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Catechismo II e III media

Post n°5 pubblicato il 14 Novembre 2009 da marinella95

RIFLESSIONE PERSONALE
     Come posso fare a guardare oltre il dito?
     Ne sono capace?
     Quando riesco a superare il dito sono capace di guardare la luna nel profondo?


BI - BIP!BI - BIP!

EHI UN MESSAGGIO. HAI VISTO LA TIPA DELLA 3° C CHE E' ARRIVATA STAMATTINA? STRABELLA...


LO SGUARDO SUGLI ALTRI

Ciao,
     io sono Mino. Il mio nome è Giacomo. Da piccolo mi chiamavano Giacomino e da qui Mino. Un giorno a scuola un compagno mi ha chiesto se Mino è un diminutivo di minorato. Allora la prof lo ha fatto sospendere. Mi è spaiciuto per lui e per sua mamma. Io non mi sono offeso; è vero: sono minorato. Ringrazio il cielo che muovo le mani e che riesco a studiare: i medici dicono che è un miracolo se sono ancora vivo, dopo quell'incidente che ho fatto.
     Da tre anni non posso più correre, non gioco né a calcio né a basket. E' uguale. Faccio altre cose. Studio di più, leggo, navigo in internet. Parlo con gli amici. Ho detto amici, non amiche. Le ragazze sono... come dire? Cioè non ti vengono tanto a trovare. Qualcuna è sempre in casa a studiare; altre, come Stefania o Francesca, quando escono vanno al pub perchè s'incontrano coi loro ragazzi. L'unica che veniva a trovarmi o mi telefonava era Annalisa... Ora che si è ritirata da scuola non ha più bisogno dei compiti, quindi è sparita... La cosa che mi intristisce di più è quando qualcuno si sente in dovere di darmi qualche cosa, per farmi la carità quasi.
      Io ho bisogno di poco. E mi sento pronto a dare tanto, tantissimo...
      C'è chi pensa che io non possa arrivare dove arrivano tutti, che io non possa dare qualcosa a qualcuno. Provo imbarazzo quando faccio qualcosa di bello e mi sento il commento: "Eh, però! Hai visto che bravo sei stato". Come dire: "Guarda che cosa è riuscito a fare nonostante sia handicappato!"
     Ho capito che la gente non guarda solo al regalo, ma anche all'incarto. Si preoccupa dell'immagine. Capisco che il mio incarto, la mia immagine non è granché. un sedicenne in carrozzella non fa auditel.
      Mi piace tanto un poster, che ho appeso in camera mia: è il manifesto di un concilio dei giovani svolto in America 30 anni fa. c'è una mano, con un dito e la luna; una frase dice: "Quando il dito indica la luna, l'imbecille guarda il dito". Avete capito che cosa significa? Per certe persone, stupide, non importa quello che fai o quello che dici... Ma importa chi tu sei e quanto vali.
       Io non mi lamento di quello che sono; ringrazio Dio che ci sono; mi sforzo di essere un dono più che posso per qualcuno.
        Se con questa chiacchierata vi ho indicato la luna... Non guardate il dito e nemmeno alle ruote della mia poltrona.


Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra

Dal Vangelo di Giovanni (8,1-11)
Gesù si avviò allora verso il monte delgi Ulivi. All'alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna colta in adulterio; e, fattala stare in mezzo, gli dissero: "Maestro, questa donna è stata colta in flagrante adulterio. Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?" Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: "Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?" Ella rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù le disse: "Neppure io ti condanno; và e non peccare più".


Per riflettere...

La prima esortazione del Signore è: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". Gesù non dice una sola parola che possa significare attenuazione della colpa della donna, ma neanche la condanna. Gesù non giudica la donna. Ma con queste sue parole egli giudica l'antica legge, la supera e manifesta la via dell'amore di Dio, che infrange la religione dell'obbedienza. L'adultera nel suo peccato ci rappresentava tutti. Noi tutti siamo peccatori come lei. Né migliori né peggiori. E l'accusa di Gesù non fu rivolta solo alla donna, ma a tutti i presenti.


Preghiamo (dal Salmo 54)


O Dio, per il tuo nome, salvami,
per la tua potenza rendimi giustizia.
O Dio, ascolta la mia preghiera,
porgi l'orecchio alle parole della mia bocca;
poichè sono insorti contro di me gli arroganti
e i prepotenti insidiano la mia vita,
davanti a sè non pongono Dio.
Ecco, Dio è il mio aiuto,
il Signore mi sostiene.
Fa ricadere il male sui miei nemici,
nella tua fedeltà disperdili.
Di tutto cuore ti offrirò un sacrificio,
Signore, loderò il tuo nome perchè è buono;
da ogni angoscia mi hai liberato
e il mio occhio ha sfidato i miei nemici.

 
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