Emiliano si fa le sigarette col drum e una scatola di latta, perché ha pochi soldi da spendere per intossicarsi i polmoni. Emiliano ha fatto di un intercalare uno stile, e di uno stile un’arma di seduzione. Emiliano si innamora quattro volte al giorno, quando non è a bestemmiare davanti al Macintosh. Per fortuna dell'anima sua, il Macintosh non si pianta davvero mai. Emiliano guida di giorno, di notte, più spesso di giorno e di notte, e poi ancora il giorno e la notte dopo, non dorme da cinquanta ore e ti dice comunque che no, tanto stanco non si sente, certo se gli levassero quei conigli gialli dal cruscotto forse la strada la vedrebbe un po’ meglio. Emiliano ha vinto il premio tristezza per due anni di fila. Ed ha partecipato a due sole edizioni. Emiliano mangia panini col lampredotto, sale pepe e ammollo, perché non c’è mangiare migliore di quello, e un artista non si sa mai a che ora mangi, se mangia. Emiliano quando guarda l’estratto conto si mette a ridere, poi piange, poi ride e compra tremila euro di materiale corrompendo Daniele, quando in realtà era entrato nel negozio solo perché gli serviva un riduttore femmina. Perché Emiliano di fronte a una Donna non capisce più nulla. Poi esci, e Emiliano ti paga anche la cauzione, se per una sera esageri. Emiliano per meno di 24 mesi di rate una vetrina non la guarda nemmeno. Emiliano dice che i soldi verranno, che un giorno potrà permettersi di dare trecento euro in mano a due muratori per non trapanare il muro quando gira gli interni con l’audio in presa diretta. Emiliano tifa Atalanta, ufficialmente per via di Caniggia, ma in realtà è che l’artista non resiste al fascino della dea, e se vede Ferreira Pinto in campo si incazza, ché Ferreira Pinto non è buono né sulla fascia né per la mitologia. Emiliano ama le carpe, anche se per ora con la canna nuova non ne ha presa nemmeno una. E’ colpa del mais aromatizzato, lo fanno apposta per le carpe, solo che nessuno si è preso la briga di spiegarglielo. Ma tanto, prima o poi, il vettino si piega. Emiliano scriveva poesie quando qualcuno rideva. Emiliano continua a scrivere, e di quelli che ridevano qualcuno adesso è a inscatolare bottiglie, e ride appena un po’ meno. Emiliano dice che per fare Arte serve chi carichi la macchina la mattina e la scarichi la sera, ché di quegli artisti lì non ce n’è mai abbastanza. Emiliano però, attenzione, lo dice che ora la smette di fare i film, sul serio, perché le cassette gli costano troppo, appena finisce quelle che ha comprato smette, davvero. Emiliano mi ha fatto amare Moretti e mi ha insegnato che cos’è uno stativo, e quanto sia diverso il tappo di una telecamera dalla piastra della stessa. E un po’ diversi lo sono davvero. Emiliano sono anni che non fa una vacanza, perché tanto lui non lavora. Emiliano cerca di convincere il suo commercialista a fargli pagare più tasse, e quello si offende. Emiliano ha avuto donne straordinarie e bellissime, ma a sentir lui è stata tutta fortuna. Emiliano si fa chiamare zingaro, ma è uno zingaro di lusso e lo sa. Emiliano ha bisogno di incontrare una ragazza che faccia l’assicuratrice, e che magari venda anche dello scotch carta per arrotondare, perché senza lo scotch carta non si esce nemmeno dal garage. Emiliano si fa mille e duecento chilometri per fare uno spettacolo teatrale per la gloria et amore dei, in cui in una sala male illuminata ci saranno dieci persone, e si dice che quella è davvero l’ultima volta, fino alla prossima. Emiliano ci ha provato a pagare la benzina con la gloria, ma gli hanno detto di ripassare domani.Domani Emiliano avrà trent’anni. Forse li passerà scrivendo una sceneggiatura che lo ha preso per il collo, e forse sarà un po’ triste, perché non lo sa se a trent’anni si può ancora pensare a quanto era bello il subbuteo e le sigarette nascoste dietro al vaso dei vicini. E davvero non lo sa se a trent’anni si può già sentirsi uomini ma non ancora adulti, e senza alcuna fretta di esserlo. E non lo so nemmeno io. Ma so che è uno dei migliori amici che ho. E non è il solo. E ogni tanto, quando non sono troppo impegnato a scansare lo specchio, perfino me ne accorgo.Colonna sonora, "Gli amici" Francesco Guccini
