Creato da gabbiano642014 il 15/01/2015
Cultura,tempo libero,collegamenti occasionali
 

Area personale

 
 

Tag

 

Archivio messaggi

 
 
 << Dicembre 2018 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31            
 
 

Cerca in questo Blog

 
  Trova
 

FACEBOOK

 
 
 

Ultime visite al Blog

 
Terzo_Blog.Giusmonellaccio19gianor1SEMPLICE.E.DOLCEviscontina17das.silviag1b9divinacreatura59licsi35peba.vi60massimocoppabergfurherthe_oracle73cruelangels
 

Chi può scrivere sul blog

 
Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

Questo  blog non rappresenta

una testata giornalistica,

non ha scopo di lucro.

Alcune foto e testi del Blog

sono state reperite dal web.

Qualora fosse stato violato

il diritto di copyright prego

di darmene avviso,per la

rimozione immediata.

 

SHINYSTAT

 
 
 

Messaggi del 06/12/2018

 

IL MITO DI OVIDIO ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE

Post n°266 pubblicato il 06 Dicembre 2018 da gabbiano642014
 

 

Joseph Kosuth, Maxima Proposito (Ovidio)

SCUDERIE DEL QUIRINALE -Roma


Sulla salita del Monte Cavallo 13, la modifica del complesso edificio

delle Scuderie del Quirinale,completata nel corso degli anni da

Pio IX ha permesso la trasformazione da rimessaggio per cavalli

e carrozze in spazio espositivo d'arte d'eccellenza.

La mostra dal 17/10/18 al 20/01/19,in ricorrenza del bimillenario,

"OVIDIO,AMORI,MITI E ALTRE STORIE"  curata da Francesca

Ghedini,non tratta la morte del poeta nato a Sulmona,ma tutta

la sua opera poetica nell'alone luminoso della "Metamorfosi".

Le opere esposte sono sculture,vasi manoscritti, dall'antichità classica

ai neon di Joseph Kosuth.

Kosuth contrappone i testi di Ovidio ,di grande importanza storica

a testi scritti in inglese.

In una sala una  scritta neon riporta:


Ovido Metamordosi libro 3 L'agnizione Par.463-470

Quod cupium mecum est. - Quel che voglio è con me.

Joseph Kosuth

What I desire, I have - Quel che desidero ho.


Vi presento Ovidio in un angolazione diversa,provate a riflettere

in quella scritta al neon.

Quanto riflettono su di noi la visione di parole coniate nel

passato?

Nel libro dell'esistenza è una riflessione sul rumore di infinite

argomentazioni del vivere.


L'opera d'arte è la "metamorfosi"  nel percepire l'immagine.

Ovidio e Kosuth escono dal cerchio d'ombra dell'antico e ci

rivelano  quel che oggi è il disagio giovanile,l'amore,il possesso.

La metamorfosi nel tempo dell'immagine può significare

il chiarore nei pensieri della giovinezza ,per arrivare al traguardo

all'ombra della saggezza notturna della vecchiaia.

Il compagno d'amore di Ovidio,nella metamorfosi è quel gioco di ruoli

che dalla mitologia della passione,del pathos erotico,

del tradimento diviene la violenza e il possesso della donna.

Nell'incanto delle montagne,dei prati,dei boschi,il mito

di Ovidio,nella metamorfosi  si trasforma in natura contaminata.

Una riflessione potrebbe essere che nei mille linguaggi,mille silenzi,

climi,stagioni,nella perdita della presenza vitale,la metamorfosi

è il cambiamento dell'essere,il suo rinnovamento spirituale.


Adesso che avete visionato quella frase,comprendete che l'arte

non è noia profonda.

L'arte e il pensiero umano si incontrano nella Metamorfosi,

in quell'incanto,in quell'antica forza della mente, in quel mito-odierno

che può modificare il mondo.