Mah!!!

Non avevo niente da dire e non me l'hanno fatto dire.

 

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Post N° 96

Post n°96 pubblicato il 18 Aprile 2007 da funambola_a

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Cari lettori e care lettrici questa settimana offriamo la possibilità di costruirvi a casa vostra, con il minimo sforzo, seduti comodamente in poltrona il vostro blog di successo.

 

Gli elementi necessari per la perfetta riuscita del progetto sono:

 

-         un pc

-         un collegamento ad internet

-         un blog pre-esistente creato da voi

-         un caffè

-         un cervello (meglio se non pensante)

-         una buona dose di nulla (quanto basta)

-         un paio di forbici con le punte arrotondate (per i bambini è meglio la supervisione di un adulto)

-         un paio di amici pensanti che hanno il blog

-         un “eccelso”

 

Fatto!?!

 

Accendete il pc e collegatevi ad internet, controllate se vi hanno scritto una e-mail…ma questi sono fattacci vostri!!! Orsù non perdete tempo in simili fandonie dopo aver creato un blog di successo ci saranno milioni di e-mail!!!

Collegatevi al vostro triste e squallido blog…osservatelo bene…io intanto bevo il caffè!

 

Fatto!?!

 

Immagino abbiate notato quella patina di noia dei vostri post…post troppo impegnati, post che parlano di voi, post che mostrano una certa capacità critica, una certa ironia…tutta roba sorpassata, inutile!!! Buttate tutto quello che avete scritto finora e tutti i pensieri che vi circolano per la testa!!! Ecchisenefrega se avete qualcosa da dire!!!

Se davvero volete trasformare il vostro blog in un blog di successo è necessario prendere il cervello non pensante e trapiantarlo nel vostro, prenderà il sopravvento e vi rifornirà di tutto ciò di cui avete realmente bisogno:

 

-         frasi fatte

-         pensieri pseudo-profondi

-         idee scopiazzate

-         critiche per nulla costruttive

-         giochi di parole elementari

-         critiche infantili a riguardo del blog degli amici pensanti

-         risposte offensive per chi commenta male la vostra creatura blog

-         post triti e ritriti su argomenti ormai sviscerati fino al midollo

-         battute patetiche

-         foto ridicole che ci ritraggono come caricature di personaggi del cinema (che ne so tipo personaggi tratti da film d’autore che neanche abbiamo capito!)

-         e tante altre cose, non potete immaginare quanto sia ricco di sorprese un cervello non-pensante

Mettete tutti questi elementi nel vostro blog ripulito (attenzione a non lasciar traccia alcuna di pensieri, parole e immagini precedentemente postate!) e mescolateli insieme con una dose di nulla (quanto basta, non siate eccessivi!), amalgamate il tutto fino ad ottenere un composto compatto e squallido (per essere sicuri del giusto squallore fermatevi quando avete oltrepassato la soglia della vergogna e siete pronti per pubblicarlo!).

 

Fatto!?!

 

Ora pubblicate il vostro insulso (badate bene che lo sia, mi raccomando!) post sul vostro nuovo e meraviglioso blog  ed aspettate con pazienza che altri cervelli non pensanti vengano a sancire il successo. Infatti la chiave del successo risiede in altri blogger che commentano i vostri post in perfetto stile, che spazino nella vostra area come a casa propria, che aggiungano il loro nulla al vostro, e che illuminino il vostro cervello non pensante con la luce della nocciolina che risiede nella loro testa….ma voi per questo non dovete preoccuparvi se vi siete procurati un “eccelso”…farà tutto da solo!!!!

 

Fatto?!?

 

Bene fatemi sapere il risultato del vostro lavoro!

 

(Per i lettori più attenti: a che servivano le forbici con le punte arrotondate? Inviate le vostre risposte! Il vincitore verrà premiato con un viaggio diretto verso “Eccelsoland- Il parco divertimenti del nulla”).

 

Liberamente ispirato da un post di macy sperando che non mi chieda la SIAE

 
 
 

