LIBERI

Post N° 122


 Febbraio 2007 Italian digital divide
In Italia il digital divide aumenta implacabilmente rispetto all’Europa. Aumenta insieme agli stipendi e alle stock option dei manager di Telecom Italia. Negli Stati Uniti più del 50% delle famiglie ha la banda larga. La banda larga, non l’ADSL: la BANDALARGAAAA!!! In Italia ci sono zone dove non è coperto neppure il cellulare.Il presidente dell’AIIP, i provider italiani, mi ha inviato questa lettera. Domani l’ AGCom e il Governo hanno la possibilità di cambiare le cose. Inviamogli una mail di sostegno:Agcom, Gentiloni, Sircana.“Caro Beppe,come presidente dell’Associazione più rappresentativa dei Provider italiani, sento il dovere ed anche la necessità, di scriverti una lettera, per far conoscere ai tuoi affezionati lettori, le ragioni per cui il mercato della larga banda in Italia, non riesce a decollare, ragioni che abbiamo affrontato con molte iniziative con altre associazioni interessate al settore, dagli utenti agli operatori più piccoli.I mali di Internet li conosciamo tutti: la copertura territoriale è limitata, ancora assente in numerosi alcune aree, mentre i prezzi rimangono tra i più alti d’Europa. Come se non bastasse, la nostra rete ATM è vetusta e satura al punto che nemmeno Telecom individua più un interesse a farci investimenti sopra. Vedi, caro Beppe, si parla tanto di VoIP e di IPTV ma sono in molti a non accorgersi che, qui da noi, mancano a volte, perfino le condizioni di base per accedere ad Internet.Spesso associazioni di utenti ed associazioni di imprese hanno interessi contrapposti; in questo caso, invece, gli interessi sono allineati e le iniziative congiunte tra associazioni di operatori ed associazioni di utenti sono state numerose, per cercare di smuovere la situazione evitando che si perpetui quello che diceva Floris nel suo libro 'Monopoli': che il monopolio uscito dalla porta della telefonia rientri dalla finestra della larga banda.Pensare che ci sono Paesi – dalla Corea al Giappone - che hanno fatto della larga banda una priorità nazionale. E senza andare troppo lontano, gia la vicina Danimarca riesce a vantare il primato di avere il maggior numero di linee a larga banda per abitante. Un esempio vincente che rappresenta un esempio da seguire e da riproporre subito, anche qui in Italia. Come? Semplicissimo.Nei prossimi giorni l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom) e il Governo sono chiamati a valutare l’opportunità di un provvedimento d’urgenza per adottare in Italia gli stessi prezzi applicati in Danimarca per l’offerta all’ingrosso, fatta a noi operatori e meglio nota come ‘Bitstream’. Questa offerta rappresenta un’occasione d’oro per far funzionare Internet in Italia.La modalità Bitstream è importante, in Europa la maggioranza delle linee in larga banda degli operatori alternativi è realizzata con questa modalità, che ha il vantaggio di non duplicare la rete dove gia c’è, liberarando risorse per portare Internet dove manca.Ecco spiegato perché decidere oggi i prezzi di vendita che Telecom applicherà agli operatori per l’offerta Bitstream, è un fatto non banale, che ha richiesto decine di riunioni e chilometri di carta, di lettere, di spostamenti e di continui rinvii. Pensa solo che Telecom si era impegnata a farlo entrare in vigore entro dicembre del 2005.Ci siamo messi a studiare tutte le pratiche europee e finalmente una soluzione l’abbiamo trovata: si chiama Danimarca. Studi tecnici approfonditi ci confermano che quella danese è la migliore offerta di interconnessione, perché ha favorito la crescita del mercato e l’apertura della concorrenza. I fatti ci dicono che abbiamo ragione. Per ricreare in Italia lo stesso ambiente tecnologico danese, dobbiamo partire proprio dai prezzi all’ingrosso del Bitstream. Solo così avremo la speranza che si abbassino i prezzi al pubblico e che il mercato si apra ai benefici della concorrenza, andando a liberare risorse da investire nelle aree scoperte. Basta veramente poco, Beppe, ma non dipende più da noi. Lo deve fare AGCom: vogliamo i prezzi danesi, subito.” Marco Fiorentino - Presidente AIIPParchi a pagamento
