LIBERI

Post N° 126


Ustica: per ricordare, capire, chiedere
Bisogna ricordare. Bisogna capire. Bisogna chiedere Per cercare di rispondere a queste profonde esigenze, di vera sostanza democratica, in occasione del XXVII anniversario della Strage viene finalmente inaugurato il Museo per la Memoria di Ustica. Si tratta di un progetto al quale l’Associazione si dedica da molti anni, che nasce dalla esigenza primaria e irrinunciabile di evitare che il relitto del dc9 Itavia, ripescato dal Tirreno e ricomposto per effettuare le varie perizie a Pratica di Mare, potesse andare irrimediabilmente disperso in qualche discarica, perduto per sempre.Intanto perché era il testimone-protagonista della vicenda e aveva accompagnato nell’ultimo viaggio, fino all’ultimo palpito di vita, le 81 vittime innocenti.Quel relitto poi è diventato il simbolo dell’impegno per la verità, prima inabissata nell’indifferenza, poi poco alla volta richiamata all’attenzione, ripescata con una grande mobilitazione dell’opinione pubblica, poi studiata, sistemata, in parte conquistata da una stagione di impegno della Magistratura.Alla fine di questo percorso si deve collocare la prima verità che ci è stata consegnata: "“l’incidente al DC9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento, il DC9 è stato abbattuto, è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un’azione, che è stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti. Nessuno ha dato la minima spiegazione di quanto è avvenuto".Oggi al relitto abbiamo voluto affiancare una grande istallazione di Christin Boltanski, uno dei più importanti artisti contemporanei, che sa trattare con molta maestria i temi della memoria, , perché in un dialogo di profondi sentimenti ed emozioni sappia trasmettere il ricordo e la costante presenza di quell’evento e di quelle vite stroncate. E aiuti a tener desta l’attenzione e la volontà di capire. Nel Museo vogliamo continuare a raccogliere documentazione sull’evento, sul contesto nazionale e sullo scenario internazionale: bisogna aver la possibilità, con tutti i materiali a disposizione, di ripercorrere questi lunghi anni, approfondire i problemi, rileggere i comportamenti dei vari protagonisti, della Politica, delle Istituzioni.E lo spettacolo musicale di Pippo Pollina, un autore che alla sensibilità siciliana aggiunge l’esperienza di una carriera che ha percorso molte nazioni d’Europa, con la forza delle parole e della musica, deve far continuare “l’ultimo volo” dell’aereo e dei ricordi, deve continuare a parlare alle coscienze, deve destare nuove curiosità. Perché alla fine, sempre, bisogna tornare a chiedere verità e giustizia per le 81 vittime innocenti e capire che l’abbattimento di un aereo civile in tempo di pace non può essere dimenticato. Nessuno può fingere di non sapere e voltarsi dall’altra parte, è una ferita troppo profonda: è in gioco davvero la dignità nazionale.