Post N° 95

Post n°95 pubblicato il 14 Aprile 2007 da MARCOX7501

Notti fa con i miei libri c'ho tirato su una parete divisoria poi, all'alba, lo sfracassata giù...
Gli uomini soli fanno cose strane come i bambini, mi ero immaginato di dover dividere questa camere con un'altra presenza e fra me e la sua privacy avevo costruito con i libri un muro di amici... ma sono i nemici quelli che fanno muro...
Donne e amici si fanno attraversare, se amano, se si lasciano amare; e quella sarebbe stata la parete che, rispettando le libertà reciproche, non avrebbe mai potuto dividere la nostra unione.
Gli uomini soli, come i bambini elaborano in certe sere di pioggia sottile queste contorte teorie, ma io non ho amici... voi siete troppi e di me stesso sono sconcertato, costretto dal mio ruolo mi industrio a farvi compagnia e la magia riesce, se ci pensate è assurdo i tipi come me non sono certo compagnoni, mettete che giocassimo al mercante in fiera, presente i banditori d'asta?
Quella si è gente che fa ridere, loquaci con la battuta pronta lo scioglilingua in tasca, le ragazze dal gran ridere gettano i capelli all'indietro e gli amici complici sghignazzano alle metafore più ardite “questa è la carta della vittoria, ce l'ha lungo lungo, chi se lo vuole aggiudicare?” e con il collo di una giraffa svoltano una serata, DJ nati.
Ma io? Se mi vedeste in una serata di pioggia sottile sottile come quella, quando tutto muore, altro che giraffe e DJ “Marco non è che hai un muso lungo” mi direste... quello è il becco di un pellicano.
Scoppiereste a ridermi in faccia e io farei una pessima figura; gli uomini soli come i bambini non sono tipi sportivi, così vi verrei a noia lo so, è inevitabile, perché il problema non è mai il genere di pupazzo che si è, il problema è la durata della pila.
Quante volte vi ho fatto credere di essere carico? Notizie, squarci di vita personale, attacchi, finte, miei precari equilibri e la mia stabile follia...
Ma quanto pensavate che potesse durare questo spettacolo indecente, questi pugni sul muro, queste opinioni di un millantatore... credevate davvero che esistessero vite col trucco? Pupazzi senza pila ed eterni pupari?
No non ce l'ho con voi questo mai e non faccio differenze fra chi mi tratta da panchinaro della vita, e chi mi vive come il pibe de oro della comunicazione, perché non sono ne questo ne quello...
Mi torna in mente una vecchia canzone di Paolo Conte, una cena di ex compagni di scuola: il vino, il chiasso, risate, memorie, battute grasse, in fondo alla tavolata c'è uno che agita la mano in aria, uno che scivola giù e scompare gridando aiuto, ma nessuno se n'è accorto... a quello gli era finita la pila...
Che faccio continuo o basta così? O avanti a testa bassa e rischio l'incidente: perché i ricordi di certe serate di pioggia sono anche peggio delle serate in se e per se, certi ricordi sono automobili che ti tamponano eternamente, cambia solo in modello, della macchina intendo, il ricordo che ti mette sotto è della stessa specie... e a me quella sera mi faceva male una presenza, molto, molto vicina era quasi con me; stava per arrivare o ripartire ancora... scusate faccio un po' di confusione, ma il problema di quelli a cui tieni tanto è che non stanno mai fermi e succede, perché succede invariabilmente, che se tu gli fai un discorsetto chiaro e piuttosto ben riuscito ti accorgi, proprio sulla battuta finale che precede l'applauso, che stavi parlando da solo.
I bambini e gli uomini soli dialogano spesso con questi compagni immaginari, ma per saggio pudore li fanno sparire a questo punto, se attendessero l'applauso diventerebbero pazzi... veramente io non ho ben capito se innalzando quella buffa parete divisoria, costituita dai libri quella presenza amica volevo accoglierla in casa oppure dividermi da lei, difendermi da quello che stava per dirmi... questo si lo ricordo... i bambini e gli uomini soli presagiscono sempre gli abbandoni, perfino con svariate ore d'anticipo, o forse volevo soltanto trattenerla con la scusa dei libri...
Potete voltarvi ora, ho finito... ogni tanto fra amici immaginari succede di sfogarsi no?
Mettete che fuori piova e che sia appena entrato o uscito qualcuno e a voi sembri, ma è solo un sottile sospetto... che si tratti della vostra vita...

 
 
 

Post N° 92

Post n°92 pubblicato il 11 Aprile 2007 da MARCOX7501

VORREI MORIRE IN SILENZIO,NEL SONNO, COME MI NONNO..... NO GRIDANDO COME QUELLI CHE ERA IN MACCHINA CON LUI

 
 
 

