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GUERRANTE SPIRITUALE 36/38


messaggio numero 366Guerrante Spirituale(parte trentaseiesima di trentotto) È il contegno di Spirituàlia, di fronte alle passioni e ai dolori propri e di altre persone, a portare avanti nella ricerca interiore e ad affrancare dagli attaccamenti morbosi. Ogni frammento di vita vissuta viene donato all’Aquila, l’entità che presiede il passaggio delle vite e dei ricordi, e da quel momento, gli attaccamenti e tutto ciò che riflette le divisioni non apparterranno più al campo di azione di Spirituàlia.Sublima l’atto del giudicare annullandolo, ottiene di essere nella obiettività tipica di chi è umile al punto di ascoltare chiunque con uno stesso piatto di bilancia, senza appunto scendere nell’atto di giudicare.La caratteristica principale di Spirituàlia è appunto questo famigerato distacco, scambiato spesso per cinismo, purtroppo molto spesso, mentre ad una osservazione attenta è quanto ci si può aspettare da chiunque, quando cedono i tranelli dell’ego, e non c’è verso di capire questa cosa, se non passandoci attraverso e vivendola, sino a capire e a guardare le suddette trappole, avendo già vissuto le prevaricazioni dell’ego.Di fatto il metro di giudizio umano si ferma poco prima della prima osservazione e raramente si spinge oltre, sino ad osservare veramente ed una seconda volta.Ancora più raro è cancellare le prime due osservazioni per arrivare ad un terzo fronte e più difficile ancora trovare una persona che abbia superato tutte le osservazioni fatte, senza aver giudicato nemmeno una volta.Applicare la regola della obiettività è arrivare a superare tutte le rappresentazioni dell’ego, quindi si arriva ad ascoltare il proprio istinto, senza dover scendere a paradossali compromessi per capire gli eventi e le persone che ci sono attorno.Quando si osserva normalmente una persona, un evento, un fatto o qualsiasi altra cosa, si tende a dare un qualsiasi giudizio, ma l’istinto non ha giudizi, soltanto osservazioni pure, e di questo si serve Spirituàlia, del puro istinto.In questa fase subentra la “guardia”, ovvero il distacco vero e proprio attuato da Spirituàlia nell’atto di osservare, e qualsiasi atto messo in moto in questo contesto è puramente istintuale, non posto con basi pratiche ma pragmatiche ed assolutamente infallibili; è come se una superconsapevolezza si accendesse di tanto in tanto, al di là della superconsapevolezza vera e propria, agendo da protettore, verso qualsiasi cosa venga osservata, ma senza spingere alla guardia intesa come mani poste avanti per paura, ma al contrario: è la protezione verso la parte osservata e non il contrario.Quando si agisce nella superconsapevolezza non esistono barriere e questo può essere un danno, verso coloro che non hanno nemmeno il ragguaglio della consapevolezza istintuale.Per questo motivo si pensa che chi si mette in “guardia” verso coloro che non conosce lo fa per proteggersi; è invero l’esatto contrario, ci si mette in guardia perché si è consapevoli di avere una persona che non ha difese verso la superconsapevolezza e verso il suo potere enorme.È ovvio che dopo una piccola conoscenza di ciò che si ha di fronte, sia che si tratti di persone, luoghi o fatti, questa superconsapevolezza rientra nel suo campo di azione e lascia a Spirituàlia il compito di interagire, conoscendo già tutto ciò che c’è da sapere; per fare un esempio esplicativo è come se un gigante si accingesse a toccare un fiore mai visto prima, sa che può danneggiarlo ma sa anche che questo può pungerlo, vista la mole di colui che lo accarezza, ma una volta che il gigante ha espresso la sua volontà di non intaccare la consapevolezza del fiore, questi si lascia accarezzare, mostrando quali sono le parti da non toccare, in pratica scopre tutti i suoi punti, in virtù della fiducia che il gigante gli ha donato.È questa la vera potenza espressa in maniera silenziosa da Spirituàlia, è il suo camminare senza fretta, sapendo che ciò che gli è di fronte può aprire le sue porte se osservato con la voglia di interagire senza sciupare e senza toccare, paradossalmente è quanto viene vissuto, al di là di ciò che significa vivere, altra parola snaturata del suo vero e più profondo significato.