Precariato: una visione fuori dal corodi Gabriele Olivieromembro della Segreteria Nazionale del 'Nuovo Partito d'Azione'La "bagarre" che si trascina ormai da tempo riguardo al problema "precariato" ha finito per trasformarsi - da tentativo per discutere il problema - in una sequela di sproloqui che hanno alimentato solo il fuoco delle polemiche politiche e le penne di alcuni giornalisti.Molti partiti non si occupano affatto della questione; altri lo fanno solo in modo propagandistico; altri in modo addirittura demagogico ed inconcludente.Una buona parte della sinistra definita "antagonista", cerca di inquadrare il fenomeno all'interno di schemi ideologici anacronistici e fuori luogo, analizzando solo gli aspetti superficiali della questione, riconducendola e riducendola ad una sorta di "lotta di classe" che si discosta molto da quella che è la reale essenza del problema.Credo sia opportuno ricordare che le trasformazioni violente avvenute negli ultimi anni a causa degli effetti della globalizzazione, hanno messo in evidenza tutte le lacune e le ferite non rimarginate del mondo del lavoro italiano. Il clientelismo che ha contraddistinto la politica democristiana e l'operato del sindacato, nell'arco di molti decenni, ha finito per sclerotizzare il mercato ed il modo di concepire il lavoro creando il mito del posto fisso e del garantismo a tutti i costi finendo per proteggere in modo indiscriminato meritevoli e non, avvantaggiando molti "nullafacenti" e ampie fasce di lavoratori del pubblico impiego e della grande industria a scapito delle nuove generazioni...(vai all'articolo)
Post N° 42
Precariato: una visione fuori dal corodi Gabriele Olivieromembro della Segreteria Nazionale del 'Nuovo Partito d'Azione'La "bagarre" che si trascina ormai da tempo riguardo al problema "precariato" ha finito per trasformarsi - da tentativo per discutere il problema - in una sequela di sproloqui che hanno alimentato solo il fuoco delle polemiche politiche e le penne di alcuni giornalisti.Molti partiti non si occupano affatto della questione; altri lo fanno solo in modo propagandistico; altri in modo addirittura demagogico ed inconcludente.Una buona parte della sinistra definita "antagonista", cerca di inquadrare il fenomeno all'interno di schemi ideologici anacronistici e fuori luogo, analizzando solo gli aspetti superficiali della questione, riconducendola e riducendola ad una sorta di "lotta di classe" che si discosta molto da quella che è la reale essenza del problema.Credo sia opportuno ricordare che le trasformazioni violente avvenute negli ultimi anni a causa degli effetti della globalizzazione, hanno messo in evidenza tutte le lacune e le ferite non rimarginate del mondo del lavoro italiano. Il clientelismo che ha contraddistinto la politica democristiana e l'operato del sindacato, nell'arco di molti decenni, ha finito per sclerotizzare il mercato ed il modo di concepire il lavoro creando il mito del posto fisso e del garantismo a tutti i costi finendo per proteggere in modo indiscriminato meritevoli e non, avvantaggiando molti "nullafacenti" e ampie fasce di lavoratori del pubblico impiego e della grande industria a scapito delle nuove generazioni...(vai all'articolo)