RICICLAGGIO

Post n°91 pubblicato il 10 Aprile 2007 da MARCOX7501


Il problema dello smaltimento delle letterine è diventato una cosa seria. Un po' ci pensa Vieri, ma pover'uomo non può farsele tutte, lavora in proprio e rottama ancora a mano. Tra l'altro alcune volte, il prodotto da lui lavorato viene reimmesso abusivamente nel mercato. Del resto, come fa a rottamare uno che è già stato rottamato? Un po' ci pensa il Parlamento che oltre alle quote rosa, ha già in atto le quote-letterina, che assegna un certo numero di spazi-seggio; non hanno una funzione specifica, ma tra tacchi a spillo e scollature vetiginose ravvivano gli antichi ambienti, anche se un poco di olezzo si sente. Per la verità anch'io mi prodigherei a smaltirne una cinquantina all'anno, perché sono un buon cittadino con un alto senso civico. Alcune tentano di autoriciclarsi, andando a fare il tagliando. Gommista e carrozziere, aumento della pressione gomme labbra-tette, botulino, collagene, protesi sul musetto, a volte manomettono anche il posteriore e le fiancate; con il risultato che la macchina viene ritargata e reintrodotta nel mercato dell'usato, ma, ahimè, il chilometraggio è quello che è, eppure qualche collezionista danaroso si trova sempre, che cerca il pezzo d'epoca, da sfoggiare il sabato sera, vecchia gloria della strada...del marciapiede, stanze d'albergo, farnesine ecc. C'è persino qualche imprenditore, come certo Pierfigliodisilvio, colpevole di avere prodotto simili rifiuti inquinanti, che cerca di sopperire ai propri errori adottando egli stesso una di queste scimmietta da laboratorio, curandosi di mantenerla e anche addestrandola a fare qualcosa, nonostante la limitatezza cerebrale, ma avendo comunque il proprio tornaconto perché scarica le spese dalla dichiarazione dei redditi, e acquisisce anche un premio rottamazione.
E un po' ci pensano trasmissioni contenitore, cioè trasmissioni-cassonetto, che accumulano materiale in disuso e provvedono al riciclaggio.
Tra i vari termovalorizzatori attualmente in attività c'è "Un due tre stalla", condotto da Barbaradurso "solotettefloscehodaoffrirvi": Ora questo impianto non essendo rientrato a pieno regime, è stato rilevato da nota ditta di produzione materiale deperibile, diretta da tale Mariamonnezza (iun nome una garanzia). La prima cosa che ha fatto è stato cambiare il nome all'impianto: "un due tre porcaio". Il sistema tecnico adottato da questa nuova impresa, che si avvale dell'esperienza maturata già in altre produzioni, è immettere materiale ad alto grado di putrefazione, nel compost in modo da accelerarne la decomposizione. Male che vada se ne potrà ricavare un ottimo concime da distribuire nei vari orticelli, con rapidi tempi di assorbimento.
Poi ci sarebbe anche il grave problema dello smaltimento dei prodotti d'allevamento agli estrogeni della ditta Leleamora. Sono messi all'asta come carne da macello. Però è da sconsigliarne il consumo, carne gonfiata con ormoni della crescita ed anabolizzanti, se ne consiglia solo l'uso esterno, cioè come animali da fatica, da tiro, da scovamine, al massimo da circo, la protezione animali fa una deroga, in sostituzione degli orsi dal collare e delle bertucce del Madagascar, sebbene si debbano semplificare gli esercizi, troppo complessi per questi manzi allevati. In via alternativa, come esca per lo studio degli squali e coccodrilli marini, che comunque sputano la preda appena assaggiata.
Se nei prossimi anni, nonostante ogni mezzo, non si riuscirà a contenere la produzione continua di questi rifiuti tossici, si rischierà l'intervento limite dei servizi segreti para-statali, che potrebbero caricare tutto il prodotto su grandi carghi battenti bandiera liberiana, e spedirli nei paesi del terzo mondo. Ci auguriamo che non si arrivi a questi estremi e che quanto prima con opportuni impianti, stazioni di smaltimento eco-compatibili, si possa giungere alla produzione di energia pulita.

 
 
 

Post N° 89

Post n°89 pubblicato il 09 Aprile 2007 da MARCOX7501

PENSAVO CHE CON IL CARTELLO STOP IL MESSAGGIO FOSSE CHIARO, MA NON MI ERO RESO CONTO DI AVERE A CHE FARE CON GENTE DALLE LIMITATE CAPACITA' MENTALI.OLTRE TUTTO  MI ANNOIA SCHERZARE CON GENTE A CUI PIACE PRENDERE PER IL CULO GLI ALTRI MA QUANDO E' ESSA STESSA OGGETTO DI SCHERNO INVOCA IL RISPETTO DELLE REGOLE O ANCORA PEGGIO VA A CHIEDERE AIUTO Ai NONNI IN CARROZZELLA,  VIAGRA DIPENDENTI, PER FARE IL LAVORO SPORCO.
QUESTO ERA QUANTO VI DOVEVO.
DA ORA IN POI LA MIA UNICA RISPOSTA ALLE PROVOCAZIONI SARA QUESTA:
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AHAHAHAAHHAHA MI DENUCIA A LIBERO, AIUTOOOO CHE PAURA!!!CHE PERDENTE!
E PER DIMOSTRARE COSA VUOL DIRE DEMOCRAZIA(anche gli stronzi hanno diritto ad un opinione)  E AUTOIRONIA(non mi metto a piangere se mi prendono per il culo)  LASCERO' IL POST DEL NONNINO, CHE NON PERDE OCCASIONE PER FARE PUBBLICITA' AL SUO BLOG LASCIANDO COLLEGAMENTI OVUNQUE

 
 
 
 
 

SI CAMBIA

Post n°86 pubblicato il 07 Aprile 2007 da MARCOX7501

Spett.le

VATTELAPPESCA S.r.l.
Via Bellacoscia, 69 
61000 – JESI (AN)

Jesi, 6 Aprile 2006

Con la presente rassegno le mie dimissioni e porgo distinti saluti e un sentito
Vaffanculo

Marco XXX

                                                                                      


Per accettazione

   Paolo Piccione

      Firma

 
 
 

BASTA

Post n°85 pubblicato il 07 Aprile 2007 da MARCOX7501

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TROVA LE DIFFERENZE

Post n°83 pubblicato il 05 Aprile 2007 da MARCOX7501
Foto di MARCOX7501


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SOLUZIONE
nessuna

 
 
 

Ancona, fiamme nello stabilimento Arena

Post n°79 pubblicato il 03 Aprile 2007 da MARCOX7501
Foto di MARCOX7501

CASTELPLANIO (Ancona) L'incendio si è sviluppato questa mattina alle sei da due punti diversi, il reparto magazzino carni e la catena di lavorazione del pollame. Sembra che all'origine delle fiamme ci sia un corto circuito o comunque un problema ad un quadro elettrico. Ad alimentare il fuoco sono stati in particolare i contenitori di polistirolo e la plastica impiegata per il confezionamento delle carni: la densa colonna di fumo nero dall'odore insopportabile che si è formata in pochi minuti, la stessa che ha soffocato la donna, è stata trasportata dal vento fino verso la bassa Vallesina. Il timore che la nube potesse essere tossica ha diffuso panico tra la gente del paese vicino. Un paio di persone hanno accusato lievi mari, ma l'Agenzia regionale ha escluso

