Guardiano del Faro

Nel copyright della mia mente


" Togliti le scarpe!" E rimase immobile davanti a quella voce improvvisa. " Che ci fai ancora così, sbrigati togliti le scarpe!" Mag non capì, non riusciva ancora a capire. Era ancora avvolta dai mille strati di lana quando Matt entrò in quella stanza più fredda del solito. Stava nevicando fuori e i termo erano ancora spenti, Mag arrivò prima del solito. Si spogliò lentamente, togliendo via il cappotto, il cappello di lana dei mercativi di Natale e i guanti dei colori della pace. Si accomodò sul divanetto rosso porpora e lentamente sfilò i suoi stivali. Era a piedi nudi. Ferma. In silenzio. Matt non speccicava una parola e lei non capiva. I minuti furono uno o forse due ma sembravano interminabili. " Sai ballare Mag?" Non capiva, non capiva dove volesse arrivare. Non fece tempo ad aprire bocca che la voce di Matt si fece più forte "Mag ma ti hanno mangiato la lingua oggi? sai ballare ?" riuscì a dire un semplice " sai..." che la ribloccò " La risposta è si o no..." " No!!" e abbassò lo sguardo, iniziando ad inervosirsi. Non era mai stato così. Si alzò di scatto facendo arrivare la sua sedia quasi vicino al muro, le prese la mano e si trovarano in mezzo alla stanza. Confusione. Era talmente confusa che il suo cropo non conosceva armonia. Partì una lenta canzone che non conosceva. Una canzone di una voce nuova. Si fece trascinare a lungo quando Matt le chiese di chiudere gli occhi, adesso Mag aveva paura. Era tra le braccia di un uomo che aveva visto solo quattro volte, un uomo di quelli che sanno prendere e che possono fare male. Aveva smesso di pensare e chiuse gli occhi. Li aprì che era bella. Gli occhi pieni di luce.  Ferma su quel pavimento freddo e nudo. Adesso sola. Silenziosamente uscì da quelle pareti. Lasciò che il cuore scivolasse nell'incoscenza dell'amore,  tra le dita cristalli di neve, sulla pelle vibrava il respiro, si lasciò invadere dalle  carezze dal buio che abbracciava e nascondeva aveva labbra calde da riempire e nella notte che si faceva giorno c'era il bianco dell'anima e il nero dei sensi, la vita che derideva di quell'ultimo raggio di sole nascosto tra i suoi capelli.