Figli, il Signore ci benedica!Il lavoro di coscientizzazione in Cristo è un ufficio da pionieri nel Piano Fisico in quanto si relaziona con attività, o meglio, con le attività fondamentali dello spirito etereo quando si riconosce trovarsi di fronte alla grandezza della vita, al cospetto degli oltrepassati.Il tempo è il principale mezzo di verifica di qualsiasi acquisizione fatta in questo terreno, dal momento che è il tempo, l'agente silenzioso che presiede alla crescita, all'evoluzione e alla maturazione delle sementi di rinnovamento del nostro mondo interiore, affinché le nostre risorse si manifestino pienamente alla luce del lavoro di crescita della vita in noi e fuori di noi.In vista di quanto esposto, cominciamo con il presentare le figurazioni o le idee-sintesi destinate a risvegliare le nostre coscienze alla piena luce dell'immortalità.Elenchiamo alcune di queste indicazioni di base per il nostro avanzamento:*In tutte le situazioni difficili, chiedere a noi stessi che cosa farebbe Gesù se fosse al nostro posto.*Accetarci come parte della famiglia universale di Dio, già in questa dimora terrestre, dimora che rimane integrata nel Piano Cosmico, come un complesso residenziale, sfiorandone moltissimi altri nella Creazione Divina.*Ogni creatura è un mondo a sé, con leggi e motti propri che non sempre si armonizzano con i nostri.*Sarà nostro obbligo chiaro e semplice accettare gli altri così come sono, come noi desideriamo essere accettati quali siamo dal prossimo.*Ammettiamo essere vero che tutto il bene e tutto il male di cui siamo responsabili nei confronti di quelli che ci circondano, rappresenta oggi, domani e dopo ancora il conto delle benedizioni o dei mali di cui siamo stati causa.*Tenuto presente che psicologicamente siamo diversi gli uni dagli altri nell'ambito generale dell'esistenza, rispettare sempre le necessità o i problemi del prossimo giacché, allo stesso tempo, non riusciamo a liberarci dai nostri problemi, nel senso stretto del termine.*Ognuno di noi in questo preciso momento si trova nel luogo migliore, nella posizione migliore, nel compito migliore e con i migliori compagni capaci di fruire dell'insegnamento con il necessario giovamento.Le condizioni della casa e della famiglia, del gruppo sociale e degli impegni che veniamo ad assumere con un'altra persona o con altre persone sono spazi del dovere da compiere che non è lecito dimenticare o sottovalutare senza recare danno a noi stessi.*Accettiamo senza discutere il dovere della tolleranza verso gli altri, così come abbiamo bisogno o desideriamo essere a nostra volta tollerati nel nostro cammino comune.*Il lavoro, sia nel campo delle attività professionali che in quello del volontariato a favore dei nostri fratelli del cammino quotidiano, è la nostra scuola permanente il cui insegnamento non ci è lecito eludere.*Perdonare chi ha recato offesa, dimenticando questo o quell'attrito che ci abbia colto in cattive regioni di influenza, dimenticando completamente i dissapori affinché la pratica del bene, attuata spontaneamente sia in noi che fuori di noi, non soffra danno alcuno.*Comprendendo che ogni creatura si trova nel luogo che le è consono, non ci permetteremo apprezamenti frettolosi o errati su questa o quella persona.*Eliminare le lamentele delle chiacchiere sapendo che, se per caso avessimo qualche ragione per delle recriminazioni nei riguardi di altri, è possibile che coloro di cui lamentiamo possano avere motivi magari più validi dei nostri per lamentarsi di noi.*Adeguarsi alla famiglia come l'oro consegnato al crogiolo per la sua purificazione.*Rallegriamoci per il progresso altrui, nella convinzione che potremo ottenere gli stessi risultati nella misura in cui ci sforzeremo per raggiungerli.*Non dimentichiamoci mai, in materia di benevolenza, che la rinuncia derivante da congiunture premature, sarà sempre superiore a qualsiasi vittoria passeggera nei domini dell'avere.*Accontentiamoci di ciò che abbiamo, senza preoccuparci di ottenere ciò che magari vorremmo.