Le foto apparse sui giornali italiani raffiguranti Niamh Macmathuna, eroina di Coir ( il nome adottato per questa campagna referendaria) , il gruppo che più ha mobilitato nella vittoriosa battaglia contro il Trattato di Lisbona, non possono non ricordarci le altri grandi battaglie che il gruppo di Niamh ha svolto negli anni. Contro l’ aborto , il divorzio, il Trattato di Nizza. Battaglie che hanno reso il loro Movimento, Youth Defence un nome conosciuto e amato da tanti nell’ isola di San Patrizio. Seconda di nove fratelli, Niamh eredita il suo spirito combattente dalla madre Una che all’ inizio degli anni 90 fu lo spauracchio dei politicanti irlandesi. Una volta fu definita Mother Ireland, come dire la donna più combattiva , colei che non si arrende. Capitanati da questa famiglia, gli Irlandesi hanno bloccato l’Europa dell’ incubo, quella delle tasse alte e decise da Bruxelles, quella di Bolkestein, dove l’operaio di Dublino o Roma può essere pagato come quello di Sofia o di Bucarest, quella dell’ Alta Corte di Giustizia o di ingiustizia, che potrà imporre matrimoni gay, aborto e fecondazioni di ogni tipo, quella di Mendelson che vuole sacrificare l’ agricoltura sull’ altare del capitalismo più cieco.In Italia solo Forza Nuova e la Lega un po’ tardivamente, hanno alzato la voce contro un trattato che avrebbe ucciso la vera Europa forse per sempre.L’ Irlanda che vince è quella di San Patrizio e San Colombano che convertì l’ Europa con un gruppo di soli 12 uomini armati di fede e di incredibile tenacia, che salvò la Civiltà , consegnando le chiavi di quell’ Impero più grande e nuovo a Roma e che di lì la Città avrebbe per l’ eternità rappresentato.Oggi l’ Europa, umiliata dalle macerie morali e sociali, dalle periferie in stato di guerra, dalle città che annegano nei rifiuti, la nostra Europa malata ma che vuole tornare a vivere, ringrazia l’ Irlanda per averla anche questa volta, con la sua consueta generosità, salvata in nome di un’ Europa libera, forte e orgogliosa che sa inchinarsi solo di fronte ad una Croce.On. Roberto Fiore
NO AL TRATTATO DI LISBONA
Le foto apparse sui giornali italiani raffiguranti Niamh Macmathuna, eroina di Coir ( il nome adottato per questa campagna referendaria) , il gruppo che più ha mobilitato nella vittoriosa battaglia contro il Trattato di Lisbona, non possono non ricordarci le altri grandi battaglie che il gruppo di Niamh ha svolto negli anni. Contro l’ aborto , il divorzio, il Trattato di Nizza. Battaglie che hanno reso il loro Movimento, Youth Defence un nome conosciuto e amato da tanti nell’ isola di San Patrizio. Seconda di nove fratelli, Niamh eredita il suo spirito combattente dalla madre Una che all’ inizio degli anni 90 fu lo spauracchio dei politicanti irlandesi. Una volta fu definita Mother Ireland, come dire la donna più combattiva , colei che non si arrende. Capitanati da questa famiglia, gli Irlandesi hanno bloccato l’Europa dell’ incubo, quella delle tasse alte e decise da Bruxelles, quella di Bolkestein, dove l’operaio di Dublino o Roma può essere pagato come quello di Sofia o di Bucarest, quella dell’ Alta Corte di Giustizia o di ingiustizia, che potrà imporre matrimoni gay, aborto e fecondazioni di ogni tipo, quella di Mendelson che vuole sacrificare l’ agricoltura sull’ altare del capitalismo più cieco.In Italia solo Forza Nuova e la Lega un po’ tardivamente, hanno alzato la voce contro un trattato che avrebbe ucciso la vera Europa forse per sempre.L’ Irlanda che vince è quella di San Patrizio e San Colombano che convertì l’ Europa con un gruppo di soli 12 uomini armati di fede e di incredibile tenacia, che salvò la Civiltà , consegnando le chiavi di quell’ Impero più grande e nuovo a Roma e che di lì la Città avrebbe per l’ eternità rappresentato.Oggi l’ Europa, umiliata dalle macerie morali e sociali, dalle periferie in stato di guerra, dalle città che annegano nei rifiuti, la nostra Europa malata ma che vuole tornare a vivere, ringrazia l’ Irlanda per averla anche questa volta, con la sua consueta generosità, salvata in nome di un’ Europa libera, forte e orgogliosa che sa inchinarsi solo di fronte ad una Croce.On. Roberto Fiore