Siracusa, l'Atene d'Occidente, una città sospesa tra l'azzurro del cielo e del mare, Siracusa la terra dei tiranni, dei poeti, della storia dell'arte, della musica e della cultura, Siracusa la città dei tragici. Eschilo, Sofocle ed Euripide almeno una volta nella loro vita la scelsero come tappa di un viaggio obbligato. Ci riportano indietro di migliaia di anni, in un atmosfera lontana, le tragedie greche che ogni anno animano la cavea del teatro greco. Quarantaduesimo ciclo di spettacoli tragici: quest'anno l'INDA- Istituto nazionale del dramma antico- ha scelto Euripide, le Troiane e l'Ecuba. Un tragediografo complesso che porta sulla scena i problemi di un' umanità sofferente e proprio per questo sempre attuale, Euripide visse negli anni della guerra del Peloponneso, la guerra fratricida che contrappose le "città sorelle" Sparta e Atene, e che si concluse con la distruzione di Atene.Tardo pomeriggio, non è ancora buio. Il sole crea delle increspature e degli effetti di colore particolari sulle pietre del teatro greco di Siracusa. Si alza il sipario. Al centro della scena, tra il coro diviso in due semicori, Poseidon, il potente Dio del mare dà tristemente l'addio a Troia, la sua città ormai in fiamme. Iniziano così Le Troiane, la tragedia che racconta del destino delle prigioniere della città di Priamo, dopo la vittoria degli Achei: ognuna assegnata ad un condottiero. Tra tutte Ecuba, la regina che ha visto morire il marito, i figli, Ettore, trascinato barbaramente dal carro di Achille intorno alle mura della città. E mentre Troia brucia, suo malgrado, dovrà seppellire il piccolo figlio di Ettore, Astianatte. Il regista dello spettacolo è Mario Gas. Lei, Ecuba, la protagonista è un'attrice bravissima, con un background straordinario Lucilla Morlacchi, che di teatro profuma da cima a fondo.Odora di legno e di cantinelle, odora di lapis appena temperato e di copioni coccolati, odora di cipria e di camerino tiepido, di lampadine arroventate davanti allo specchio. E' teatro lei: gli occhi lagunari ricordano la stanislavskiana Vera Kommissarzevskaja e la voce fermissima e intensa, il corpo coperto da un regale mantello viola, come richiede l'abito regale -lei è la regina di Troia- che tasta piano le pietre del Temenite, il colle a ridosso del quale si sviluppa il teatro siracusano, come un rabdomante e la zazzeretta grigioperla. E gli applausi alla fine dello spettacolo le bagnano il viso di lacrime. Eppure alle grandi platee lei è abituata. Ha recitato con i più grandi registi. E' stata una delle muse di Luigi Squarzina. Visconti la volle nel Gattopardo...Il fascino misterioso del teatro...E dopo Le Troiane stasera in scena l' Ecuba.
E A SIRACUSA RITORNANO LE TRAGEDIE GRECHE
Siracusa, l'Atene d'Occidente, una città sospesa tra l'azzurro del cielo e del mare, Siracusa la terra dei tiranni, dei poeti, della storia dell'arte, della musica e della cultura, Siracusa la città dei tragici. Eschilo, Sofocle ed Euripide almeno una volta nella loro vita la scelsero come tappa di un viaggio obbligato. Ci riportano indietro di migliaia di anni, in un atmosfera lontana, le tragedie greche che ogni anno animano la cavea del teatro greco. Quarantaduesimo ciclo di spettacoli tragici: quest'anno l'INDA- Istituto nazionale del dramma antico- ha scelto Euripide, le Troiane e l'Ecuba. Un tragediografo complesso che porta sulla scena i problemi di un' umanità sofferente e proprio per questo sempre attuale, Euripide visse negli anni della guerra del Peloponneso, la guerra fratricida che contrappose le "città sorelle" Sparta e Atene, e che si concluse con la distruzione di Atene.Tardo pomeriggio, non è ancora buio. Il sole crea delle increspature e degli effetti di colore particolari sulle pietre del teatro greco di Siracusa. Si alza il sipario. Al centro della scena, tra il coro diviso in due semicori, Poseidon, il potente Dio del mare dà tristemente l'addio a Troia, la sua città ormai in fiamme. Iniziano così Le Troiane, la tragedia che racconta del destino delle prigioniere della città di Priamo, dopo la vittoria degli Achei: ognuna assegnata ad un condottiero. Tra tutte Ecuba, la regina che ha visto morire il marito, i figli, Ettore, trascinato barbaramente dal carro di Achille intorno alle mura della città. E mentre Troia brucia, suo malgrado, dovrà seppellire il piccolo figlio di Ettore, Astianatte. Il regista dello spettacolo è Mario Gas. Lei, Ecuba, la protagonista è un'attrice bravissima, con un background straordinario Lucilla Morlacchi, che di teatro profuma da cima a fondo.Odora di legno e di cantinelle, odora di lapis appena temperato e di copioni coccolati, odora di cipria e di camerino tiepido, di lampadine arroventate davanti allo specchio. E' teatro lei: gli occhi lagunari ricordano la stanislavskiana Vera Kommissarzevskaja e la voce fermissima e intensa, il corpo coperto da un regale mantello viola, come richiede l'abito regale -lei è la regina di Troia- che tasta piano le pietre del Temenite, il colle a ridosso del quale si sviluppa il teatro siracusano, come un rabdomante e la zazzeretta grigioperla. E gli applausi alla fine dello spettacolo le bagnano il viso di lacrime. Eppure alle grandi platee lei è abituata. Ha recitato con i più grandi registi. E' stata una delle muse di Luigi Squarzina. Visconti la volle nel Gattopardo...Il fascino misterioso del teatro...E dopo Le Troiane stasera in scena l' Ecuba.