Oh cazzo! Sono diventato famoso

 
 
 

E VOI PAGATE

Post n°78 pubblicato il 03 Aprile 2007 da MARCOX7501

Oggi mi sento un pò striscia e un pò iena, ma anche un pò mi manda rai tre. Oggi ho voglia di denucia sociale e quindi eccovela.
Allora, io lavoro per una piccola  azienda di impianti elettrici industriale come progettista, alla stratosferica cifra di circa 6 euro/ora lorde. Mi capita però, che ultimanente la provincia mi affidi degli incarichi di docenza, in alcuni corsi di formazione finanziati dalla comunità europea,  alla modica cifra di 42 euro/ore lorde. La cosa più comica è che spesso alcuni dei miei allievi sono anche dipendendi della mia stessa azienda. In pratica, voi tutti, ma anche io, paghiamo me, sette volte quello che guadagno in una azienda privata, per insegnare delle inutili nozioni teoriche di elettrotecnica, che non uso neanche io, ad dei ragazzetti che hanno finito a mala pena la scuola dell'obbligo e a cui non fotte assolutamente nulla di quello che dico. Inoltre visto che alcuni sono anche miei colleghi, potrei insegnare le stesse cose direttamente in azienda al prezzo di 6 euro invece che 42, se la formazione  la pagassero le aziende invece che lo stato. Voi mi chiederete: questo e scemo, lo pagano e si lamenta pure. Ma io non scemo, sono solo incazzato di vedere la cosa pubblica amministrata a cazzo di cane. Perchè io sono solo la punta dell'iceberg, ma ci milioni di euro che vengono sprecati per corsi di formazione e consulenze inutili come la mia. Mentre potrebbero essere investiti in qualcosa di più concreto, come ad esempio ammortizzatori sociali per dare un minimo di garanzie a tutti quei giovani lavoratori precari come me. Perchè nonostante io oggi faccia due lavori, se volessi cambare auto, comprarmi una casa o qualunque altro bene non troverei nessuna banca o finanziaria disposta a fare un prestito.
W L'ITALIA

 
 
 

RAGAZZA CHE NON HO

Post n°77 pubblicato il 24 Marzo 2007 da MARCOX7501

Ragazza che non ho, ti ho già scritto una volta. Ero più giovane dentro e fuori, sognavo che dal buio fiammante della TV potessi uscire tu, con  uno di quei sorrisi che sembrano dire " perchè ti meravigli tanto, Marco? Non hai mai visto uscire una ragazza da una TV?". Avrei guardato le tue gambe svelte scavalcare la finestra bianca della TV, ti saresti lasciata ammirare quel vestito, con i fiori d'acqua, e tutti i miei problemi si sarebbero accucciati in un angolo come un cane pentito, perchè avevo osato dubitare della materia dei sogni!
Vedi, ragazza , credere nell'impossibile è stato la causa dei miei guai e delle mie grandezze. Ho puntato su tutte le roulette, sono andato in spiaggia con le scarpe d'inverno e mi sono steso in cappotto davanti al mare bruciante perchè disprezzavo i luoghi comuni. E Così non ho mai smesso di credre che esisti, che esistono ragazze che escono dalla TV con i vestiti a fiori. Ecco perchè ti riscrivo e imbuco questa lettera nell'universo.
Non sono così sciocco da credere che tu non verrai mai ,i miracoli sono più reali dei soldi, la verità è che temo di deluderti. Sono scorbutico, gonfio di dubbi e non ho mai imparato a ballare. Ti annoieresti, temo, e dopo qualche minuto di silenzio mi diresti "usciamo?". Ma non mi va di usciree poi stasera in tv c'è il Dottor House, di la la cena è apparecchiata per uno. e poi ho l'ansia da prestazione, va bene? Tu fai l'amore fra le stelle, io in letti di serie B, che la sigaretta - dopo - era l'orgasmo.
Non credermi, ragazza che non ho, questo è un vecchio gioco: provocare miracoli e smettere di stupirsi l'attimo seguente. Se a questo punto te ne andassi via, sarei perduto. Sono mezzo uomo, mezzo mago, eterno bambino. Non credermi, basta, portami fuori. Sarà una sera così dolce. Ci sarà pure da qualche parte una mezza discoteca dove potrai insegnarmi a ballare
Ragazza che non ho, stanotte ci saranno tanti me ad attenderti, lo sai? Tu Fai così, non pensare a me, a forza di credere ai miracoli  ho imparato a reggerne l'assenza.
Ma uno, questa notte, uno almeno di noi, fallo felice...

 
 
 

RAGAZZA DEL TERZO MILLENNIO

Post n°76 pubblicato il 08 Marzo 2007 da MARCOX7501

Ragazza del Terzo Millennio,io ti credo anche quando sei cattiva.
Quando con i maschi ti comporti da maschio e ci bruci il cuore.
Quando ci soffi il posto,anche usando le tue arti femminili con un
nostro superiore; e quando sei atleticamente più forte dei nostri
polmoni fumati e ci cavalchi in letti di frontiera. 

