appetito el’origine delle mie frenesie.Pelle, carne, sudore e gesti provocanti, movimenti incontrollati.Strega prova a divorarmi, fammi male, non avere pietà di me.Tocca a te,Tocca a me.Sono l’albero dove strisci per scendere e afferrare la tua preda,un vegetale che esalta la sua natura stessa,sgretolami la corteccia con le unghie e con i denti,fai tremare le mie fondamenta in un grido di piacere.Stringo i denti e afferro la terra,tutto trema per il fiume in piena,il delta della liberazione è pronto a sfociare...tu Strega sei pronta a questo... sei pronta a sfidare un Demone ...????Sarà la fa fine del mio tormento,l’estinzione della mia malattia.Lascia che gridi per accrescere la mia ira,l’ira di un amore spento,grida, del buio e del dolore,delle labbra bruciate, dell’eco assordante.Fammi arrivare dove le mie grida vogliono gridare,dove le mie parole sono fiamme degli inferie le lacrime, la lava del vulcano sacro.Quì nasce l’arma perfetta, fredda, fluida all’apparenza,ardente e affilata all’occorrenza.Strizzo le mie mani, e mi trafiggo il cuore,da cui nascerà il sangue della sofferenza,il liquido dell’ignoranza e della forza bruta.Strega, bevi, la mia essenza,lo stato fuso della mia vendetta,bevi, assorbilo, assorbimi, ti travolgo, ti sto attraversando, eccitati, assaporami, spegniti.Ora prova l’angoscia di non poterlo più fare,di non poter commettere più errori,di non provocare più male.Una spada insanguinata invisibile alla tua incredulità.Affoga, nel sonno più depresso, del non ritorno.Attenta Strega io non concedo tregua, non concedeo pause,la rabbia si è riversata su di te, e ora ti è addosso,ti trafiggem ti comprime, ti spinge ancora e ancora più forte , finché la tua ombra diverràombra dei tuoi residui, nulla.Sei stata trafitta senza misura, senza pudore, come volevo, e quanto volevo,hai bevuto fino all’ultimo sorso il mio retrogusto mortale.La pioggia, ora cadrà silenziosamentesul luogo del delitto, non lascerà tracce,diluirà acqua con sangue, formerà la pozzangheradel peccato, lo specchio della tua passione, del tup piacere.Non ci sarà più il sole eterno e un raggio capacedi cambiare la sua natura,rimaniamo solo io e te, uniti in un abbraccio mortale, macchiati dalla spada e dalla follia.incontriamoci e capirai ... cosè l'inferno ....