Marhja ha un velo rosso che gli lascia scoperto solo il viso e le caviglie, è scalza. Viene da Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, ha 45 anni; a 30 le viene diagnosticata un’insufficienza mitralica.Per qualche anno, la malattia le permette una vita normale: cerca lavoro e accudisce i sette figli progettando di lasciare il suo paese per farsi curare.Un giorno però l’affanno diventa continuo e troppo opprimente. Con il figlio più piccolo si reca all’ospedale di Bangui: il medico le conferma l’aggravamento delle condizioni e la necessità di intervenire chirurgicamente. Vada in Egitto - le consiglia il medico -, ma per Marhja è impossibile: fatica a mantenere la sua famiglia, come potrebbe pagare il viaggio a Il Cairo e un’operazione cardiochirurgica? Chiede aiuto ai fratelli e agli amici, ma la spesa è troppo grande e nessuno è in grado di aiutarla. Il marito, tassista, lavora giorno e notte per mettere da parte un po’ di denaro, ma tutto il guadagno extra viene speso per le medicine necessarie ad alleviare il malessere della donna.Non sembra avere futuro Marhja ma, come afferma lei stessa, nella Repubblica Centrafricana il futuro è prerogativa di pochi. Un mese fa del tutto inaspettatamente il cardiologo dell’ospedale di Bangui, le comunica che – grazie alla collaborazione tra l’ospedale e un’associazione italiana – la sua operazione si farà. Arriva a Khartoum in aereo, a spese di Emergency e, dopo una settimana di esami e accertamenti, le viene sostituita la valvola mitrale.Oggi, mentre aspetta di essere dimessa, Marhja non ha più dolore e riesce a pensare a un futuro davanti a sè.Caterina, Khartoum
sudan: Da Bangui a Khartoum
Marhja ha un velo rosso che gli lascia scoperto solo il viso e le caviglie, è scalza. Viene da Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, ha 45 anni; a 30 le viene diagnosticata un’insufficienza mitralica.Per qualche anno, la malattia le permette una vita normale: cerca lavoro e accudisce i sette figli progettando di lasciare il suo paese per farsi curare.Un giorno però l’affanno diventa continuo e troppo opprimente. Con il figlio più piccolo si reca all’ospedale di Bangui: il medico le conferma l’aggravamento delle condizioni e la necessità di intervenire chirurgicamente. Vada in Egitto - le consiglia il medico -, ma per Marhja è impossibile: fatica a mantenere la sua famiglia, come potrebbe pagare il viaggio a Il Cairo e un’operazione cardiochirurgica? Chiede aiuto ai fratelli e agli amici, ma la spesa è troppo grande e nessuno è in grado di aiutarla. Il marito, tassista, lavora giorno e notte per mettere da parte un po’ di denaro, ma tutto il guadagno extra viene speso per le medicine necessarie ad alleviare il malessere della donna.Non sembra avere futuro Marhja ma, come afferma lei stessa, nella Repubblica Centrafricana il futuro è prerogativa di pochi. Un mese fa del tutto inaspettatamente il cardiologo dell’ospedale di Bangui, le comunica che – grazie alla collaborazione tra l’ospedale e un’associazione italiana – la sua operazione si farà. Arriva a Khartoum in aereo, a spese di Emergency e, dopo una settimana di esami e accertamenti, le viene sostituita la valvola mitrale.Oggi, mentre aspetta di essere dimessa, Marhja non ha più dolore e riesce a pensare a un futuro davanti a sè.Caterina, Khartoum