Guardiano del Faro

Aldilà del vetro occhi che spiano emozioni.


Le giornate tra un impegno e un altro, tra i conti che non tornano e i pensieri articolati che non vogliono liberarsi. Era questo quello che Jo faceva ogni giorno in quell'angolo di mondo dalle pareti gialle e quadri di soggetti che non conosceva. L'unico suo sfogo quel grande vetro che nascondeva come no. Le piaceva alle volte perdersi su quell'asfalto di cammini sempre nuovi, guardare i visi  altrove e far finta di capire ma poi riperdeva lo sguardo in quel monitor dalle mille cose da fare. Un giorno come tanti e il suo sguardo non fu più solo. Giorno dopo giorno quegli occhi si cercavano nell'indifferenza. Giorno dopo giorno quegli occhi si erano scoperti. Jo quegli occhi li vedeva arrivare da lontano. Sperava sempre che il posto davanti al suo era libero per lasciare che ancora una volta potesse ridere segretamente. Il viso ora era immobile, perso nel suo finto lavoro, mentre gli occhi rincorrevano ciò che era fisso su di lei. A lungo andare gli occhi hanno preso a ridere. Aspettava l'appuntamento con questa strana sensazione. Improvvisamente uno strano gioco aveva preso ad articolare questa non più casualità. Due sconosciuti. Nessun nome che potesse dar vita a questo strano modo di cercarsi. Le settimane scorrevano senza trovandosi, senza mai inocntrarsi, senza che nessuno dei due volesse spezzare questa armonia che divenne solo di loro due. Gli occhi di quello sconosciuto divennero più frequenti, scuse di dimenticanze che non conoscevano verità e le facce buffe di Jo che assumevano le espressioni più assurde che potesse conoscere. Rideva e non poteva farne a meno. Era buffo nelle sue movenze da " ma perchè non mi vedi, gira il viso, stacca lo sguardo dal monitor, ei ci sono ...mi vedi??" Jo sapeva, ma le piaceva così. In una sera uguale come  a tante già presa dai mille sorrisi si accorse che quel viso sconosciuto era fermo seduto davanti a lei che la guardava con le luci dell'auto accese. Jo si coprì gli occhi per il fastidio lui le fece un sorriso e salutandola con la mano si allontanò. Jo non rideva per lui ma fu bello averglielo fatto credere. I giorni successivi gli incontri proseguirono come sempre un biglietto accompagnato a un caffè " Smettila di sorridermi così altrimenti mi toccherà pagarti mille caffè" Finì di berlo col foglietto tra le mani. Parole di uno socnosciuto che non voleva conoscere perchè alle volte è bello così, lasciare che aldilà del nostro vetro di sensazzioni ci siano solo i nostri occhi a spiare emozioni. Emozioni che un pò si lasciano proteggere. Guardò per l'ultima volta i pensieri e li conservò. Non vi furono più scambi di verità. Lei lasciò quel luogo e con sè ogni ladro di sguardi. Un ricordo nella mente dello sconosciuto, il ricordo di  quella strana ragazza con lo sguardo apparentemente vuoto e perso in quel monitor ma che per lui rideva col cuore.