Ragazza del Terzo Millennio,io ti consegno la bandiera del progressismo, tu sei l'uomo
moderno, m'inchino.

E voi datemi pure del disertore, fratelli
maschietti, ma io questo spettacolo non me lo perdo, questi fuochi
femminili d'artifcio, soltanto perché non sappiamo accettare una
sconfitta della specie. Onore ai caduti per le belle donne, invece:
venite con me in tribuna ad assistere all'evoluzione del genere umano!
Ragazza del Terzo Millennio, nelle officine, nelle multinazionali, nelle università,
negli studi professionali, tra le mura domestiche: nelle tue mani deposito il mio
logoro primato di maschio. Mi raccomando, incassa il futuro anche per me.

Sì,
ragazza, credo alla tua leggerezza infaticabile, alle tue gambe di gazzella,
al ritmo elettrico del tuo cuore d'assalto. Sei migliore di me,
parli di meno, conquisti di più. Negli ultimi cinquant'anni hai
posseduto tutti i traguardi maschili, attaccando i nostri secolari imperi:
in campo sessuale, politico, organizzativo, amministrativo,
domestico e ance militare. Sei ancora in minoranza, ragazza, ma sei dentro,
sei ovunque, ci sei.
A nome del genere maschile ti dichiaro più lucida, più generosa, più determinata,
più audace, più scaltra, più colta e più creativa.
Non sono femminista, né un maschilista fallito. Sono l'uomo che brucia, sono
il tuo compagno, quello che ti conosce, che non ha paura del tuo grido di femminilità, nè notte che hai il rugito delle tigri, né di giorno,
che usi la lingua del lavoro. E sono felice che tu sia avanti, perché
te lo sei meritato nell'arco dei secoli, ragazza del Terzo Millennio.
E so che da un momento all'altro irromperai nella stanza dei bottoni,
e farai ammutolire generali e presidenti. Perché sono sinceramente convinto,
ragazza, che se tu avessi in pugno già adesso le redini dell'umanità,
le guerre comincerebbero a spegnersi e la grande industria a tirare.
Ma questo il vecchio potere maschile non l'ha capito né troppo né poco.
Non demordere, stringi i denti, sfonda i beceri luoghi comini, il razzismo sessuale,
le sacre opportunità, le pigre consuetudini. Càlati prepotentemente in te stessa,
assumi tutte le infinite sfaccettature, disorientaci fino a farci perdere il controllo
e rassicuraci assumendo tu il comando. Sei già in grado di farlo, ragazzo del Terzo Millenio,
senza eroismi e senza vittimismi, perseguendo fino alle estreme conseguenze il tuo essere
completamente donna.


Tu sei la mia speranza, ragazza, e la mia ultima bandiera. Quest'uomo di confine che ti augura
di vincere, sogna di entrare nel Terzo Millennio con a fianco una compagna come te.
Sì, è già quasi possibile, adesso, ora.
Resisti, ragazza, e soprattutto: osa.

J.F.

 
 
 

La Bomba

Post n°75 pubblicato il 04 Marzo 2007 da MARCOX7501

Una volta ci stavano gli operai, gli operai facevano un lavoraccio, era un lavoro duro, lavoravano tutta una vita e  si ammalavano. Però avevano la cassa malattia e poi soprattutto avevano il contratto vero, quello a tempo indeterminato, quello che non scade. Invece adesso ci stanno i lavoratori precari, Co.Pro., Co.Co.Pro ,Co.co.co, ci stanno i contratti a progetto, gli interinali; che sono tutti contratti un po’ finti , che ci stanno oggi ma domani non lo sai insomma. Sono contratti che scadono, finiscono. Come lavora un lavoratore precario? Uno che ha il contratto a termine? Più o meno così. Il primo giorno di lavoro vado a lavoro; appena arrivo a lavoro, si avvicina il padrone e mi mette una cosa in tasca.

E io dico.” che è?”.

Lui mi dice:” tranquillo, e solo una  bomba, ma non scoppia ora, questa è una bomba ad orologeria e scoppia solo fra tre mesi”.

E io sto tranquillo, lavoro tranquillo, sento il ticchettio e mi fa pure piacere  perché vuol dire che funziona e quando una cosa funziona io sono contento. Sento il ticchettio e lavoro tranquillo, tanto una bomba che scoppia fra tre mesi non è una bomba oggi, sarà una bomba fra tre mesi.Capisci? E allora lavoro, sento il ticchettio e dopo un po’ lavorando quel rumore c’è ma io non lo sento più, mi abituo. Come quelli che stanno vicino alla stazione dei treni. Io per esempio ho un amico che sta proprio sopra la stazione dei treni coi treni che arrivano, partono.

 Io quando sono andato a trovarlo gli ho detto: “ ma come fai! Come fai a vivere qui, poi soprattutto di notte, coi treni che partono e arrivano pure di notte. Come fai a dormire”.

 Lui mi dice.” Bah, io non li sento più i treni. Ci stanno ma io non li sento, io dormo la notte, mi faccio certi sonni”.

 Lui effettivamente dorme di notte, però non dorme tranquillo, infatti se lo incontri la mattina ha gli occhi quadrati. Dorme! Ma non dorme tranquillo. Però è vero che si è abituato e il rumore non lo sente più.

