LIBERI

Post N° 90


La globalizzazione "mostra dei cedimenti", "il mercato come luogo della politica è finito", così come "è fallita l'idea che un paese si governa come un'azienda". Insomma, "il futuro è della sinistra antagonista". Parola di Giulio Tremonti, ex ministro dell'Economia del governo Berlusconi e vice presidente di Forza Italia, che durante la presentazione della Fondazione Nuova Italia di Gianni Alemanno, ha inaugurato un inedito 'asse' di critica all'economia globalizzata con l'inventore del movimento Slow Food, Carlo Petrini, apprezzato dalla sinistra 'no-global' e anche lui presente al convegno. Tremonti esordisce chiarendo che "è la prima volta che svolgo un ragionamento del genere", e poi si lancia nelle sue considerazioni. "Viviamo in un'età - dice - in cui sta finendo l'ultima grande ideologia: quella del mercatismo. Quella sintesi di liberalismo e comunismo si sta esaurendo, e la curva della globalizzazione sta cedendo". I segni della decadenza, secondo Tremonti, "sono diversi anche se sembrano poco evidenti": prima di tutto "il grande trattato unico del WTO è sempre di più sostituito da trattati bilaterali". In secondo luogo "le elezioni di medio termine negli Stati Uniti hanno mostrato che sta emergendo in Usa un protezionismo sempre più forte, soprattutto nel campo dei Democratici". E anche l'idea della esportazione della democrazia non ha funzionato: "L'Iraq ha dimostrato che la democrazia non è una commodity che si può esportare. I generosi tentativi di esportarla ha incontrato dei limiti storici e infatti oggi i laboratori di idee americani stanno ragionando sul concetto di 'autocrazie sostenibili'".