La Chiesa interviene nel dibattito sull'eutanasia dicendo che un paziente in stato vegetativo deve essere alimentato anche con mezzi artificiali perché resta una persona con la sua dignità fondamentale.Verrebbe da chiedersi anzitutto dove sia questo dibattito sull'eutanasia, se magari qualcuno più informato di me ne ha sentito ultimamente parlare me ne faccia menzione, a meno che non si consideri il dibattito aperto quando la Chiesa parla e lo stesso dibattito chiuso quando questa finisce di parlare. Curioso concetto di dibattito, specie per chi non ami il relativismo: forse in Vaticano conoscono a memoria il Pentateuco ma ignorano le definizioni più elementari della lingua italiana. Sempre che, beninteso, non si preferisca parlare di dibattito solo perché ingerenza è una parola che suona un po' troppo stonata alle orecchie scudocrociate. Perché fare ingerenze è sbagliato, partecipare a un dibattito è lecito. E se il dibattito non esiste? "Tu fatti i cazzi toi", ti rispondono.Il caso vuole che abbia a portata di mano un dizionario. Non perché a differenza del Vaticano conosca la lingua italiana, sia chiaro. Lo faccio per darmi un tono. Vediamo cosa dice alla voce "dignità". "Rispetto che l'uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve sentire nei confronti di se stesso e tradurre in un comportamento e in un contegno adeguati". Bene. Personalmente, ma resta un'opinione, non sentirei molto rispetto nei miei confronti se fossi inchiodato in un letto, nutrito attraverso un sondino e attaccato a un ventilatore, senza poter parlare né muovermi, ma col corpo cosparso di piaghe da decubito, pisciando in un catetere e cagandomi addosso E fossi costretto a restare in questo stato, pur non volendolo, perché qualcun altro ha deciso che questo sia giusto per me. Se mi trovassi in una situazione analoga, senza nessuna possibilità di guarigione, soffrendo e facendo soffrire le persone che ho attorno magari per anni, se potessi mi darei un colpo in testa, per tornare ad un tema a me caro. Non potendolo fare, mi augurerei di poter scegliere, in nome di quel famoso rispetto che dovrebbe essermi riconosciuto, di poter raggiungere lo stesso scopo se non con mezzi altrettanto spettacolari quantomeno equivalenti nel risultato. Io preferirei morire. Magari qualcun altro preferirebbe vivere. E anche questo andrebbe rispettato. E certo essendo qualcosa di così delicato andrebbe adeguatamente regolamentato. Ma perché non devo avere la possibilità di scegliere? Perché deve aver più voce in capitolo la voce di una Istituzione nella quale non credo piuttosto che la mia opinione? Trattandosi della mia vita, penso che un minimo in considerazione la mia parola andrebbe tenuta. Invece la Chiesa non solo non vuole farti parlare. Si incazza pure se alzi la mano. E'buffo. Mentre l'Umanità tutta insegue la felicità, in vari modi e con alterne fortune, la Chiesa insegue una Dottrina. E pretende che chiunque altro la segua (ricordando in questo la copertina del disco dei Korn "Follow the leader"). In base a quale diritto, di grazia? Perché loro hanno la Verità. Si guardano bene dal mostrarla, affinché tutti gli atei possano ravvedersi, o almeno rendersi conto di star sbagliando. Difatti "beati coloro che pur non vedendo crederanno". Curioso il fatto che San Tommaso, pur avendo vissuto accanto a Gesù, non abbia creduto finché non ha messo la mano nel costato. Ed è stato fatto santo. Molti di noi magari non ambiscono alla santità, non chiedono tanto, ma una sbirciatina a questo costato forse qualcuno potrebbe anche farcela dare.La mancanza di ragionevolezza della Chiesa, il suo assoluto distacco dalla realtà non stupiscono: condannano alla masturbazione, nel migliore dei casi, i preti, perché così fanno anticamera per il Paradiso, quando saranno