E io pure quando lavoro con la bomba in tasca, io il ticchettio non lo sento più, mi abituo. Lavoro per tutto un mese, poi un giorno all’improvviso risento il rumore. Già è vero ho la bomba in tasca, la bomba ad orologeria, va beh dico, ma tanto figuriamoci è passato solo un mese, mancano ancora due mesi, ahi voglia prima che scada il contratto, prima che la bomba scoppi. E ricomincio a lavorare e dopo un po’ il rumore non lo sento più. Come quelli che vivono vicino all’aeroporto, che gli aerei mica li sentono. Io ho un amico che vive vicino all’aeroporto. Si sono un po’ sfigati gli amici miei. Questo amico mio abita proprio vicino all’aeroporto , a cento metri dalla pista. Quando lo vado a trovare, aerei che partono arrivano.

Io quando lo vado a trovare gli dico: “ Ma come fai! Come fai a vivere con gli aerei che ti partono ti arrivano ogni tre minuti, ma non lo senti tutto sto rumore.

Lui mi dice : “ Ma che sento, oramai è una vita, mi sono abituato mi dice. Non li sento più gli aerei, io vivo bene.”

Lui dice che vive bene, il rumore non lo sente , però quando ti offre il caffè gli trema la mano, lui vive bene ma non vive tanto tranquillo. Però è vero che lui il rumore degli aerei non lo sente più.

E io pure, quando sto lavorando il ticchettio della bomba non lo sento più. Poi ad un certo punto passa un altro mese. Mo so passati due mesi. Ora manca solamente un mese, sento il ticchettio e dico:” porca miseria mo scoppia la bomba, tra un mese scoppia, sono passati già due mesi, manca solamente un mese”.

Ma poi ci ripenso e dico:” Ma no, non bisogna essere pessimisti, perché dire che manca solamente un mese,bisogna essere ottimisti, lo dice pure Prodi, per far ripartire la locomotiva Italia bisogna essere ottimisti, devo dire che manca ancora un mese, sono passati solo due mesi”.

Che uno vede sempre la parte del bicchiere vuoto, invece il mio bicchiere per un terzo è ancora pieno. Sento il ticchettio, sono tranquillo e il rumore dopo un po’ non lo sento più e continuo a lavorare. Poi ad un certo punto passa un’altra settimana, due settimane, tre settimane. Quando mancano solo sei sette giorni all’esplosione della bomba, alla fine del contratto, io quel ticchettio lo sento sempre, giorno e notte, lo sento pure quando non vado a lavorare. Quando mancano tre giorni, due giorni, il ticchettio diventa fortissimo,

 io dico:” Porca mi seria, non mi sembrava che la bomba prima facesse tutto sto rumore, questa non è tecnologia, questa è una bomba a vapore”.

Questa bomba fa un rumore, che quando manca solamente un giorno io sto con le dita nelle orecchie per non sentirlo più questo rumore, che è enorme, è gigantesco, roba da prima rivoluzione industriale. Quando sta per scoppiare la bomba, quando sta per scadere il contratto, arriva il padrone, mi mette una mano in tasca, mi toglie la bomba e mi ci mette un’altra cosa.

Allora io tiro un respiro, sto tranquillo e poi per curiosità gli dico al padrone:” Ma ora che mi hai levato la bomba che ho in tasca?”

E lui mi fa: “ tranquillo, ti ci ho messo un’altra bomba, una bomba ad orologeria, ma non scoppia ora, scoppia fra tre messi.

E allora io sto tranquillo,  ho ancora tre mesi, mi ha rifatto il contratto, sono stato riconfermato e una bomba che scoppia fra tre mesi non è una bomba, sarà una bomba fra tre mesi. Sento il ticchettio della bomba e sono tranquillo e dopo un po’ il rumore non lo sento più. Come l’amico mio che sta vicino la stazione dei treni o quell’altro che sta vicino l’aeroporto.

Però come loro, io dormo, ma non dormo per niente tranquillo.

 

 
 
 

Post N° 74

Post n°74 pubblicato il 01 Marzo 2007 da MARCOX7501

SONO MOMENTANEAMENTE MENTALMENTE ASSENTE LASCIATE UN MESSAGGIO E SARETE RICONTATTATI QUANDO RITORNERO' IN POSSESSO DELLE MIE FACOLTA' MENTALI.

E MI SONO ANCHE UN PELINO ROTTO IL CAZZO

 
 
 

Spero non ti dispiaccia

Post n°73 pubblicato il 28 Gennaio 2007 da AERclub
Foto di MARCOX7501

 

E' un progetto folle quello che sto per segnalarvi, ma mi auguro che possa avere il successo che merita. E questo sarà possibile anche (e soprattutto) grazie all'aiuto di tutti, quindi perdonami se approfitto del tuo blog (anzi, se posso contraccambiare, ti invito ad aprire un post sul mio: http://blog.libero.it/aerclub/ )

Di seguito una brevissima presentazione del progetto:

Ieri, 27 gennaio 2007,  è partito un progetto folle: "Le storie infinite".

Al primo impatto potrebbe sembrare l'ennesimo progetto di scrittura collettiva, ma non è così.
Su "Le storie infinite" nasceranno romanzi VERI e di ogni genere letterario, scritti a più mani, che periodicamente verranno pubblicati da Edizioni Il Melograno in più volumi, a prezzi contenuti (meno di 7 euro), acquistabili in libreria.

