MARCA BUDAVARI

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Siamo due rette parallele tu ed io, ormai. Destinate a non incontrarsi mai davvero. Una volta non eri così. Te lo ricordi, vero? E'stato molto tempo fa. Prima che tu sparissi, senza un vero motivo, senza che in fondo ne sia necessario uno. Così è la vita. Ma non si può tornare dal nulla, dopo che per nulla sei sparito, e far finta di niente, cercare di rattoppare le assenze con i silenzi, o dicendo magari "te lo ricordi, vero?". Eccome se me lo ricordo. E tu, te lo ricordi, com'eri e come sei?Pensi di fare delle scelte, nella tua vita, ma mi chiedo quanto sia davvero così. Ti hanno educato in un certo modo, fin da piccolo, casa, famiglia, chiesa. Tu e gli altri. E infatti, guardacaso questo siete: casa, famiglia, chiesa. Non hai ancora un bambino, ma solo perché sei giovane. Toccherà anche a te. E magari ne sarai contento, e magari ti farà felice, questo, la casa, la famiglia e la chiesa. Perché no. In fondo, ti hanno insegnato che la felicità la si possa trovare solo lì. Ma davvero sei sicuro di essere stato tu a scegliere tutto questo? Non ti viene mai il dubbio, il sospetto, che di fatto il modo in cui ti hanno cresciuto, educato, condotto, ti abbia spinto verso l'unica via possibile, l'unica che ti hanno mostrato, a te e a quelli che hanno cresciuto, educato, condotto prima di te? Il dubbio, il sospetto...Mi rendo conto di chiedere forse troppo a un cattolico. Io rispetto chi ha fede. Non la condivido, ma sono convinto viva meglio di me. Due cose però non mi piacciono. Chi non rispetti il mio agnosticismo, e il cattolico troppo spesso, in quanto tale, si sente un privilegiato, una spanna sopra a te solo perché si cava gli occhi e se li sbatte sotto la suola delle scarpe, e chi in nome della fede prende la sua testa, la butta nel cesso e tira l'acqua. E' uno spreco di testa e di acqua. E questo, scusami, non posso sopportarlo. Specie quando la testa è una testa che vale.Tu hai sempre avuto fede. E credo tu possa essermi testimone di quanto l'abbia sempre rispettato. In fondo ce l'ho avuta anch'io. Ma anche questo è stato molto tempo fa. Niente di male. Mi concederai che le nostre siano state vite piuttosto diverse. Fossi stato al mio posto, forse quello senza fede adesso saresti tu. Ma non divaghiamo. Tu hai sempre avuto fede. Ma una volta avevi anche una testa. Una testa matta forse alle volte, ma pur sempre una testa. E ben funzionante, quando voleva esserla, come è giusto che sia. Ce l'avevi, e la usavi. E vivevi così come ti sembrava giusto. Come sembrava giusto a te. Non alla casa, né alla famiglia o alla chiesa, non come sembra giusto alla prima lettura della Liturgia di oggi. Perché per vivere pienamente non c'è un solo modo, come ti dicono loro. Hai mai sentito un venditore di sapone dirti che il suo non è quello che sbianca meglio? C'è forse uno shampoo migliore di quello di cui stai guardando la pubblicità in questo momento? Eppure, quanti ce ne sono? Il che non significa che, qualora lo si voglia, la prima lettura della Liturgia di oggi non la si debba ascoltare, che non ci si debba riflettere. Ma a me, comico spaventato guerriero, sembra che da tanto, troppo tempo, tu quella testa non ce l'abbia più: è lì che galleggia nel cesso. Se alzi la tavoletta, sta ancora là. A me sembra che tu abbia barattato la tua testa per la fede, e che non ragioni più, ma semplicemente applichi, o provi ad applicare, quello che dice la prima lettura della Liturgia. E, questa è la mia paura, non te lo chiedi più nemmeno tanto cosa voglia dire, non te lo chiedi più nemmeno tanto perché alla prima lettura della Liturgia il libro di Giobbe non ci sia mai. Dura consolarsi col libro di Giobbe. Dura spiegarlo alla gente. Io non ho maestri di vita. E'la vita la maestra, per me. E se qualcuno che non sia sotto effetto di droghe pesanti o certificatamente neurolabile mi venisse a dire: "sì, magari scrivi anche delle cose interessanti, ma