SPIRITISMO-MESSAGGI

UNA LETTERA A ALLAN KARDEC


                        UN SECOLO FAAllan Kardec, il Codificatore della Dottrina Spiritica, in quel triste mattino dell’aprile 1860, era stanco, afflitto. Faceva freddo.Nonostante la consolidazione della Società Spiritica di Parigi e la promettente vendita dei libri, scarseggiava il denaro per l’opera gigantesca che gli Spiriti Superiori gli avevano addossato.La pressione aumentava. Lettere sarcastiche aumentavano nella tavola. Quando più scoraggiato si mostrava, arriva la paziente sposa Madame Rivail- la dolce Gaby -, a consegnarli un certo pacco, accuratamente presentato.Il professore ha aperto il pacco, incontrando una lettera scempia. E ha letto:“Signor Allan KardecUn rispettoso abbraccioCon la mia gratitudine le spedisco il libro allegato, così come la sua storia, supplicandola, prima di tutto, di proseguire nei suoi compiti di illuminazione dell’Umanità, poiché ho forti motivi per questo.Faccio il rilegatore da bambino, lavorando in una grande casa di questa capitale.Due anni fa mi sono sposato con quella che si è rivelata la mia compagna ideale. La nostra vita trascorreva normalmente e tutto era allegria e speranza, quando all’inizio di questo anno in modo inaspettato, la mia Antoinette è partita da questa vita, portata da una malattia sorniona.La mia disperazione è stata indescrivibile e mi sono sentito condannato all’abbandono estremo.Senza fiducia in Dio, sentendo le necessità dell’uomo di mondo e vivendo con i dubbi afflittivi del nostro secolo, avevo deciso di seguire il cammino di tanti altri, davanti alle fatalità.La prova della separazione mi aveva vinto, ed io ero diventato, adesso, uno straccio umano.Non andavo al lavoro e il mio capo, retto e severo, mi minacciava con il licenziamento.Le mie forze sfuggivano.Avevo contemplato diverse volte il Sena e ho progettato il suicidio. ”Sarebbe facile, non so nuotare” – pensavo.Si succedevano notti di insonnia e giorni di angoscia.In un’alba fredda, quando le preoccupazioni e il disanimo mi avevano dominato più fortemente, cercai il Ponte Marie.Ho guardato intorno, contemplando la corrente... E, al fissare la mano destra per gettarmi, ho toccato un oggetto un po’ bagnato che si è spostato dal muro, cadendomi ai piedi. Sorpreso, ho distinto un libro che la rugiada aveva inumidito.Ho preso il volume nelle mani e, cercando la luce debole di un palo vicino, ho potuto leggere, subito nel frontespizio, irritato e curioso: “Questa opera mi ha salvato la vita. Leggila con attenzione e abbi un buon profitto.- A. Laurent”.Stupito, ho letto l’opera – “Il Libro degli Spiriti” – a cui ho aggiunto un breve messaggio: “volume questo che passo alle sue mani abnegate, autorizzando il distinto amico a fare di esso quello che desiderava”.Ancora constano del messaggio ringraziamenti finali, la firma, la data e l’indirizzo del mittente.Il Codificatore ha aperto, allora una copia del “Il Libro degli Spiriti” riccamente rilegato, nella cui copertina ha visto le iniziali del suo pseudonimo e nella pagina del frontespizio, leggermente macchiata, ha letto con emozione non soltanto l’osservazione a cui il mittente si era riferito, ma anche un’altra, in lettera ferma:“Anche mi ha salvato. Dio benedica le anime che hanno cooperato nella sua pubblicazione. Joseph Perrier.”Dopo la lettura della lettera il Professore Rivail ha sperimentato una nuova luce a bagnarlo dentro.Avvicinando il libro al petto, ragionava, non più in termini di disanimo o sofferenza, ma sì nel cammino di una radiosa speranza.Aveva bisogno di continuare, scusare le ingiurie, abbracciare il sacrificio e ignorare le pietrate.Davanti al suo spirito si agitava il mondo necessitato di rinnovamento e consolazione.Allan Kardec si è alzato dalla vecchia poltrona, ha aperto la finestra davanti a sè, contemplando la via pubblica, dove passavano operai e donne del popolo, bambini e vecchietti.Il notevole operaio della Grande Rivelazione ha respirato profondamente, e, prima di riprendere la pena per il servizio abituale, ha portato il fazzoletto agli occhi e ha asciugato una lacrima.                                                        HILÁRIO SILVAEstratto dal libro “Lo Spirito della Verità”, psicografato da Chico Xavier e Valdo Vieira.   Questo messaggio ci mostra quanto non dobbiamo desistere dalle lavori del bene, quanto siamo aiutati quando faciamo del bene e quanto possiamo aiutare le persone nelle sue sofferenze.