Sono triste perché so che nessuno legge il mio blog solo perché coltiva in segreto la speranza di farmisi, il che limiterà sempre il mio bacino d'utenza ad una minoranza di persone senza alcuna propensione sessuale verso il sottoscritto. A volte essere uomini è triste.Sono triste perché ho sentito l'ultima trovata del Ministero della Salute per combattere l'abuso di alcool da parte dei giovani: uno spot rap via radio, uno stile giovane, per i giovani, cantato da giovani con un testo giovane. Una vera martellata nelle palle, per chi le ha. Lo dicevo io che essere uomini a volte è davvero triste. Auguro miglior fortuna al Ministero nelle campagne contro l'AIDS, giacché dubito che quest'ultima trovata riesca a fare molta presa. Mi permetterei di suggerire, a tal proposito, di parlare del fatto che l'AIDS si trasmette anche attraverso i rapporti orali uomo/donna, donna/uomo, uomo/uomo, donna/donna: far passare il preservativo come una panacea non solo rischia di essere lacunosa come informazione ma denuncia anche una visione della vita sessuale umana come mera copulazione stantuffica. Sono triste perché ho finito le palline di polistirolo da colorare. E sì che erano cento. E sì che "alle volte s'era anche mille".Sono triste perché la mia poesia non ha vinto, non si è piazzata, non ha ricevuto né una segnalazione né una menzione di merito. Sono triste perché sono troppo presuntuoso per accettare l'idea che possa esserci così tanta gente che abbia scritto qualcosa meglio di me. Sono triste perché ho troppi pochi soldi per quello a cui rinuncio.Sono triste perché ho perso lo zaino in treno, o meglio, non ce l'ho perso, io ce l'ho lasciato, è quando sono andato a ricercarlo che non c'era più. In effetti potrei dire che me l'hanno rubato, rumeni maledetti potrei dire, quanto vorrei che il mio zaino fosse invece caduto scarna preda di un italianissimo tossico leghista. L'idea che sia il solito sbadato idiota italiota non mi sfiora neppure, a me. Al suo interno c'era un libro (nuovo) che consigliava decine di migliaia di vini del costo inferiore agli otto euro (chissà che vini potevano mai essere), un cd che mi aveva dato Emiliano e che quindi non ho fatto in tempo a ri-vedere e che temo di non potergli restituire, l'unico numero di Ratman che avessi mai comprato, un vecchio lettore cd, la colonna sonora del film "the blues brothers" (nel lettore cd) che avevo comprato credo nel 2001 se non addirittura nel 2000, se non addirittura nel millennio scorso, i miei appunti di psicologia della formazione e filosofia della scienza, il mio quaderno ad anelli del 2002, varie penne ed evidenziatori in ordine sparso e sparsi nello zaino, l'odore di Roma e di pietra serena che gli si era attaccato addosso. Per questo mi dispiace davvero.Sono triste perché ho l'armadio vuoto, e ogni volta vorrei provare a smentire chi ha vilipeso la germinazione spontanea, ma ogni volta lo apro e ci sono sempre i soliti, pochi maglioni e i soliti pochi pantaloni. Vai e comprateli, dicono. Ma non ci sono che mi piacciano. Che mi piacciano indosso poi è ancora più difficile. Che abbia i soldi per poterlo fare è quantomeno arduo. Che preferisca comprare un maglione ad una cena a due è assolutamente da escludere. Sono triste perché vorrei vivere da solo, o almeno sentirmi libero di telefonare senza avere i barbari che premono alle porte, che c'ho scritto in fronte, S.P.Q.R.? Lascia stare che ci potrebbe entrare...Sono triste perché non riesco a incidere sulla mia vita come vorrei, e ho la lucida, fondata consapevolezza di come sarò impossibilitato a farlo ancora per un po', e quell'un po' non so quanto durerà, e comunque sarà sempre troppo.Sono triste perché è domenica, e da stamattina non ho fatto niente, e non ho voglia di far niente, meno che mai di scrivere, e infatti quando scrivo senza voglia mi vengono fuori queste cose improponibili che voi siete costretti a leggere. Se vi va.Sono triste perché sto aspettando che la noia mi trascini fino a dopo cena, perché so che un giorno queste ore buttate via le rimpiangerò. O forse no. Di certo so che avrei potuto viverle meglio.Sono triste perché la tavola è vuota ed è ora di cena, infine.Noiosamente vostro. Anzi suo.Colonna sonora, "I'm your man" Leonard Cohen
