MAPPAMUNDI

15 GENNAIO 1866 : L’ITALIA S’E' FATTA


               
               Massimo d'Azeglio  di Francesco Gonin - 1860 -                Torino, 24 ottobre 1798 – Torino, 15 gennaio 1866                Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino. Il 15 gennaio 1866 mori’ a Torino il  Marchese Massimo d’Azeglio.Anche se altri illustri nomi hanno contribuito alla storia, del Risorgimento,Massimo d’Azeglio fu uno dei nobili politici che fecero del dovere atto didevozione verso la patria.Nacque il 24 ottobre 1798 a Torino nella camera gialla della nobiltàMarchesi Tapparelli,nell’odierna Via Principe Amedeo.Senatore e deputato del Regno di Sardegna,con onorificenze sabaudeed estere nel 1867 si ritira nell’incanto del Lago Maggiore e scrive :" I miei ricordi".Proporre I miei ricordi alle nuove generazioni potrebbe essere l’utilitàdi narrare lo studio morale e psicologico del dovere.I miei ricordi sono una galleria narrativa del periodo storico, non neldare delle sentenze sul giusto o sbagliato, ma cercare di comprenderele leggi elementari che servono a far crescere una nazione.Ne I miei ricordi riporta: “I più pericolosi nemici d’Italia non sono iTedeschi, sono gl’Italiani”.Per la ragione che gl’Italiani,hanno voluto far un l’Italia nuova, e loro rimanere gl’italiani vecchidi prima, colle dappocaggine e le miserie morali che furono ab anticola loro rovina;perchè pensano a riformare l’Italia , e nessuno s’accorgeche per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro”.Il  desidero di un secolo fa, del nobile Marchese è lo studio criticoattuale che per divenire nazione europea ognuno nella sua sferapolitica e sociale deve adempiere i propri doveri.Il bisogno dell’Italia è proprio informare gli Italiani al dovere inquella grande verità :“ quel non empirsi le tasche “(I miei ricordi)I ricordi sono il narrare della vita, quelDovere dal latino debere , il detenere ,quel che voleva lasciare aisuoi concittadini nello spirito “che  chiunque possa dire io maidevasto dai principi  ed ha sempre detto quel che credeva vero,senza pensare al profitto”.Ora come nel 1864 insignito Massone si soffermò in quel rimanedelle grandi verità proclamate dalla Rivoluzione del 1789.Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino 26 agosto 1789Art. 1 – Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti.Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilitàcomune.Art. 2 – Il fine di ogni associazione politica è la conservazione deidiritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono lalibertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.Art. 3 – Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmentenella Nazione. Nessun corpo o individuo può esercitare un’autoritàche non emani espressamente da essa.Art. 4 – La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuocead altri: così, l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo hacome limiti solo quelli che assicurano agli altri membri dellasocietà il godimento di questi stessi diritti. Tali limiti possono esseredeterminati solo dalla Legge.Che cosa rimane?Rimane lo scritto del Lago Maggiore: “Se le navi vanno generalmente meglio degli Stati,ciò accade perla sola ragione, che in esse ognuno accetta la parte che glicompete, mentre negli Stati,generalmente,meno ne sa più s’hasmania di comandare”. (I miei ricordi Massimo d’Azeglio)