principalmente lo fai per autocompiacimento. Quando sarai maturo, smetterai" gli darei una pacca sulla spalla e sorridendo gli direi: "Resta dentro, ché qua fuori è un brutto mondo".Ma davvero non ti rendi conto di quanto suoni grottesca e mostruosa una frase del genere? Cioè, tu credi (pardon, il tuo Maestro di Vita, evidentemente assiduo auditore di letture Liturgiche, ma magari mentre parlava era sotto MDMA, o ha il Q.I. della maniglia di una porta, nel qual caso mi scuso peché rientra a pieno diritto nelle categorie eccettuali di cui sopra) pensi che Dalì, Mozart o Nureyev quando sbarcavano il lunario non avessero dell'autocompiacimento? Ma io spero venissero nelle mutande ogni cinque minuti, ringraziando la spermatogenesi. Mi preoccuperei del contrario. Forse che l'Umanità dovrebbe essere loro meno grata per quello che hanno fatto, perché in quanto esseri umani si sono compiaciuti dei geni che erano? Non dimenticare che il Padre offre vita eterna a contemplazione del suo volto luminoso, tutti in ginocchio diligentemente sotto forma di anime asessuate...E questo non è autocompiacimento e presunzione? E se io per l'eternità avessi voglia di scopare come la mettiamo? E se al volto di Dio preferissi quello di Camilla? Saranno fatti miei, ti pare? Metti che io sia masochista e sia scampato a Gomorra, tutto può essere...E comunque, dei pascoli erbosi e delle acque tranquille ne riparleremo agli squilli di tromba, eventualmente, intanto mi pare che il Flauto Magico sia lì già da qualche annetto. In tutta franchezza, per essere Onnipotente il Padre almeno con me, con tutti quelli che sono in un reparto di oncologia, con tutti quelli che stanno morendo di qualche cazzo di malattia o di fame più altri du o tre che non se la passano troppo bene non è che si sia mostrato tanto munificio. E insomma, fra loro ci sarà pure qualche timorato di Dio. Ma lì è meglio non guardare, non credi? Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, mentre il cattolico, forse perché irrorato da eburnea luce, i coperchi dove stanno lo sa benissimo.Vorresti forse rinnegare la tua umanità? E in nome di cosa, poi? Ti sembra naturale, normale, giusto, auspicabile? Il fatto che se qualcosa che fai ti sembra venuta bene tu te ne compiaccia, ebbene, cosa c'è di male? Lascia fare che la superbia è peccato, alzala quella cazzo di tavoletta e dimmi: per quale fottutissimo motivo di merda scrivere come qualsiasi altra cosa, fosse anche per autocompiacimento, dovrebbe essere sbagliato, dovrebbe essere un male o proprio di una persona immatura? Se poi per matura intendiamo ingrigita, irrigimentata ed acritica parliamone, il mio Devoto Oli immagino declini la definizione in maniera appena diversa, ma del resto si tratta solo di un sostantivo.Voglio dire, che te ne fai di un sostantivo quando hai il Verbo, la Verità, il cristallo da mettere in tasca?Mi fa veramente incazzare leggerti così acritico, monodirezionale. Pensi quello che ti hanno insegnato a pensare, fai quello che ti hanno detto essere giusto, e che ti inculcano periodicamente di nuovo per impedire che la tua natura salti fuori e vada a riattaccarsi quella testa sul collo. Perfino quello che scrivi, le metafore che usi non sono farina del tuo sacco, ma solo stramaledetta crusca cartacarbonata.Ma in cambio della medicina amara, si sa, ogni buona fatina promette dello zucchero. Pensi che sia stata la tua salvezza, la vita che hai fatto negli ultimi anni. A guardarla da qui, assomiglia di più alla gogna che ti hanno confezionato sapientemente fin da quando eri piccolo. Mi piacerebbe vederti credente ma anche raziocinante, così come eri, e scusami se sono tanto duro, ma certi discorsi che fai di raziocinante credo abbiano davvero poco. E il fatto che tu non te ne renda conto, di tutto questo, è inquietante, davvero molto. Una volta non eri così. Davvero no. Te lo ricordi, vero? Eri il mio migliore amico. E il tuo cesso era vuoto.Colonna sonora, "Personal Jesus" Depeche Mode