MARCA BUDAVARI

Sparagli a Piero!


Vorrei fare un po' di chiarezza su alcune voci imprecise e imprecisate sentite e lette in giro negli ultimi tempi, a proposito della famosa riforma sull'editoria che dovrebbe limitare l'uso dei blog, almeno così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi. Non so chi le abbia messe in giro: "sarà stata la fatina buona del cazzo". Fermo restando che le mie talpe a Palazzo Madama mi hanno sussurrato, compatibilmente con le possibilità di una talpa, che alla fine la legge non si farà, vorrei comunque correggere chi faceva della miope dietrologia, sostenendo come in realtà detto disegno di legge fosse stato concepito col preciso scopo di colpire Beppe Grillo. Nulla di più sbagliato.Tale disegno di legge era stato concepito per colpire me.Me, che non distinguo i cartelli stradali ma che vedo cose che voi umani non potete nemmeno immaginare, di cui peraltro gli elefanti rosa di Dumbo nel Rorschach non sono che un pallido esempio.Me, che in terza elementare pensavo gli agenti atmosferici fossero tecnici specializzati nell'andare a prendere a scalpellate le Alpi Cozie.Me, che mi commuovevo di fronte agli spazzacamini di Mary Poppins.Sono io il pericolo, miei cari. Non ditemi che non lo avevate intuito. La mia spiccata sensibilità, che si contrappone al bieco materialismo maschilista e mondano, la passione per i Rage Against the Machine e il fatto che conosca la barzelletta del piccolo Jhonny fanno di me un individuo pericoloso e temibile, da sgozzare prima che i suoi denti veleniferi si piantino nelle carni pregiate del Jet Set. E io adoro piantare i denti nella carne. Sono un carnivoro per gusto, non per necessità. "Mordo i cani come me, e sento di non essere colpevole". So scrivere e pensare. So non pensare, "per quanto è indubbio che non pensare è pensare". Inciampo e non me ne vergogno, amo e non lo grido. Spendo senza chiedere mutui, il mio "5+" usciva solo dopo i compiti di matematica, non soffio sulle candeline, sotto al mio albero di Natale c'è la logora tristezza delle feste nate dai calendari, non sono mai stato in settimana bianca e non mi tira la "neve", non ho mai parcheggiato all'Ikea né ho mai annebbiato i finestrini con una puttana, pur avendone incrociate talune per vocazione, talvolta. Sono una cazzo di mina esile e vagante senza nome e cartellino. Niente codice a barre, né partita I.V.A. Schiaccio le paure al posto di brufoli e pisolini. Mi spezzo ma non mi spiego. Ecco perché la prossima campana, quella suonerà per me.Colonna sonora, "You think I ain't worth a dollar, but I feel like a millionaire" Queens of the Stone Age