asessuati, per combattere l'AIDS consigliano l'astinenza sessuale, un po' come suggerire ad un pesce che non voglia finire infilzato ad un amo di farsi mangiare da uno squalo, e pare che prossimamente proporranno la loro ricetta contro lo scioglimento dei ghiacci: ogni venerdì ciascun buon cristiano si dovrà recare sulla costa più vicina e scaraventare in mare otto chili di Calippi pro capite, prevenendo così non solo l'innalzamento degli oceani, ma anche la pericolosa diffusione di un dubbio gelato dall'inequivocabile forma fallica e che richiama pratiche fallatie e fallaci.In fondo, che te ne fai della ragionevolezza e perfino della realtà stessa, quando hai la Verità? E poi non è vero che loro sono reazionariamente proibizionisti. Sono a favore dell'utilizzo della ragione, per esempio. Ma detestano il relativismo. Insomma, evviva la ragione, finché la pensi come noi. E'interessante come filosofia, non mi meraviglio faccia proseliti. La presunzione è probabilmente ciò che più mi rende detestabile il cattolico oltranzista. Il cattolico non ammette che la sua sia un'opinione al pari della tua. Del resto, altrimenti non si chiamerebbe fede. Lui ha ragione, tu no, quindi lui è migliore di te, e tu se vuoi essere al suo pari devi diventare come lui. Inutile parlarci, argomentare, confrontarsi. Rimbalzerete contro un muro di gomma eretto da ciechi che si sono strappati via gli occhi per non veder cadere in frantumi il loro grazioso ma fragilissimo teorema. Apprezzerei in maniera viscerale il credente che, abbandonata la corazza di egoismo, presunzione e cecità autoindotta mi dica "io posso aver torto quanto te, ma il pensare che esista un dio mi fa vivere meglio". Peccato non ne abbia mai sentito neanche uno parlare in questi termini. Magari in futuro sarò più fortunato. Aspetto con ansia il prossimo dibattito.Colonna sonora, "Affacciati affacciati" Edoardo Bennato
Religione catodica
La Chiesa interviene nel dibattito sull'eutanasia dicendo che un paziente in stato vegetativo deve essere alimentato anche con mezzi artificiali perché resta una persona con la sua dignità fondamentale.Verrebbe da chiedersi anzitutto dove sia questo dibattito sull'eutanasia, se magari qualcuno più informato di me ne ha sentito ultimamente parlare me ne faccia menzione, a meno che non si consideri il dibattito aperto quando la Chiesa parla e lo stesso dibattito chiuso quando questa finisce di parlare. Curioso concetto di dibattito, specie per chi non ami il relativismo: forse in Vaticano conoscono a memoria il Pentateuco ma ignorano le definizioni più elementari della lingua italiana. Sempre che, beninteso, non si preferisca parlare di dibattito solo perché ingerenza è una parola che suona un po' troppo stonata alle orecchie scudocrociate. Perché fare ingerenze è sbagliato, partecipare a un dibattito è lecito. E se il dibattito non esiste? "Tu fatti i cazzi toi", ti rispondono.Il caso vuole che abbia a portata di mano un dizionario. Non perché a differenza del Vaticano conosca la lingua italiana, sia chiaro. Lo faccio per darmi un tono. Vediamo cosa dice alla voce "dignità". "Rispetto che l'uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve sentire nei confronti di se stesso e tradurre in un comportamento e in un contegno adeguati". Bene. Personalmente, ma resta un'opinione, non sentirei molto rispetto nei miei confronti se fossi inchiodato in un letto, nutrito attraverso un sondino e attaccato a un ventilatore, senza poter parlare né muovermi, ma col corpo cosparso di piaghe da decubito, pisciando in un catetere e cagandomi addosso E fossi costretto a restare in questo stato, pur non volendolo, perché qualcun altro ha deciso che questo sia giusto per me. Se mi trovassi in una situazione analoga, senza nessuna possibilità di guarigione, soffrendo e