Chiunque può partecipare, a patto che segua attentamente poche, semplici regole.
La partecipazione non solo è GRATUITA, ma i coautori percepiranno una percentuale sulle copie vendute.

E' già partito il primo progetto di "narrativa per bambini" dal titolo "Abdul, genio in ribasso".
Sta per partire il primo progetto di genere "horror, noir" dal titolo "E con il suo spirito".

Grazie per l'ospitalità!

 
 
 

Post N° 72

Post n°72 pubblicato il 28 Gennaio 2007 da MARCOX7501

MA QUANTO SI E' INQUARTATA LA INCONTRADA?

 
 
 

IL CROLLO DI UN MITO.

Post n°71 pubblicato il 20 Gennaio 2007 da MARCOX7501

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ORA BASTA! SE ISTILLATE IN ME IL DUBBIO CHE ANCHE CHRISTIAN TROY SIA FROCIO NON AVRO' PIU' NESSUN TIPO DI CERTEZZE NELLA VITA.

 
 
 

L'ERBA DEL VICINO.

Post n°70 pubblicato il 11 Gennaio 2007 da MARCOX7501

"ERBA, I VICINI CONFESSANO."

Toh guarda, non è stato quell' extracomunitario musulmano del marito.

Toh guarda, non è stata una vendetta degli spacciatori.

Toh guarda sono stati quei padani, ariani, cattolici dei vicini.

Ma erano tanto delle brave persone!!

 
 
 

IL CAPODANNO

Post n°69 pubblicato il 31 Dicembre 2006 da MARCOX7501

IN QUANTI modi, piacevoli e no, si può passare il trentun dicembre? Ecco un breve elenco di coloro che non esiterei a definire gli ardimentosi eroi del Capodanno.

Il Solitario

Il Solitario, una settimana prima della notte fatidica, viene colto dalla sindrome di San Silvestro, uno strano miscuglio di spleen, misantropia e odio per l'umanità. Dichiara agli amici che non parteciperà a questo rito noioso e sempre uguale, e che per lui Capodanno è una notte come le altre. A tutti coloro che gli chiedono "cosa fai il trentuno" risponde con omelie e invettive.
Questo stato di orgogliosa autonomia dal clima di festa, dura fino alle nove della sera fatidica. A questo punto il Solitario viene colto da pensieri tristissimi. Spia alla finestra i festosi preparativi di tutti, e i primi petardi gli feriscono il cuore come stilettate. Lascia il frugale pasto e il libro con cui aveva preventivato di passare la serata e parte in macchina, senza orologio, sperando di non pensarci più. Ma tutto gli ricorda la sua solitudine. Frotte d'auto con gente vestita da sera lo sorpassano, comitive armate di bottiglie di champagne lo salutano, botti gli esplodono tutto intorno. Ed egli si rende conto che la città si è misteriosamente riempita di giganteschi orologi luminosi. Alle dieci e mezza la sua tracotanza si è trasformata in una resa dolorosa, e farebbe qualsiasi cosa per brindare con un essere umano. Davanti a lui ci sono alcune ultime, disperate soluzioni:

  1. telefonare agli amici appena snobbati;
  2. comprare una bottiglia di moscato e passare il Capodanno col casellante dell'autostrada, fingendosi un camionista;
  3. entrare in un bar con una bottiglia di champagne e gridare «è nato mio figlio, offro da bere a tutti»;
  4. entrare in un ristorante, fingendo di aspettare qualcuno, poi alle undici e cinquantasei scoppiare a piangere gridando «quella maledetta senza cuore mi ha lasciato solo, me lo aveva giurato e invece non è venuta», dopodiché sperare nella pietà dei presenti;
  5. telefonare a una compagna di scuola brutta e mondanissima, da lui respinta trent'anni fa e dirle che improvvisamente ha capito di amarla follemente, e che vuole correre a casa sua a dirglielo;
  6. andare a casa di Gazzotti, come il noiosissimo Capodanno scorso, durante il quale il Solitario aveva giurato agli amici: «Se mi vedete un'altra volta a casa di Gazzotti, sputatemi in faccia».

Tutte queste ipotesi si rivelano impraticabili. Gli amici sono già usciti, al casello c'è sciopero, nel bar si è ammessi solo su prenotazione perché c'è un cenone di ottantasei portate con anguille al posto dei grissini. Il ristorante è guardato a vista da tre buttafuori che hanno già respinto decine di solitari disperati. Al vecchio numero della compagna di scuola risponde un ristorante cinese che ripete «è tutto plenotato». Da Gazzotti c'è la segreteria con Jingle Bells.
Non resta che una soluzione. Alle undici e mezzo il Solitario sterza l'auto contro il guard- rail. A mezzanotte trascorrerà il capodanno con un gamba ingessata, insieme al medico di turno e a un'infermiera sorridente, con due gocce di Chardonnay nella flebo. «E pensare che stavo andando a una bellissima festa in campagna» - dice. «Anche noi» gli rispondono dai letti vicini sette Solitari ingessati, alzando i calici.