Dallas Ransom 2004La costruzione dei parcheggi a pagamento continua senza sosta nelle nostre città. Si paga per parcheggiare anche in ospedale per la visita a un malato. I parcheggi hanno un fine speculativo. Servono a far guadagnare chi concede le aree, chi costruisce, chi incassa per i posteggi. Non servono a diminuire il traffico. Infatti lo aumentano. Più posti macchina, più macchine.Se il fine del parcheggio è il lucro, per cambiare le cose bisogna usare il contro lucro. Costruiamo parchi a pagamento al posto dei parcheggi. Parchi curati, controllati. Senza panchine rotte, escrementi di cane, siringhe e tossici. Parchi per bambini. Per persone anziane. Per chi vuole leggere un libro sdraiato sull’erba. Con un controllo all’ingresso.Pagare per avere ciò che ci spetterebbe di diritto sembra una follia. Ma se è l’unico modo per riappropriarci del suolo pubblico, facciamolo. I parchi cittadini a pagamento sarebbero strapieni, una piccola tariffa di ingresso può essere sufficiente. Eviteremmo in parte gli esodi dei fine settimana per vedere una quercia o una mucca.Alcuni suggerimenti per chi vuole cambiare scatole di metallo con alberi:- Pretendere dal comune di cintare il marciapiede all'uscita del vostro portone con eleganti barre d’acciaio. Stile Amsterdam. Il piccolo rettangolo di terra occupato dalla lamiera in pochi mesi diventerà un prato. Si può fare.- Raccogliere il più alto numero di firme per riconvertire una piazza trasformata in un parcheggio in un giardino pubblico. Si tratta di sloggiare cinquanta/sessanta macchine del c..o per restituirla ai cittadini. Perchè è dei cittadini.- Costituire Gruppi di Acquisto (GAS) per i parchi per fare un’offerta per le aree pubbliche adibite o destinate a parcheggi.Piccoli prati, giardini pubblici, parchi a pagamento. E’ possibile. Dimostrate che è possibile.Postato da Beppe Grillo alle 23:30 in Ecologia | Commenti (840) | Scrivi | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | GrilloNews | La Settimana | Trackback (2) 4 Febbraio 2007 I rumori del piano di sopra
Rosa e Olindo, i precursori di una Nuova Italia che in questi giorni si sta svelando a sé stessa, hanno ucciso quattro persone per il rumore che veniva dal piano di sopra. Sono usciti fuori di matto. Alessandro ha accoltellato venti volte la sua vicina. Perchè i suoi cani abbaiavano.Il rumore può essere fragoroso, come quello dei camion della spazzatura al mattino alle sei. Molesto come i clacson dei rompicoglioni che si ostinano a entrare in centro città con l’auto e si trovano imbottigliati. Ieri ho visto persino una Smart strombazzare a una signora sulle strisce perchè non camminava velocemente. Il rumore può essere nauseante come la pubblicità a tutto volume in televisione. Stile tappezzeria come i programmi che hanno parlato della coppianzianabollita a tutte le ore. O l’antifurto implacabile di un appartamento con il proprietario in ferie.Il suono. Pronunciate lentamente questa parola: s – u – o – n – o. Spegnete la radio, la televisione, mettete i doppi vetri, insonorizzate l’appartamento. E ascoltate solo le parole. Vostre, dei vostri amici, dei vostri figli. Non è meraviglioso?Il rumore ci rende sordi. E’ stimato che la capacità auditiva di chi vive in città o in ambienti rumorosi si riduca del 30%. Chi grida, alza la sua autoradio, alza il volume della pubblicità va multato. Severamente.Propongo rilevatori di decibel a disposizione dei vigili e degli amministratori di condominio. Nei cartelli all’ingresso delle città e dei paesi, oltre ai limiti di velocità, vanno inseriti anche i decibel massimi consentiti. Il rumore è una violazione della nostra privacy. Nessuno dà il diritto a un deficiente di spararci 100 decibel nei timpani. Il rumore è anche un sottofondo, un rumore bianco, che non percepiamo più, ma che ci corrode la mente.La violazione di domicilio vale anche per il rumore. Se un rumore non è autorizzato a entrare nelle nostre case deve stare fuori dalla porta. E se si ostina a ritornare, giorno dopo giorno, può capitare che la fonte del rumore venga soppressa. In fondo è solo un problema di privacy.