messaggio numero 352Guerrante Spirituale(parte trentaquattresima di trentotto) Almeno la metà degli esseri umani, una volta nella vita, ha provato ad affrontare il suo primo nemico naturale, la paura. Tre quarti di questa metà ha mollato, terrorizzata all’idea di essere ciò che è. Dell’esigua parte rimasta una porzione consistente non ha avuto di meglio da fare che allearsi col nemico, combattendo contro il proprio popolo, per il conseguimento del potere personale. Poche creature, in questa fetta di umanità, sono andate avanti, superando le fasi della vita senza scendere a compromessi, ma sono rimaste inchiodate poiché sole a combattere battaglie già perdute. Un numero ancora più piccolo si è unito, fregandosene delle regole dell’uomo, ma agendo in conformità a regole universali. In questa ristretta cerchia di persone, alcune nobili entità hanno pensato giusto, visto l’esito delle passate battaglie, di farsi conoscere senza farsi vedere, combattendo ad armi impari l’avversario, certi come pochi di poter vincere in grazia del loro credo e della loro celata presenza. Ciò accadeva molto tempo fa, in questo modo venne raggiunta una massa critica di persone, in questo modo la massa critica cambiò per sempre il tenore di vita di molti, senza che questi se ne rendessero conto e senza colpo ferire, in questo modo il pianeta ed i suoi abitanti vissero in una epoca davvero d’oro. Questo sino a che la massa di potenti messa da parte si stancò dell’equità che era stata offerta loro e nascosero la Verità, ovvero che l’umanità era prole della Matrice, con una propria scintilla che sarebbe fluita nuovamente nel ventre cosmico oppure che avrebbe viaggiato sul filo del pensiero sin dove questo poteva arrivare. L’avversario oscuro nuovamente il cielo, su richiesta stessa dell’umanità che in quel momento metteva in discussione l’equità, grazie alle manovre sopraffine dei potenti e le parti si invertirono nuovamente, il crescere era ridiventato stagnazione ed il lavoro fatto venne messo da parte e dimenticato, oppure nascosto agli occhi e alle mani dei potenti, in simboli che non poteva tradurre perché troppo complicati nella loro semplicità, anche per un cervello universale.Questo è quanto accadeva molto tempo fa, ma le cose da quel dì non sono affatto cambiate, con un piccolo particolare aggiunto: l’umanità si è accorta nuovamente della chiave nascosta, senza che nessuno glielo avesse indicato, poiché presente nella memoria.L’avversario è esistito da sempre, e la sua presenza in noi determina il nostro grado di saper crescere, quindi è un incentivo che abbiamo creato noi; disgraziatamente per noi abbiamo preso contatto con un multiverso simile alla energia dell’avversario, la quale energia trae nutrimento dalla nostra paura naturale, quella per l’ignoto e lo sconosciuto…di bene in meglio! Diremmo noi.Nonostante questo l’antica razza ci ha lasciato l’asso nella manica: ciò che ci dona il diritto alla protezione attiva è l’attitudine all’invasione di queste forze predatorie che nulla hanno a che fare con l’avversario, se non per la similitudine della loro energia; le forze predatorie si nutrono di paura mentre l’avversario è stato posto a sprono con ogni suo mezzo verso l’umanità.Nel destino di una persona guerrante c’è un punto di vista enorme, dato dalla possibilità di saper vedere le cose da un’altra angolazione, messa in atto da un incessante lavorio interiore, nel quale si ritrova la famosa chiave nascosta.Spirituàlia sa che potrà scendere burroni o scalare montagne, e prepararsi è la sottile differenza che separa il subire il proprio destino dal vivere il proprio destino, accettare la presenza di ciò che può benissimo non vedere, un ostacolo nel burrone, una roccia troppo friabile sul fianco della montagna, sono rischi che conosce e che accetta di correre. Sapersi preparare significa già oltrepassare i propri limiti e cadere in un contesto simile non è mai fallimento ma insegnamento; lo è anche in un contesto normale, ma in questo contesto particolare si sa dove si sta andando, se ne è consapevoli, si va incontro al Passaggio vivendo ogni attimo come se fosse l’ultimo, senza sciupare letteralmente nulla, senza distruggere nulla, assaporando tutto ciò che si vede e si tocca.In questa maniera spezza il cerchio della sua esistenza aprendo i chakra a spirale, chiudendoli in cerchio e lasciandoli brillare sino a che esplodano di luce e di ombra tra le braccia dell’Infinito.
