12 Dicembre 2006 Pinochet e gli Inti Illimani
Pinochet è morto nel suo letto. Il giudice Garzòn provò a farlo morire in galera. Ottenne solo gli arresti domiciliari in un albergo di Londra per crimini contro l'umanità. Pinochet riuscì a rientrare in Cile per motivi di salute. Quando la sua carrozzella toccò il suolo cileno improvvisamente guarì e si alzò in piedi correndo. Da allora fu 'dead man walking'. Garzòn si dedicò in seguito allo psiconano con cui è confidente di avere maggiore fortuna.Pinochet è responsabile della fine della democrazia in Cile, dell’uccisione di Allende, di migliaia di omicidi. Ma il suo delitto più grande è aver permesso la fuga in Italia degli Inti Illimani. Dal 1973 stazionano nelle nostre televisioni. Nelle feste dell’Unità. Da Pippo Baudo. Mi hanno fatto venire l’esaurimento nervoso. Sono dei reduci musicali a vita. La loro influenza politica è stata enorme. Spettacolo dopo spettacolo hanno esaltato ai nostri occhi l’operato di Pinochet. Creato una corrente giustificazionista per il regime. Per lo stadio-lager di Santiago.Pinochet è stato un fallito. In Italia uno come lui non lo metterebbero neppure a rubare in una giunta provinciale. In 17 anni di dittatura ha portato a casa solo 150 milioni di euro. Una vergogna. Si fosse informato meglio dai socialisti sarebbero stati miliardi. In seguito imparò la lezione. Alcune consulenze di Previti gli evitarono il carcere. La tortura sugli oppositori politici è stata una sua specialità. Posti come Villa Grimaldi, Chacabuco e Pisagua rimarranno nella storia.Pinochet-Pinocchio. Un mentitore professionista. Che mentì al suo capo Allende. Ai generali con cui attuò il colpo di Stato. Agli americani della Cia. A Nicola Pietrangeli per la finale di Coppa Davis del 1976. Ha avuto le sue ammiratrici. La prima è Margaret Tatcher che cercò di emularlo nel famoso sciopero dei minatori in Gran Bretagna. In Italia gli ex piduisti tacciono per ragioni di opportunità politica. Ma lo piangono. E lo invidiano. Lui c’era riuscito. Loro no (per ora).11 Dicembre 2006 Mille e una morte
L’Italia è un Paese pericoloso per chi lavora. Le mille possibili morti hanno il sapore del sangue e della tortura dell’Inquisizione spagnola. Sono delitti, non incidenti. Gli investimenti sulla sicurezza diminuiscono il fatturato. I caduti sul lavoro lo aumentano. Caduti di un’Italia piena di sindacati, di ispettori, di proclami, ma senza regole. Morti di profitto.Come muore un lavoratore? I
246 morti nell'edilizia nel 2006 offrono un’ampia scelta:- folgorato dall’alta tensione (Luigi Careddu, operaio, 29 anni)- schiacciato dal camion (Luigi Cuomo, operaio, 40 anni)- caduto da un’impalcatura (Michele Grauso, operaio, 55 anni)- travolto dal treno (Victor Rotari, operaio, 48 anni)- per il crollo di un balcone (Massimo Raffaele Pisacane, operaio, 22 anni)- schiacciato da un nastro trasportatore (Salim Bedoui, operaio, 19 anni)- schiacciato da un silos di malta (Francesco Casalicchio, operaio, 30 anni)- inghiottito da uno smottamento (Carmelo Molino, operaio, 56 anni)- colpito alla testa da una putrella (Nicolin Ndou, operaio, 42 anni)- precipitato da un tetto (Davide Soldati, operaio al primo giorno di lavoro, 27 anni)- per il crollo di una palazzina (Mircea Spiridon, operaio, 32 anni)- schiacciato da un escavatore (Marco Cibin, operaio, 41 anni)- schiacciato da un carico di lastre di granito (Daniele Tavarini, operaio, 43 anni)- caduto dentro un silos per la lavorazione del cemento (Luigi Tunto, operaio, 53 anni)- colpito dal braccio di una gru (Ye Hegen, carpentiere, 34 anni)- precipitato nella tromba dell’ascensore (Pietro Novaldi, operaio, 50 anni)- per un colpo di calore (C.Petru, operaio, 48 anni)- schiacciato da una piattaforma di metallo (Maurizio Piteo, operaio, 37 anni)- risucchiato dall’acqua piovana in un tombino (Bogdan Mihalcea, operaio, 24 anni)- soffocata in un incendio di una fabbrica di materassi (Giovanna Curcio, operaia, 15 anni)- per il crollo di un pilone autostradale (Antonio Veneziano, operaio, 25 anni)- infilzato da un ferro (Andrea Cesario, operaio, 24 anni)- stritolato dalle pale impastatrici di una betoniera (Salvatore Cordella, operaio, 33 anni)- ferito alla testa da un chiodo sparato da una pistola (Luigi Bonis, operaio, 23 anni)- caduto da una scala (Fernando Prete, imbianchino, 55 anni)- investito da una barra di 10 quintali (Benedetto Saponaro, operaio, 28 anni)- per inalazioni di gas (Gianni Truffa, operaio, 30 anni)- sepolti vivi da una frana (Nuzio Minardi, 69 anni, Valentin Karri, 27 anni, operai)- investito da un tronco d'albero(Maddalozzo Mauro, operaio, 35 anni)- travolto da un carico di ghiaia (Marcello Tornado, imprenditore, 33 anni)- colpito da una pala meccanica (Antonio Zeoli, operaio, 57 anni).In Afghanistan e in Libano si rischia meno e si guadagna di più. E con una rapina in banca o al benzinaio (semplice o con omicidio) non si rischia addirittura nulla.