*Saper sorridere tanto nei momenti di gioia come in quelli in cui siamo assillati da preoccupazioni.*Evitiamo di disperderci in dispute, di sciupare il tempo e le risorse della vita in brighe superflue e incompatibili con il nostro obbligo di accompagnare il Divino Maestro.*Ammettiamo che, molte volte, magari controvoglia, è necessario ascoltare le opinioni dei compagni e rispettarle in considerazione del vantaggio generale e non del nostro interesse personale, che siamo tenuti a ridimensionare, perché la felicità degli altri ci ripaghi con la gioia di vederli felici aprendo, con ciò, nuove strade nel campo spirituale volto al miglioramento e alla pace, alla comprensione e alla buona disposizione d'animo.*Abituiamoci a individuare nei compagni del cammino terrestre la parte migliore affinché a nessuno venga meno l'incentivo ad agire e servire, dedicando il massimo dell'impegno per il bene e la felicità del gruppo al quale si è legati.*Essere di ausilio per il bene generale in ogni momento, ma scegliere il momento opportuno per trattare problemi difficili e casi gravi con i fratelli in essi coinvolti.*Esercitiamo la pazienza senza limiti.*Accettare l'amore che Gesù ci ha insegnato e ci ha lasciato in eredità da esercitare nelle minime occorrenze del nostro campo di azione.*Cominciare da noi stessi il lavoro di coscientizzazione, traferendolo in seguito a persone che ci siano particolamente care e, subito dopo, trasmetterlo a gruppi di persone in generale.Questi sono alcuni dei comma che, in varie occasioni, ci sarà possibile sviluppare a nostro vantaggio.Che il Signore ci aiuti e ci benedica sempre: sono i voti riconoscenti diBEZERRA DE MENEZESMessaggio ricevuto a Uberaba, Minas Gerais (Brasile), il 16 agosto 1983 da Chico Xavier e estratto dal libro "Unione in Gesù", pubblicato in italiano da Casa del Nazareno Edizioni.www.casadelnazareno.itIndicazioni bellissime di Bezerra de Menezes per nostro sviluppo spirituale.Nessuno può dire:"sono nato così e così rimarrò", "impossibile di modificarmi"perché gli animali si modificano, imparono e noi, come esseri umani che siamo, abbiamo condizioni più grandi per fare la modifica di carattere, di pensieri e azioni. Nostre imperfezioni sono radici di alberi antiche, profonde e grandi, ma che sempre è possibile estrarre. La lotta è grande, ma non impossibile. Usando il trattore della buona volontà, la zappa della perseveranza riusciremo a farlo.Felicità è diverso di allegria. L'allegria passa, ma la felicità è uno stato di spirito, uno stato di plenitudine che nessun problema modifica per più grande che sia.Le persone cercano la felicità dove essa non stà, ossia, nelle feste rumorose, del sesso senza limiti, nel mangia e bere, nei viaggi, ma la vera felicità si trova nel bene che si fa, nella parola amica che si dá, nell'elemosino, nel lavoro volontario, ecc.Non siamo sulla Terra in vacanza. Siamo per migliorare spiritualmente e perché le religioni dicono che esiste un'esistenza sola, le persone trovano che devono "godere la vita", facendo tutto quello che porterà malattie e tanti problemi di salute, spirituali, psicologici, ecc.Perché non si può godere la vita facendo del bene? Perché si deve distruggere la salute con alcoolici, droghe, sesso senza limiti per godere la vita? Perché nessuno trova piacere in fare un lavoro volontario, passare la notte con un malato ricoverato? Ah, mi diranno, sei pazza! No, non sono io che parlo. È Gesù! Ha qiualche cristiano leggendo queste parole che abbia qualche dubbio? Gesù ci ha insegnato di amare il prossimo come a noi stessi e fare agli altri quello che vogliamo facciano per noi. Quindi, non sono pazza.Ripeto solamente quello che Lui ci disse.Madre Teresa, Chico Xavier e altri persone che hano dedicato la loro vita al prossimo erano felici e soni felici nel mondo spirituale.E noi?PS: nella foto l'illuminato Spirito Bezerra de Menezes, dottore brasiliano del XIX secolo e inizio secolo XX. Brasilianis