facendo soffrire le persone che ho attorno magari per anni, se potessi mi darei un colpo in testa, per tornare ad un tema a me caro. Non potendolo fare, mi augurerei di poter scegliere, in nome di quel famoso rispetto che dovrebbe essermi riconosciuto, di poter raggiungere lo stesso scopo se non con mezzi altrettanto spettacolari quantomeno equivalenti nel risultato. Io preferirei morire. Magari qualcun altro preferirebbe vivere. E anche questo andrebbe rispettato. E certo essendo qualcosa di così delicato andrebbe adeguatamente regolamentato. Ma perché non devo avere la possibilità di scegliere? Perché deve aver più voce in capitolo la voce di una Istituzione nella quale non credo piuttosto che la mia opinione? Trattandosi della mia vita, penso che un minimo in considerazione la mia parola andrebbe tenuta. Invece la Chiesa non solo non vuole farti parlare. Si incazza pure se alzi la mano. E'buffo. Mentre l'Umanità tutta insegue la felicità, in vari modi e con alterne fortune, la Chiesa insegue una Dottrina. E pretende che chiunque altro la segua (ricordando in questo la copertina del disco dei Korn "Follow the leader"). In base a quale diritto, di grazia? Perché loro hanno la Verità. Si guardano bene dal mostrarla, affinché tutti gli atei possano ravvedersi, o almeno rendersi conto di star sbagliando. Difatti "beati coloro che pur non vedendo crederanno". Curioso il fatto che San Tommaso, pur avendo vissuto accanto a Gesù, non abbia creduto finché non ha messo la mano nel costato. Ed è stato fatto santo. Molti di noi magari non ambiscono alla santità, non chiedono tanto, ma una sbirciatina a questo costato forse qualcuno potrebbe anche farcela dare.La mancanza di ragionevolezza della Chiesa, il suo assoluto distacco dalla realtà non stupiscono: condannano alla masturbazione, nel migliore dei casi, i preti, perché così fanno anticamera per il Paradiso, quando saranno asessuati, per combattere l'AIDS consigliano l'astinenza sessuale, un po' come suggerire ad un pesce che non voglia finire infilzato ad un amo di farsi mangiare da uno squalo, e pare che prossimamente proporranno la loro ricetta contro lo scioglimento dei ghiacci: ogni venerdì ciascun buon cristiano si dovrà recare sulla costa più vicina e scaraventare in mare otto chili di Calippi pro capite, prevenendo così non solo l'innalzamento degli oceani, ma anche la pericolosa diffusione di un dubbio gelato dall'inequivocabile forma fallica e che richiama pratiche fallatie e fallaci.In fondo, che te ne fai della ragionevolezza e perfino della realtà stessa, quando hai la Verità? E poi non è vero che loro sono reazionariamente proibizionisti. Sono a favore dell'utilizzo della ragione, per esempio. Ma detestano il relativismo. Insomma, evviva la ragione, finché la pensi come noi. E'interessante come filosofia, non mi meraviglio faccia proseliti. La presunzione è probabilmente ciò che più mi rende detestabile il cattolico oltranzista. Il cattolico non ammette che la sua sia un'opinione al pari della tua. Del resto, altrimenti non si chiamerebbe fede. Lui ha ragione, tu no, quindi lui è migliore di te, e tu se vuoi essere al suo pari devi diventare come lui. Inutile parlarci, argomentare, confrontarsi. Rimbalzerete contro un muro di gomma eretto da ciechi che si sono strappati via gli occhi per non veder cadere in frantumi il loro grazioso ma fragilissimo teorema. Apprezzerei in maniera viscerale il credente che, abbandonata la corazza di egoismo, presunzione e cecità autoindotta mi dica "io posso aver torto quanto te, ma il pensare che esista un dio mi fa vivere meglio". Peccato non ne abbia mai sentito neanche uno parlare in questi termini. Magari in futuro sarò più fortunato. Aspetto con ansia il prossimo dibattito.Colonna sonora, "Affacciati affacciati" Edoardo Bennato