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Balzerani in liberta' condizionata(ANSA) - ROMA, 18 DIC - E' stata concessa la liberta' condizionata a Barbara Balzerani, la terrorista Br coinvolta nel sequestro e nell'omicidio di Aldo Moro. Lo ha reso noto il suo legale, l'avvocato Michele Leonardi, in seguito alla decisione del tribunale di sorveglianza di Roma. Commento:Non mi stancherò mai di far notare come chi abbia partecipato alla lotta armata negli anni settanta goda di un regime di benevolenza ora che al governo ci sono i loro compagni. Le notizie vengono spesso riportate sottovoce, non oltrepassano lo schema del comunicato stampa. Chi è attento, però, denuncia, si indigna, e rende, se possibile, giustizia, riportando le gesta di queste persone, nella piena consapevolezza che non vi può essere dissociazione, non perdono, non provvedimenti di clemenza, qualsiasi sia il percorso che costoro hanno avuto in questi anni. Dunque l’ ennesimo Brigatista Rosso è fuori. È toccato a Barbara Balzerani. Il suo profilo politico e militare è tra i più rilevanti nella storia del Partito armato, per l’estensione temporale della sua militanza (aderisce alle Br nel 1975, ricoprendo da subito un ruolo di primissimo piano all’interno dell’organizzazione fino alla data del suo arresto, 19 giugno 1985), e per la rilevanza del suo impiego (entra molto presto nell’esecutivo brigatista, c’è chi ipotizza già a partire dagli ultimi mesi del 1976, e vi rimane per tutto il tempo della sua militanza rivoluzionaria). Il suo iter politico ha molto in comune con il percorso di tanti coetanei che si affacciano alla politica nel biennio 1968-‘69: dall’adesione giovanile al Movimento studentesco romano, passando poi per Potere Operaio, fino al salto in avanti nel Partito armato. È protagonista di molte delle azioni più eclatanti delle Br, sia durante la sua militanza interna alla colonna romana che dopo il trasferimento a Milano, una volta concluso il sequestro Moro. Processata e condannata a tre ergastoli, nel corso del processo “Moro ter” aderisce alla battaglia di libertà proponendo dal carcere una soluzione politica che sancisca la fine dell’esperienza armata e l’avvio di una riflessione critica su questo pezzo di storia, al di fuori della logica della dissociazione e del pentitismo. In tutte le ricostruzioni storiche dell’esperienza politica e militare delle Br, il nome di Barbara Balzerani ricorre di frequente soprattutto nell’ultima fase della storia brigatista quando, dopo l’arresto di Mario Moretti, Balzerani diventa la militante di anzianità maggiore ancora in libertà, assumendo così la guida dell’ultima generazione del Partito armato. Partecipa al commando che il 16 marzo 1978 rapisce in via Fani, a Roma, il Presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro: la sua funzione, speculare a quella di Lojacono e Casimirri, è quella di bloccare il traffico e impedire il sopraggiungere di veicoli e passanti nel luogo dell’agguato. Nei giorni del sequestro, divide con Mario Moretti il misterioso alloggio di via Gradoli, 96 fino al celebre (e ancora oscuro) episodio della sua scoperta, datato 18 aprile 1978. In quanto membro dell’esecutivo è protagonista dei dibattiti, sempre più accesi e polemici, interni all’organizzazione e, nella guerra fratricida tra ala militarista e ala movimentista, sceglie di aderire alla corrente che poi si costituirà in Partito Comunista Combattente. Partecipa al sequestro Dozier come membro dell’esecutivo Br: è tra quanti, insieme a Savasta, Lo Bianco e Novelli, ne pianificano l’azione e la dirigono. È arrestata dai Carabinieri a Ostia (Roma) il successivo 19 giugno, in compagnia del convivente Giovanni Pelosi. Dal carcere rivendica l’omicidio dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti (10 febbraio 1986) e la rapina di via Prati di Papa (14 febbraio 1987) durante la quale perdono la vita gli agenti portavalori Roberto Lanari e Giuseppe Scravaglieri. Pochi mesi dopo, però, decide di aderire alla battaglia di libertà inaugurata ufficialmente con la lettera che Bortolazzi, Curcio, Iannelli e Moretti indirizzano al quotidiano «il manifesto» per proporre uno «sbocco politico e sociale al ciclo di lotte maturato negli anni Settanta». Adesione, quella della Balzerani, molto importante essendo stata l’ultima leader riconosciuta dell’ultima generazione di militanti del Partito armato. Tutto quanto descritto non è bastato a tenerla in carcere infatti, il tribunale di sorveglianza di Roma ha concesso la libertà condizionata per cinque anni. Lo ha reso noto il suo legale, l'avvocato Michele Leonardi. Finora, godeva del regime di semilibertà: in pratica, un permesso per poter lasciare il carcere per diverse ore del giorno, con l'obbligo di rientrare la sera. Finora, con questo permesso, ha lavorato con la coop Blow Up di Trastevere specializzata nell'informatica musicale. Aveva dunque già goduto della possibilità di uscire dal carcere, ma non bastava, non bastava neppure l’aver avuto il “soccorso Rosso” che l’ha vista trovare una occupazione in una coop. L’ennesima concessione di un provvedimento, che seppure dal punto di vista giuridico non può essere annoverato tecnicamente tra quelli di clemenza, ha una portata ed una estensione molto simile, ovvero, il poter circolare liberamente tra noi. Per quanti non abbiano ancora messo a fuoco chi fosse costei è forse perché sino ad ora non l’abbiamo chiamata col suo nome di battaglia, ella è la compagna “Sara”, e chi ha visto il recente film di Marco Bellocchio, “Buon giorno notte” la riconoscerà nella figura di Chiara, interpretata da Maya Sansa. By: iwills2 Notizia
Cogne: da Corte replica a Taormina(ANSA) - TORINO, 19 DIC - Sono racchiuse in un documento di quattro pagine le 'osservazioni' che la Corte d'assise d'appello di Torino ha trasmesso alla Cassazione. Quattro pagine per rispondere alla richiesta di Carlo Taormina, patrocinatore di Annamaria Franzoni, di trasferire a Milano per legittimo sospetto il processo per il delitto di Cogne. Nell'udienza di oggi il pg Corsi ha detto che Annamaria Franzoni ha cercato di creare e di mostrare 'una certa immagine di se'', quella della mamma 'brava e puntuale'.3 Notizia
Franza, Materazzi e' un provocatore(ANSA) - MILANO, 18 DIC - Per Pietro Franza "Materazzi e' un gran provocatore" e "c'e' molta reverenza nei confronti dei giocatori dell'Inter". Il presidente del Messina non cambia di una virgola quanto detto ieri da Giordano al termine della partita del Meazza, e assolve completamente il suo allenatore e i suoi giocatori: "Materazzi e' stato come al suo solito, come si e' visto anche al Mondiale con Zidane. Giordano cercava solo di rallentare il gioco perche' aveva visto Parisi a terra". 4 Notizia«Nella storia repubblicana i senatori a vita sono stati in molti casi decisivi per i governi. Nel ´94, ad esempio, tre di loro furono indispensabili per tenere a battesimo il primo governo Berlusconi e non rammento contestazioni come adesso»Carlo Azeglio Ciampi, intervista al Corriere della Sera 17 dicembre