MAPPAMUNDI

12 GENNAIO 1818:I CENTO ANNI DI VERITA'


                               
                              Giuseppe Rovani -                               Milano 12 gennaio 1818- 26 gennaio 1874Il "bel Rovani" come veniva soprannominato nella città natale,dalpensiero nobile, pronto,arguto e breve,fu uno scrittore cheentrava nel cuore e nel racconto in quel disordine e opposizioneverso l'ordinario.Precettore presso le nobili famiglie milanesi siarruolò a fronte della Repubblica Romana.Dopo un breve esilio inSvizzera,rientrò in Italia nel 1851 e divenne parte attiva delmovimento della Scapigliatura.Giunti in questo discorrere,la cara amica del Circolo,ammira l'immagine dell'intellettuale e nella sua autenticità esprime:certo che era uno Scapigliato,ma l'hai visto bene?Lascio l'amica nell'anonimato,ma vi garantisco che la suapresenza in ogni occasione culturale è il rapporto tra la cultura e lasua naturale veridicità.Gli Scapigliati nel periodo della "Nuova Italia",del 1800, venivanoemarginati e definiti a modello di poeti maledetti come Baudelairee Verlaine.Gli Scapigliati erano i Bohème parigini,gli artistidisordinati,superiori nella libertà espressiva letteraria e di vita.Non posso negare che si opponeva alle autoritàdella famiglia.Lo stravizio dell'assenzio e lo sperperodi denaro lo portò a morire nella miseria,ma lasciò versì dascrittore di primo livello nel suo capolavoro:I Cento anni.I Cento anni iniziano nel Teatro Regio Ducale di Milano nel periododi carnevale del 1750, si narra la presenza scomoda della Chiesain ogni evento politico e culturale,delle osterie,delle bettole,delle piazze dove la gente comune più autentica discorredegli interessi famigliari e sociali.Il segno alla luce della verità della narrazione, nella storia contemporanea sarebbe salvaguardato e non avrebbe sospensione del dialogo nell'art.21 .Art.21 Costituzione Italiana Parte I - Diritti e doveri dei cittadini"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensierocon la parola,lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".Il suo contenuto linguistico è la lingua italiana del tempo con un linguaggio popolare milanese e veneziano,con i verbi,sostantivi,aggettivi in quel"donnicciuole blaterone" ormai scomparsi nelromanzo contemporaneo.Da spettatore dell'ultima scena,al suo funerale erano presenti 20000 persone,Società operaie,i rappresentati politici,la Bibliotecadi Brera dalla quale era stato licenziato,pittori,poeti,letterati.In primis,il suo significativo riconoscimento fu una grande follladi gente di strada,coloro che diedero vita alle" verità "neisuoi romanzi.Il romanzo in quei Cento anni è leggibile e suscita ammirazione,proprio in quel finale, rapporto al nostro quotidiano molto veriterio:Giuseppe Rovani  - Cento Anni - 1859-1864 -LIBRO  XX  PARTE  IX"E qui la nostra storia si chiude. Ripetere gl'intenti che si sonoavuti nello scriverla, e le lezioni che se ne volevano far scaturire,è inutile. Se il lettore non le vede, non vale che l'autore le manifesti".