GUERRANTE SPIRITUALE 34/38
messaggio numero 352Guerrante Spirituale(parte trentaquattresima di trentotto) Almeno la metà degli esseri umani, una volta nella vita, ha provato ad affrontare il suo primo nemico naturale, la paura. Tre quarti di questa metà ha mollato, terrorizzata all’idea di essere ciò che è. Dell’esigua parte rimasta una porzione consistente non ha avuto di meglio da fare che allearsi col nemico, combattendo contro il proprio popolo, per il conseguimento del potere personale. Poche creature, in questa fetta di umanità, sono andate avanti, superando le fasi della vita senza scendere a compromessi, ma sono rimaste inchiodate poiché sole a combattere battaglie già perdute. Un numero ancora più piccolo si è unito, fregandosene delle regole dell’uomo, ma agendo in conformità a regole universali. In questa ristretta cerchia di persone, alcune nobili entità hanno pensato giusto, visto l’esito delle passate battaglie, di farsi conoscere senza farsi vedere, combattendo ad armi impari l’avversario, certi come pochi di poter vincere in grazia del loro credo e della loro celata presenza. Ciò accadeva molto tempo fa, in questo modo venne raggiunta una massa critica di persone, in questo modo la massa critica cambiò per sempre il tenore di vita di molti, senza che questi se ne rendessero conto e senza colpo ferire, in questo modo il pianeta ed i suoi abitanti vissero in una epoca davvero d’oro. Questo sino a che la massa di potenti messa da parte si stancò dell’equità che era stata offerta loro e nascosero la Verità, ovvero che l’umanità era prole della Matrice, con una propria scintilla che sarebbe fluita nuovamente nel ventre cosmico oppure che avrebbe viaggiato sul filo del pensiero sin dove questo poteva arrivare. L’avversario oscuro nuovamente il cielo, su richiesta stessa dell’umanità che in quel momento metteva in discussione l’equità, grazie alle manovre sopraffine dei potenti e le parti si invertirono nuovamente, il crescere era ridiventato stagnazione ed il lavoro fatto venne messo da parte e dimenticato, oppure nascosto agli occhi e alle mani dei potenti, in simboli che non poteva tradurre perché troppo complicati nella loro semplicità, anche per un cervello universale.Questo è quanto accadeva molto tempo fa, ma le cose da quel dì non sono affatto cambiate, con un piccolo particolare aggiunto: l’umanità si è accorta nuovamente della chiave nascosta, senza che nessuno glielo avesse indicato, poiché presente nella memoria.L’avversario è esistito da sempre, e la sua presenza in noi determina il nostro grado di saper crescere, quindi è un incentivo che abbiamo creato noi; disgraziatamente per noi abbiamo preso contatto con un multiverso simile alla energia dell’avversario, la quale energia trae nutrimento dalla nostra paura naturale, quella per l’ignoto e lo sconosciuto…di bene in meglio! Diremmo noi.Nonostante questo l’antica razza ci ha lasciato l’asso nella manica: ciò che ci dona il diritto alla protezione attiva è l’attitudine all’invasione di queste forze predatorie che nulla hanno a che fare con l’avversario, se non per la similitudine della loro energia; le forze predatorie si nutrono di paura mentre l’avversario è stato posto a sprono con ogni suo mezzo verso l’umanità.Nel destino di una persona guerrante c’è un punto di vista enorme, dato dalla possibilità di saper vedere le cose da un’altra angolazione, messa in atto da un incessante lavorio interiore, nel quale si ritrova la famosa chiave nascosta.Spirituàlia sa che potrà scendere burroni o scalare montagne, e prepararsi è la sottile differenza che separa il subire il proprio destino dal vivere il proprio destino, accettare la presenza di ciò che può benissimo non vedere, un ostacolo nel burrone, una roccia troppo friabile sul fianco della montagna, sono rischi che conosce e che accetta di correre. Sapersi preparare significa già oltrepassare i propri limiti e cadere in un contesto simile non è mai fallimento ma insegnamento; lo è anche in un contesto normale, ma in questo contesto particolare si sa dove si sta andando, se ne è consapevoli, si va incontro al Passaggio vivendo ogni attimo come se fosse l’ultimo, senza sciupare letteralmente nulla, senza distruggere nulla, assaporando tutto ciò che si vede e si tocca.In questa maniera spezza il cerchio della sua esistenza aprendo i chakra a spirale, chiudendoli in cerchio e lasciandoli brillare sino a che esplodano di luce e di ombra tra le braccia dell’Infinito.