I COMMA DELLA FRATERNITÀ IN GESÙ
Figli, il Signore ci benedica!Il lavoro di coscientizzazione in Cristo è un ufficio da pionieri nel Piano Fisico in quanto si relaziona con attività, o meglio, con le attività fondamentali dello spirito etereo quando si riconosce trovarsi di fronte alla grandezza della vita, al cospetto degli oltrepassati.Il tempo è il principale mezzo di verifica di qualsiasi acquisizione fatta in questo terreno, dal momento che è il tempo, l'agente silenzioso che presiede alla crescita, all'evoluzione e alla maturazione delle sementi di rinnovamento del nostro mondo interiore, affinché le nostre risorse si manifestino pienamente alla luce del lavoro di crescita della vita in noi e fuori di noi.In vista di quanto esposto, cominciamo con il presentare le figurazioni o le idee-sintesi destinate a risvegliare le nostre coscienze alla piena luce dell'immortalità.Elenchiamo alcune di queste indicazioni di base per il nostro avanzamento:*In tutte le situazioni difficili, chiedere a noi stessi che cosa farebbe Gesù se fosse al nostro posto.*Accetarci come parte della famiglia universale di Dio, già in questa dimora terrestre, dimora che rimane integrata nel Piano Cosmico, come un complesso residenziale, sfiorandone moltissimi altri nella Creazione Divina.*Ogni creatura è un mondo a sé, con leggi e motti propri che non sempre si armonizzano con i nostri.*Sarà nostro obbligo chiaro e semplice accettare gli altri così come sono, come noi desideriamo essere accettati quali siamo dal prossimo.*Ammettiamo essere vero che tutto il bene e tutto il male di cui siamo responsabili nei confronti di quelli che ci circondano, rappresenta oggi, domani e dopo ancora il conto delle benedizioni o dei mali di cui siamo stati causa.*Tenuto presente che psicologicamente siamo diversi gli uni dagli altri nell'ambito generale dell'esistenza, rispettare sempre le necessità o i problemi del prossimo giacché, allo stesso tempo, non riusciamo a liberarci dai nostri problemi, nel senso stretto del termine.*Ognuno di noi in questo preciso momento si trova nel luogo migliore, nella posizione migliore, nel compito migliore e con i migliori compagni capaci di fruire dell'insegnamento con il necessario giovamento.Le condizioni della casa e della famiglia, del gruppo sociale e degli impegni che veniamo ad assumere con un'altra persona o con altre persone sono spazi del dovere da compiere che non è lecito dimenticare o sottovalutare senza recare danno a noi stessi.*Accettiamo senza discutere il dovere della tolleranza verso gli altri, così come abbiamo bisogno o desideriamo essere a nostra volta tollerati nel nostro cammino comune.*Il lavoro, sia nel campo delle attività professionali che in quello del volontariato a favore dei nostri fratelli del cammino quotidiano, è la nostra scuola permanente il cui insegnamento non ci è lecito eludere.*Perdonare chi ha recato offesa, dimenticando questo o quell'attrito che ci abbia colto in cattive regioni di influenza, dimenticando completamente i dissapori affinché la pratica del bene, attuata spontaneamente sia in noi che fuori di noi, non soffra danno alcuno.*Comprendendo che ogni creatura si trova nel luogo che le è consono, non ci permetteremo apprezamenti frettolosi o errati su questa o quella persona.*Eliminare le lamentele delle chiacchiere sapendo che, se per caso avessimo qualche ragione per delle recriminazioni nei riguardi di altri, è possibile che coloro di cui lamentiamo possano avere motivi magari più validi dei nostri per lamentarsi di noi.*Adeguarsi alla famiglia come l'oro consegnato al crogiolo per la sua purificazione.*Rallegriamoci per il progresso altrui, nella convinzione che potremo ottenere gli stessi risultati nella misura in cui ci sforzeremo per raggiungerli.*Non dimentichiamoci mai, in materia di benevolenza, che la rinuncia derivante da congiunture premature, sarà sempre superiore a qualsiasi vittoria passeggera nei domini dell'avere.*Accontentiamoci di ciò che abbiamo, senza preoccuparci di ottenere ciò che magari vorremmo.