Guardiano del Faro

Post N° 920


C’ è uno spazio così intimo, fra la gola e la pancia, che non è facile da raccontare. Lì si muovono le emozioni che non sono mai salite fra i pensieri, e non si fanno intrappolare dalle parole. Un po’ per pudore, un po’ perché hanno paura di essere rifiutate.E’ uno spazio in cui ti catapulta, senza preavviso, il braccio marcio della ragione. Quella che non ce la fa più a ricamare speranze sugli strappi dell’anima. Quella che non ti sa mentire un’altra volta ancora, e ti lascia dannatamente solo di fronte a tutte le tue paure di sempre. E senti che non sei più quello che - mai abbastanza - hai pur creduto di essere. Ora tu sei ‘nessuno e niente’; sei in ginocchio sulle tue sole forze, con la testa fra le mani e una ferita che piange. Dinanzi a te tutte le certezze di una vita che si riscoprono sorrette da un’illusione soltanto. Senza difese, senza più voce per mentire, tu le lasci crollare. Dinanzi a te c’è lei.Lei ti sa guardare - mentre ti squarci l’anima – senza fare null’altro. Ti ama e si lascia libera di restare accanto a te, nel tuo inverno. Ti ama per quello che sei – e tu lo sai - e questo ti devasta; e più ti accoglie dentro di sé e tu più le sfuggi. E più ripone fiducia in te e tu più non ti credi. E più ti ama così completamente e tu più ci stai male. Finché non crolli. Con un pianto che rompe ogni resistenza e si fa libero fra le sue braccia -la tua ferita fra le sue mani, lei che custodisce. Per te, per te non hai mai creduto fino in fondo che potesse essere vero, per te che hai avuto paura di essere e di essere amato. "Ei ragione resta a dormire che lì tra lo spazio infinito della gola e la pancia c'è posto solo per i sogni quest'oggi." Sono felice...di quelle felicità intraviste.