MARCA BUDAVARI

Riservatissima al signor Direttore


Gentile dottor Mollica,Le scrivo come spettatore occasionale della Sua rubrica “Do Re Ciak Gulp”, in cui Lei si occupa con sincera simpatia, forte anche dell’ironia insita nel Suo cognome, di recensire settimanalmente quanto accade di artistico in Italia. Le volevo fare i complimenti anzitutto per l’audacia della Sua “mission”, e in secondo luogo volevo porLe un quesito che mi sta particolarmente a cuore. Io non sono un esperto di arte, e quando cerco di comprare le riproduzioni di Magritte mi dicono che non hanno l’autorizzazione a venderne, quindi probabilmente questo mio status si protrarrà ancora per lungo tempo, ma seguendo la Sua trasmissione non ho potuto fare a meno di notare l’entusiasmo col quale presenta dischi, recensisce film o suggerisce libri. Un entusiasmo a dir poco contagioso. Al punto tale che, ancora orfano di Magritte, spinto dal Suo entusiasmo sono andato a controllare quanto viene proposto, che cosa si ascolta, si vede o si legge in Italia. E, lo confesso, per un attimo sono rimasto interdetto. Infatti, ho scoperto che attualmente i dischi più venduti in Italia sono “Papito” di Miguel Bosé, “Festivalbar 2007” compilation blu, “La finestra” , ultima fatica dei Negramaro che sono andati a registrare l’album negli States visto che, a quanto pare, il salento non è un cazzo rock and roll. Ragione in più per rimanere dov’erano nel loro caso, mi verrebbe da pensare. Scorro la classifica, e vedo alla nona posizione la “Wind Summer Collection 4”, alla posizione dodici “Hot Party estate 2007”, alla tredici i Finley che, se sono loro i sex symbol delle teenager(s) in Italia, non mi meraviglio più della deriva omosessuale femminile nel Belpaese e me ne sento anche un po’ meno colpevole. E li ringrazio sentitamente per questo. Solo per questo.Un quadro a tinte fosche, parrebbe. Ma magari, quella di fine luglio duemilaesette è stata una settimana sfortunata per la musica e i dati a mia disposizione non sono attendibili. Passo allora a visionare la classifica dei libri più venduti, e trovo in prima posizione l’ultimo Harry Potter, in settima posizione l’ultimo libro di Giorgio Faletti e in una immeritata ventesima posizione l’ultima fatica di Federico Moccia. Ultima in ordine cronologico e non in senso assoluto purtroppo, e situata in una immeritata ventesima posizione perché a parere di chi scrive qualsiasi numero attribuito in una qualsiasi classifica ad un qualsiasi libro di Federico Moccia che non sia formato da almeno quattro cifre è evidentemente un errore del Sistema. Ma sa, io sono un tipo un po’ presuntuoso. Magari anche nell’editoria hanno avuto sfortuna questa settimana, mi domando, perché sa, io sono anche un garantista. Mi spingo quindi a leggere la classifica degli incassi nella stagione 2006/2007 al botteghino in Italia, e vedo che al primo posto c’è “Natale a New York”, “Manuale d’Amore 2” figura al terzo e “Ho voglia di te” all’ottavo. E qui l’ipotesi della nefasta settimana luglica non regge più. Com’è possibile, mi sono chiesto. Eppure, quando guardo “Do Re Ciak Gulp” sento sempre commenti entusiasti, artisti straordinari, opere mirabili e commoventi…Che Faletti come scrittore possa commuovere posso anche crederci, ma forse noi due usiamo l’aggettivazione con una diversa accezione, dottor Mollica. Le chiedo quindi, in nome del Popolo Italiano, che mi arrogo il diritto a rappresentare con umiltà e con la presente…Dottor Mollica, ci faccia sapere quali cinema frequenta Lei! Ci dica quali sono i Suoi negozi di dischi, ci dia una dritta su dove si nascondano le librerie migliori, e lo faccia oggi stesso, La prego, o al pubblico più distratto, quello più sfortunato e sprovveduto, che va al cinema sotto casa, nella libreria di fianco al salumiere o nel negozio di dischi dirimpetto al fornaio, a tutta questa gente potrebbe persino venire il dubbio che in Italia di accadimenti artistici ce ne siano proprio pochi da recensire. E che, quando ci sono, ci siano proprio perché accadano. Colonna sonora, "Ballad of a Thin Man" Bob Dylan