Dopo vari post(s) tristi e lagrimosi, torniamo ad allietare quanti lo vorranno con liete novelle ed amene vicende di vita trascorsa, nemmeno troppo fa, spinti dall'oscillabilità del mio piccolo umore. Compito di biologia, quarta superiore. Fra un crossing over ed un apparato del Golgi, spunta la domanda "Cosa si intende per reagente limitante?".Brividi in sala. Nessuno ne aveva la più pallida idea. Del resto, la nostra insegnante non era nuova a questo tipo di performances, visto che in un altro compito ci chiese la definizione del rasoio di Occam. Ripeto, era un compito di biologia. Ed io non ho la faccia da Agassi.L'artista, lo dico per chi non fosse pratico d'arte, chiaramente anche nell'avversità più cupa tira fuori la classe, anche nella sconfitta indulge al guizzo, medita il lampo. Si poteva lasciare in bianco la risposta e rinunciare così ad un'occasione potenzialmente artistica? La domanda suona retorica.Così, visto che il pensiero di "reagente limitante", essendo già allora la mia una mente potenzialmente viziosa, corrotta e corruttibile, mi ricordava le diciture che si leggono sulle scatole dei preservativi, del tipo "ritardante", "stimolante", "esfoliante" e via dicendo, pensai che magari quello potesse essere un nuovo ritrovato della scienza, così, animato da spirito positivistico, scrissi: "dicesi reagente limitante quel tipo di contraccettivo che, pur limitando gli effetti indesiderati del coito, permette altresì una performance che ha una buona reazione fra un ammainamento della bandiera e la sua nuova estensione". Allora il concetto di periodo refrattario mi era ignoto, ma l'artista coglie, intuisce, carpisce e stordisce. Tanto è vero che il laconico commento dell'insegnante, vergato a lettere rosse, fu "(temo tu abbia le idee un po' confuse!)".Non ho mai scoperto cosa sia in realtà un reagente limitante. Non ho mai voluto infrangere il mito. Qualunque cosa sia infatti, non credo possa essere migliore di quello. E in fondo, il mio sogno sarebbe quello di trovarne magari un giorno sullo scaffale di una farmacia, acquistarne una confezione, portarli alla mia insegnante e sussurrarle mellifluamente: "Hate to say I told you so..."(nella foto, il compito in questione, gelosamente conservato, con in basso a destra il vermiglio commento, mentre in alto possiamo notare il voto, testimone di come l'Arte alla fine trovi sempre estimatori, anche nelle sue forme più sperimentali)Colonna sonora, "Sotto esame" Punkreas
Dicesi kibbutz
Dopo vari post(s) tristi e lagrimosi, torniamo ad allietare quanti lo vorranno con liete novelle ed amene vicende di vita trascorsa, nemmeno troppo fa, spinti dall'oscillabilità del mio piccolo umore. Compito di biologia, quarta superiore. Fra un crossing over ed un apparato del Golgi, spunta la domanda "Cosa si intende per reagente limitante?".Brividi in sala. Nessuno ne aveva la più pallida idea. Del resto, la nostra insegnante non era nuova a questo tipo di performances, visto che in un altro compito ci chiese la definizione del rasoio di Occam. Ripeto, era un compito di biologia. Ed io non ho la faccia da Agassi.L'artista, lo dico per chi non fosse pratico d'arte, chiaramente anche nell'avversità più cupa tira fuori la classe, anche nella sconfitta indulge al guizzo, medita il lampo. Si poteva lasciare in bianco la risposta e rinunciare così ad un'occasione potenzialmente artistica? La domanda suona retorica.Così, visto che il pensiero di "reagente limitante", essendo già allora la mia una mente potenzialmente viziosa, corrotta e corruttibile, mi ricordava le diciture che si leggono sulle scatole dei preservativi, del tipo "ritardante", "stimolante", "esfoliante" e via dicendo, pensai che magari quello potesse essere un nuovo ritrovato della scienza, così, animato da spirito positivistico, scrissi: "dicesi reagente limitante quel tipo di contraccettivo che, pur limitando gli effetti indesiderati del coito, permette altresì una performance che ha una buona reazione fra un ammainamento della bandiera e la sua nuova estensione". Allora il concetto di periodo refrattario mi era ignoto, ma l'artista coglie, intuisce, carpisce e stordisce. Tanto è vero che il laconico commento dell'insegnante, vergato a lettere rosse, fu "(temo tu abbia le idee un po' confuse!)".Non ho mai scoperto cosa sia in realtà un reagente limitante. Non ho mai voluto infrangere il mito. Qualunque cosa sia infatti, non credo possa essere migliore di quello. E in fondo, il mio sogno sarebbe quello di trovarne magari un giorno sullo scaffale di una farmacia, acquistarne una confezione, portarli alla mia insegnante e sussurrarle mellifluamente: "Hate to say I told you so..."(nella foto, il compito in questione, gelosamente conservato, con in basso a destra il vermiglio commento, mentre in alto possiamo notare il voto, testimone di come l'Arte alla fine trovi sempre estimatori, anche nelle sue forme più sperimentali)Colonna sonora, "Sotto esame" Punkreas