LIBERI

Post N° 104


Italia a carbone
A Porto Tolle qualcuno si sta battendo per noi. E’ Greenpeace. Il governo degli inceneritori e della TAV è rimasto a fine Ottocento, alle sorti progressiste e al sol dell’avvenire. E al carbone. I Verdi non sono pervenuti. Bisogna capirli sono verdi e rossi. Verdidiossinidiessini. Pecoraro, alza la voce una volta nella tua verde vita! Dì qualcosa di verde!Riporto un comunicato di Greenpeace su Porto Tolle. Non lo troverete sui giornali finanziati dalla pubblicità dell'Enel. In pratica (quasi) tutti.“Arrampicati a 250 metri d'altezza da ieri notte. Una squadra di climber di Greenpeace è entrata in azione alla centrale di Porto Tolle (Rovigo) per protestare contro il ritorno al carbone promosso dal Governo. Alcuni climber si trovano ora sul camino della centrale e stanno dipingendo una scritta gigantesca, mentre altri sul tetto dell’edificio, dove hanno apposto una gigantesca coccarda con scritto ‘Enel clima killer’.La centrale di Porto Tolle, secondo il progetto dell’Enel attualmente in fase di autorizzazione, dovrebbe essere convertita a carbone per una potenza di 1.980 Megawatt e con un'emissione di CO2 di oltre 10 milioni di tonnellate l’anno.L’impianto sorge peraltro in un parco naturale definito patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. I delta dei grandi fiumi sono ambienti che godono di particolare protezione in tutto il mondo: in Italia, invece, l'area vede la presenza di questa vecchia centrale a olio combustibile, pesante fonte di inquinamento, tanto che a marzo scorso è arrivata una condanna per i top manager dell’Enel.La scomoda verità è che il ritorno al carbone non ci farà raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. L’accordo tra il Ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Ambiente prevede un tetto alle emissioni eccessivo rispetto alle linee guida europee: 209 milioni di tonnellate in totale al posto di 186. Non c’e posto per la centrale di Civitavecchia, tanto meno per quella di Porto Tolle. La Commissione Europea deve tagliare la proposta di Piano Nazionale di Allocazione dell’Italia.Oggi il carbone copre il 17 per cento della produzione elettrica nazionale ed è responsabile dell’emissione di oltre 40 milioni di tonnellate di CO2. Con i progetti di espansione di Enel, Endesa, Tirreno Power e altri, queste emissioni sono destinate a raddoppiare. Il carbone è il combustibile con le più alte emissioni specifiche di CO2, oltre il doppio del gas naturale.Il programma politico dell’Unione indica obiettivi per lo sviluppo di fonti rinnovabili e per l’efficienza energetica, ma al momento nell’azione di Governo non c’è traccia di tutto questo. Chiediamo che vengano fissati obiettivi vincolanti e coerenti con gli impegni assunti in campo internazionale”.Prendi i dividendi e scappa
Ora sappiamo chi era il vero responsabile della Telecom. Era Tavaroli. A capo di Radar. Delle intercettazioni illegali di centinaia di banchieri, manager, politici e anche di familiari del tronchetto. Era Tavaroli. Muoveva centinaia di persone in Telecom. Spostava decine di milioni di euro. Tutto ai danni di Telecom. Spiava il fratello dell’Afef. Il presidente e l’amministratore delegato sono stati gli ultimi a sapere. Erano distratti dai dividendi. Era Tavaroli il burattinaio. Qui i casi sono due. I soliti due. I suoi capi erano inadeguati o collusi. Tavaroli farà la fine di Litvinenko? Sarà polonizzato o basterà la tazzina di caffè?I politici che starnazzavano per la paura dei tabulati tacciono. La televisione tace. Un silenzio che conviene a tutti. Per passare insieme il Santo Natale. Tronchetti continua a gestire la Telecom attraverso l’amministratore srl teleguidato Buora. E ogni due per tre si cerca di far cassa. Vendere Tim Brasil. Aumentare il canone. Qui il pudore dell’Authority ha avuto la meglio. E Calabrò non ha fatto passare l’aumento. Che però è stato proposto. Se questa è la nuova linea, Rossi è uguale al tronchetto. Giusto un po’ di trucco, un cosmetico, un Ross-etto.L’anno prossimo spero di incontrarlo all’assemblea degli azionisti. E parlare del più e del meno. Di Skype ad esempio. La telefonia via Rete. Che costa nulla o quasi nulla. Il servizio che ha avuto la crescita più rapida nella storia. E gli chiederò perchè gli italiani devono pagare una tassa chiamata canone. Una tassa che si riversa in dividendi miliardari per i soliti gruppi economici. Che si traduce negli stipendi milionari dei top manager di Telecom. Direttamente dalle nostre tasche. Dai cittadini ai soliti pochi. E’ il famoso bottom up. E il bottom è sempre il nostro. Aboliamo il canone. Lo sconto postumo
L’Italia è una nazione fondata sul debito pubblico. Ha fondamenta debitorie solide. Un alibi di ferro per le Finanziarie. Un alibi per nuove tasse, per l’aumento di quelle esistenti. La Finanziaria preserva il debito pubblico. Con un imponente debito pubblico le riforme non si possono fare. E tutto rimane com’è per la felicità dei nostri dipendenti. Nessun governo è intervenuto sulla spesa pubblica. Neppure il Ciclista e lo Sciupà.Se i costi corrono, le tasse aumentano e il debito tiene. Il debito è ormai una condizione dello spirito. E’ nell’aria. Indebitarsi è uno stile di vita. Chi vanta crediti è un fallito. Bisogna vantare debiti per essere qualcuno. Più il debito personale è grande, maggiori sono le opportunità. Si può diventare persino presidente del Consiglio o della Telecom.Le parole... Accesso al credito rassicura, accesso al debito preoccupa. Diventiamo accreditati, non indebitati. Banche, finanziarie e grandi distributori sono in prima fila per la creazione della povertà attraverso il credito. Se avessi detto a mio padre che mi indebitavo con TAEG 20% per andare alle Antille mi avrebbe preso a calci nel c..o. E poi avrebbe denunciato la banca.Le banche pensano sempre ai nostri sogni. Li vogliono vedere realizzati insieme agli interessi bancari. A Natale è disponibile lo sconto se paghi dopo. Un mistero. Se si paga dopo sei mesi scatta lo sconto senza alcun interesse. Se paghi subito no. Un bel Tv Color LCD costa circa 1200 euro. Se paghi dopo sei mesi in contanti ti costa il 20% in meno. Un affare. Ma se tra sei mesi ti dimentichi, non arriva il bollettino o non hai i soldi cosa succede? Con TAN 17,48%, TAEG 18,45% (ma possono essere superiori) per 1000 euro fanno 24 rate mensili da 53,40. Il risultato è di 1281,60. I grandi distributori guadagnano sul debito dei clienti. Assistiti dalle finanziarie.RESET. Un ritorno alla cultura del risparmio. La pubblicità del debito va proibita. Come è avvenuto per il fumo. E’ un atto di oscenità sociale. Una istigazione a delinquere contro noi stessi. Per Natale fatevi un regalo. Comprate meno e solo quello che vi potete permettere.