L'Ansioso

Per lui il problema del Capodanno nasce all'alba del due gennaio. Da quel momento, egli comincerà a organizzare la serata, massacrando amici, consultando orari, prenotando ristoranti, e comprando un arsenale di fuochi artificiali. Per stare tranquillo, si farà firmare un impegno scritto dagli organizzatori di almeno sei feste, tutte a orari diversi. La settimana prima di Capodanno, l'Ansioso viene evitato come la peste. È agitato perché per problemi di approvvigionamento, gli è saltata la festa delle tre e mezzo, e inoltre c'è un problema di neve per raggiungere una baita sul Cervino. Ma tutto si aggiusta con l'acquisto di tremila pizzette e di un gatto delle nevi. Anzi, il trentuno pomeriggio, egli riceve numerose telefonate di amici dell'ultima ora, che vengono smistati in varie feste della regione. Vestito di tutto punto e con quattro megatoni di botti nel cofano, l'ansioso parte in macchina. Ha appuntamento alle dieci con una comitiva di amici in camper per andare a un ristorante dove si farà mezzanotte per poi andare a una festa al mare da dove si partirà in carovana verso un locale da cui alle tre si prenderà un treno speciale per andare alla festa nella baita in montagna da cui alle sei si scenderà in slitta fino all'autostrada dove un pullman riporterà tutti in città per prendere il cappuccino e concludere la nottata a casa di Gazzotti. Tutto procede bene, a parte la deflagrazione di un petardo che gli incendia metà macchina, ma il nostro eroe riesce a giungere al ristorante alle undici e mezzo, e qua inizia a mangiare in piedi tenendo i collegamenti via cellulare con vari gruppi sparsi e con la baita del Cervino. Ma alle undici e cinquanta lo stress degli ultimi giorni si scarica in una violenta colica renale. Imbottito di antidolorifici, viene scaricato dagli amici irriconoscenti al Pronto soccorso, dove il medico, mentre lo palpa, fa esplodere il petardo che teneva in tasca. Medicato d'urgenza, brinderà nel letto vicino al Solitario.

L'Esotico

Costui non può passare un Capodanno normale, ma deve organizzarne uno da raccontare agli amici. In un castello della Loira, su un catamarano in mare, in una miniera abbandonata in Sardegna. Leggendario un Capodanno su una chiatta ancorata sul Po, con disancoramento e risveglio a mezzogiorno a Spalato. Quest'anno è stato scelto il Capodanno in Cappadocia, in un monastero in cima a una roccia. Ci saranno canti di monaci, cibi tipici, e pernottamento in ceste matrimoniali sospese sul baratro. È obbligatorio un saio scuro, e possibilmente il cilicio. Si parte dalla Malpensa alle dieci. Alle dieci e mezzo, appare subito la scritta, «volo annullato». La comitiva passerà il Capodanno in piazza, sotto la neve, masticando panettone e noccioline seduta sui gradini. Alle tre, tutti da Gazzotti.

Gli Innamorati

Per tutto dicembre si sono fatti un giuramento. Capodanno solo tra loro, cenetta intima, e notte erotica. Lei si esibirà in uno strip e lui cucinerà il tacchino alle noci. Lui prepara la casa con ogni cura, compra candele rosse e lenzuola di seta, e prepara una vasca da bagno con petali di rosa. Lei acquista un completino di pizzo sexy da un milione e si allena per lo strip con le musiche più eccitanti per lui: Joe Cocker e la sigla della Domenica Sportiva. Agli amici che chiedono cosa faranno a Capodanno, rispondono «chissà, non abbiamo ancora deciso», e si scambiano un sorrisino complice. Alle dieci, tutto è pronto. Lui ha preparato la cena con l'aiuto del ricettario, il tacchino farcito è ottimamente riuscito anche se forse avrebbe fatto meglio a togliere le noci dal guscio.
Arriva lei, con un vestito rosso mozzafiato. Lui ha una violenta erezione che rischia di compromettere la serata già alle dieci e un quarto. Lei gli resiste. La cenetta trascorre tra deliziosi lazzi, guardando la televisione e commentando com'è piacevole questa loro intimità. Ma alle undici e mezzo suonano alla porta. È una brigata di cinquanta persone che grida «Sorpresa! Sapevamo che non avevate una festa dove andare, ma non passerete la serata da soli, se no a cosa servono gli amici?». L'allegra brigata invade la casa, vengono cucinati cotechini surgelati e lanciati petardi dal terrazzo, con danni e minacce di ritorsioni in tutto il condominio. La vasca ai petali di rosa, scambiata per una grande sangria, viene interamente bevuta e tutta la serata risuona di rutti profumati. Finisce con la scoperta del completo di pizzo sexy. Lui, ubriaco, è costretto a esibirsi sul tavolo in giarrettiere, lei è inseguita per i corridoi da tutti i maschi presenti. Alle quattro tutti vanno da Gazzotti. Dopodiché, finalmente soli, ma stremati, i due Innamorati si danno un casto bacio e si addormentano.

Gazzotti

Gazzotti non ne vuole sapere di organizzare la festa di Capodanno, ma ha una casa grande, una cantina piena di vini, e soprattutto è molto mite e non sa dire di no. Si calcola che, in vent'anni, abbia ospitato diecimila persone, offerto mezzo milione di bottiglie, pulito cento ettari di vomito e mai, dico, mai, cuccato una volta. I danni alla casa ammontano, ogni volta, a svariati milioni. Gazzotti è assicurato, ma la polizza gli scade sempre a mezzanotte del trentuno.

Omaggio a Stefano Benni.

 
 
 
 
 

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