*Saper sorridere tanto nei momenti di gioia come in quelli in cui siamo assillati da preoccupazioni.*Evitiamo di disperderci in dispute, di sciupare il tempo e le risorse della vita in brighe superflue e incompatibili con il nostro obbligo di accompagnare il Divino Maestro.*Ammettiamo che, molte volte, magari controvoglia, è necessario ascoltare le opinioni dei compagni e rispettarle in considerazione del vantaggio generale e non del nostro interesse personale, che siamo tenuti a ridimensionare, perché la felicità degli altri ci ripaghi con la gioia di vederli felici aprendo, con ciò, nuove strade nel campo spirituale volto al miglioramento e alla pace, alla comprensione e alla buona disposizione d'animo.*Abituiamoci a individuare nei compagni del cammino terrestre la parte migliore affinché a nessuno venga meno l'incentivo ad agire e servire, dedicando il massimo dell'impegno per il bene e la felicità del gruppo al quale si è legati.*Essere di ausilio per il bene generale in ogni momento, ma scegliere il momento opportuno per trattare problemi difficili e casi gravi con i fratelli in essi coinvolti.*Esercitiamo la pazienza senza limiti.*Accettare l'amore che Gesù ci ha insegnato e ci ha lasciato in eredità da esercitare nelle minime occorrenze del nostro campo di azione.*Cominciare da noi stessi il lavoro di coscientizzazione, traferendolo in seguito a persone che ci siano particolamente care e, subito dopo, trasmetterlo a gruppi di persone in generale.Questi sono alcuni dei comma che, in varie occasioni, ci sarà possibile sviluppare a nostro vantaggio.Che il Signore ci aiuti e ci benedica sempre: sono i voti riconoscenti diBEZERRA DE MENEZESMessaggio ricevuto a Uberaba, Minas Gerais (Brasile), il 16 agosto 1983 da Chico Xavier e estratto dal libro "Unione in Gesù", pubblicato in italiano da Casa del Nazareno Edizioni.www.casadelnazareno.itIndicazioni bellissime di Bezerra de Menezes per nostro sviluppo spirituale.Nessuno può dire:"sono nato così e così rimarrò", "impossibile di modificarmi"perché gli animali si modificano, imparono e noi, come esseri umani che siamo, abbiamo condizioni più grandi per fare la modifica di carattere, di pensieri e azioni. Nostre imperfezioni sono radici di alberi antiche, profonde e grandi, ma che sempre è possibile estrarre. La lotta è grande, ma non impossibile. Usando il trattore della buona volontà, la zappa della perseveranza riusciremo a farlo.Felicità è diverso di allegria. L'allegria passa, ma la felicità è uno stato di spirito, uno stato di plenitudine che nessun problema modifica per più grande che sia.Le persone cercano la felicità dove essa non stà, ossia, nelle feste rumorose, del sesso senza limiti, nel mangia e bere, nei viaggi, ma la vera felicità si trova nel bene che si fa, nella parola amica che si dá, nell'elemosino, nel lavoro volontario, ecc.Non siamo sulla Terra in vacanza. Siamo per migliorare spiritualmente e perché le religioni dicono che esiste un'esistenza sola, le persone trovano che devono "godere la vita", facendo tutto quello che porterà malattie e tanti problemi di salute, spirituali, psicologici, ecc.Perché non si può godere la vita facendo del bene? Perché si deve distruggere la salute con alcoolici, droghe, sesso senza limiti per godere la vita? Perché nessuno trova piacere in fare un lavoro volontario, passare la notte con un malato ricoverato? Ah, mi diranno, sei pazza! No, non sono io che parlo. È Gesù! Ha qiualche cristiano leggendo queste parole che abbia qualche dubbio? Gesù ci ha insegnato di amare il prossimo come a noi stessi e fare agli altri quello che vogliamo facciano per noi. Quindi, non sono pazza.Ripeto solamente quello che Lui ci disse.Madre Teresa, Chico Xavier e altri persone che hano dedicato la loro vita al prossimo erano felici e soni felici nel mondo spirituale.E noi?PS: nella foto l'illuminato Spirito Bezerra de Menezes, dottore brasiliano del XIX secolo e inizio secolo XX. Brasilianis