Malinconoia
Sono triste perché so che nessuno legge il mio blog solo perché coltiva in segreto la speranza di farmisi, il che limiterà sempre il mio bacino d'utenza ad una minoranza di persone senza alcuna propensione sessuale verso il sottoscritto. A volte essere uomini è triste.Sono triste perché ho sentito l'ultima trovata del Ministero della Salute per combattere l'abuso di alcool da parte dei giovani: uno spot rap via radio, uno stile giovane, per i giovani, cantato da giovani con un testo giovane. Una vera martellata nelle palle, per chi le ha. Lo dicevo io che essere uomini a volte è davvero triste. Auguro miglior fortuna al Ministero nelle campagne contro l'AIDS, giacché dubito che quest'ultima trovata riesca a fare molta presa. Mi permetterei di suggerire, a tal proposito, di parlare del fatto che l'AIDS si trasmette anche attraverso i rapporti orali uomo/donna, donna/uomo, uomo/uomo, donna/donna: far passare il preservativo come una panacea non solo rischia di essere lacunosa come informazione ma denuncia anche una visione della vita sessuale umana come mera copulazione stantuffica. Sono triste perché ho finito le palline di polistirolo da colorare. E sì che erano cento. E sì che "alle volte s'era anche mille".Sono triste perché la mia poesia non ha vinto, non si è piazzata, non ha ricevuto né una segnalazione né una menzione di merito. Sono triste perché sono troppo presuntuoso per accettare l'idea che possa esserci così tanta gente che abbia scritto qualcosa meglio di me. Sono triste perché ho troppi pochi soldi per quello a cui rinuncio.Sono triste perché ho perso lo zaino in treno, o meglio, non ce l'ho perso, io ce l'ho lasciato, è quando sono andato a ricercarlo che non c'era più. In effetti potrei dire che me l'hanno rubato, rumeni maledetti potrei dire, quanto vorrei che il mio zaino fosse invece caduto scarna preda di un italianissimo tossico leghista. L'idea che sia il solito sbadato idiota italiota non mi sfiora neppure, a me. Al suo interno c'era un libro (nuovo) che consigliava decine di migliaia di vini del costo inferiore agli otto euro (chissà che vini potevano mai essere), un cd che mi aveva dato Emiliano e che quindi non ho fatto in tempo a ri-vedere e che temo di non potergli restituire, l'unico numero di Ratman che avessi mai comprato, un vecchio lettore cd, la colonna sonora del film "the blues brothers" (nel lettore cd) che avevo comprato credo nel 2001 se non addirittura nel 2000, se non addirittura nel millennio scorso, i miei appunti di psicologia della formazione e filosofia della scienza, il mio quaderno ad anelli del 2002, varie penne ed evidenziatori in ordine sparso e sparsi nello zaino, l'odore di Roma e di pietra serena che gli si era attaccato addosso. Per questo mi dispiace davvero.Sono triste perché ho l'armadio vuoto, e ogni volta vorrei provare a smentire chi ha vilipeso la germinazione spontanea, ma ogni volta lo apro e ci sono sempre i soliti, pochi maglioni e i soliti pochi pantaloni. Vai e comprateli, dicono. Ma non ci sono che mi piacciano. Che mi piacciano indosso poi è ancora più difficile. Che abbia i soldi per poterlo fare è quantomeno arduo. Che preferisca comprare un maglione ad una cena a due è assolutamente da escludere. Sono triste perché vorrei vivere da solo, o almeno sentirmi libero di telefonare senza avere i barbari che premono alle porte, che c'ho scritto in fronte, S.P.Q.R.? Lascia stare che ci potrebbe entrare...Sono triste perché non riesco a incidere sulla mia vita come vorrei, e ho la lucida, fondata consapevolezza di come sarò impossibilitato a farlo ancora per un po', e quell'un po' non so quanto durerà, e comunque sarà sempre troppo.Sono triste perché è domenica, e da stamattina non ho fatto niente, e non ho voglia di far niente, meno che mai di scrivere, e infatti quando scrivo senza voglia mi vengono fuori queste cose improponibili che voi siete costretti a leggere. Se vi va.Sono triste perché sto aspettando che la noia mi trascini fino a dopo cena, perché so che un giorno queste ore buttate via le rimpiangerò. O forse no. Di certo so che avrei potuto viverle meglio.Sono triste perché la tavola è vuota ed è ora di cena, infine.Noiosamente vostro. Anzi suo.Colonna sonora, "I'm your man" Leonard Cohen