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Emiliano si fa le sigarette col drum e una scatola di latta, perché ha pochi soldi da spendere per intossicarsi i polmoni. Emiliano ha fatto di un intercalare uno stile, e di uno stile un’arma di seduzione. Emiliano si innamora quattro volte al giorno, quando non è a bestemmiare davanti al Macintosh. Per fortuna dell'anima sua, il Macintosh non si pianta davvero mai. Emiliano guida di giorno, di notte, più spesso di giorno e di notte, e poi ancora il giorno e la notte dopo, non dorme da cinquanta ore e ti dice comunque che no, tanto stanco non si sente, certo se gli levassero quei conigli gialli dal cruscotto forse la strada la vedrebbe un po’ meglio. Emiliano ha vinto il premio tristezza per due anni di fila. Ed ha partecipato a due sole edizioni. Emiliano mangia panini col lampredotto, sale pepe e ammollo, perché non c’è mangiare migliore di quello, e un artista non si sa mai a che ora mangi, se mangia. Emiliano quando guarda l’estratto conto si mette a ridere, poi piange, poi ride e compra tremila euro di materiale corrompendo Daniele, quando in realtà era entrato nel negozio solo perché gli serviva un riduttore femmina. Perché Emiliano di fronte a una Donna non capisce più nulla. Poi esci, e Emiliano ti paga anche la cauzione, se per una sera esageri. Emiliano per meno di 24 mesi di rate una vetrina non la guarda nemmeno. Emiliano dice che i soldi verranno, che un giorno potrà permettersi di dare trecento euro in mano a due muratori per non trapanare il muro quando gira gli interni con l’audio in presa diretta. Emiliano tifa Atalanta, ufficialmente per via di Caniggia, ma in realtà è che l’artista non resiste al fascino della dea, e se vede Ferreira Pinto in campo si incazza, ché Ferreira Pinto non è buono né sulla fascia né per la mitologia. Emiliano ama le carpe, anche se per ora con la canna nuova non ne ha presa nemmeno una. E’ colpa del mais aromatizzato, lo fanno apposta per le carpe, solo che nessuno si è preso la briga di spiegarglielo. Ma tanto, prima o poi, il vettino si piega. Emiliano scriveva poesie quando qualcuno rideva. Emiliano continua a scrivere, e di quelli che ridevano qualcuno adesso è a inscatolare bottiglie, e ride appena un po’ meno. Emiliano dice che per fare Arte serve chi carichi la macchina la mattina e la scarichi la sera, ché di quegli artisti lì non ce n’è mai abbastanza. Emiliano però, attenzione, lo dice che ora la smette di fare i film, sul serio, perché le cassette gli costano troppo, appena finisce quelle che ha comprato smette, davvero. Emiliano mi ha fatto amare Moretti e mi ha insegnato che cos’è uno stativo, e quanto sia diverso il tappo di una telecamera dalla piastra della stessa. E un po’ diversi lo sono davvero. Emiliano sono anni che non fa una vacanza, perché tanto lui non lavora. Emiliano cerca di convincere il suo commercialista a fargli pagare più tasse, e quello si offende. Emiliano ha avuto donne straordinarie e bellissime, ma a sentir lui è stata tutta fortuna. Emiliano si fa chiamare zingaro, ma è uno zingaro di lusso e lo sa. Emiliano ha bisogno di incontrare una ragazza che faccia l’assicuratrice, e che magari venda anche dello scotch carta per arrotondare, perché senza lo scotch carta non si esce nemmeno dal garage. Emiliano si fa mille e duecento chilometri per fare uno spettacolo teatrale per la gloria et amore dei, in cui in una sala male illuminata ci saranno dieci persone, e si dice che quella è davvero l’ultima volta, fino alla prossima. Emiliano ci ha provato a pagare la benzina con la gloria, ma gli hanno detto di ripassare domani.Domani Emiliano avrà trent’anni. Forse li passerà scrivendo una sceneggiatura che lo ha preso per il collo, e forse sarà un po’ triste, perché non lo sa se a trent’anni si può ancora pensare a quanto era bello il subbuteo e le sigarette nascoste dietro al vaso dei vicini. E davvero non lo sa se a trent’anni si può già sentirsi uomini ma non ancora adulti, e senza alcuna fretta di esserlo. E non lo so nemmeno io. Ma so che è uno dei migliori amici che ho. E non è il solo. E ogni tanto, quando non sono troppo impegnato a scansare lo specchio, perfino me ne accorgo.Colonna sonora, "Gli amici" Francesco Guccini