NICOLAS

buon pomeriggio


 Docile e incerto si posa il palmod’una pargoletta mano sull’incavo del senoe tenera boccuccia stille di latteo nettare reclama.Sono due grandi occhi fissi nei miei,i miei nei tuoie t’amo. E t’amo e poi ti chiedo:”Chi sei, dov’eri?Prima che al mondo fossi col canto d’un vagito?Prima che al buio attendessi dal mio ventre l’uscita?“Nello spessor del tempo tu palpitavi forte,ti tramavano alacri tessitori d’amore.Fosti poi nel mio cuore come incerta speranza,al cessar d’una bimba divenuta ormai  donna.Ed ancora venisti alla luce d’un volto,al profilo d’un corpo:ti strappò al tuo nulla desiderio imperiosodi tuo padre e tua madre:assentì il nostro amoreai due corpi abbracciati se piovean su di me le parole sognate:e s’apriva alla brezza gelsomino notturno,e s’univano i semi in un grido d’amoree la vita fu in me,non più incerta speranza,cadenzata da un cuore già all’unison col mio,ritmando l’uscita dal mio porto sicuro.”Or si chiudon le palpebre sugli occhi tuoi grandi,son di latte tue labbra,sono azzurri i tuoi sogni,son di trine i silenzi e ti cullo e tu dormi.