Questi i sentimenti all’alba di una brutta notizia che ha reso agitato il mio sonno.Non riesco a farmene una ragione, non riesco a capire e concepire come si possa togliersi la vita. Come e dove si trovi la forza di uccidersi. Già scrivere la parola Uccidersi mi fa accapponare la pelle. Pronunciarlo mi costa fatica. È come se emettere quella combinazioni di suoni reiterasse l’assurdo gesto.L’ho saputo dagli occhi cupi e arrabbiati di mia mamma, che ha cercato di dirmelo nel modo più ovattato che ha potuto, ma lo sconcerto è stato tanto. Non ho potuto piangere, non ne ho avuto nemmeno l’istinto perché ancora non riesco a crederci. Non può essere vero. Purtroppo però lo è. È stato amico di famiglia per una vita, nostro meccanico da sempre, la mia cinquecento era sua. Era per me come uno zio, persona dolce, un gran lavoratore che ha avuto una vita difficile allietata da 3 figli stupendi. Per loro e per quelli che restano tutto sembra assurdo e immotivato. Sono delusa ed arrabbiata perché non ci sono motivazioni che possano giustificare ciò che ha fatto. Non esiste. Se stai male, se hai problemi devi chiedere aiuto, nulla è impossibile da risolvere. Amici scusate se oggi ciò che scrivo è triste e deprimente ma come sapete scrivo per sfogo. Triste ed arrabbiata saluto te P. e spero che tu abbia trovato la pace che evidentemente cercavi. Questa volta coccolato tra le braccia della tua ritrovata moglie.
Tristezza, rabbia e impotenza
Questi i sentimenti all’alba di una brutta notizia che ha reso agitato il mio sonno.Non riesco a farmene una ragione, non riesco a capire e concepire come si possa togliersi la vita. Come e dove si trovi la forza di uccidersi. Già scrivere la parola Uccidersi mi fa accapponare la pelle. Pronunciarlo mi costa fatica. È come se emettere quella combinazioni di suoni reiterasse l’assurdo gesto.L’ho saputo dagli occhi cupi e arrabbiati di mia mamma, che ha cercato di dirmelo nel modo più ovattato che ha potuto, ma lo sconcerto è stato tanto. Non ho potuto piangere, non ne ho avuto nemmeno l’istinto perché ancora non riesco a crederci. Non può essere vero. Purtroppo però lo è. È stato amico di famiglia per una vita, nostro meccanico da sempre, la mia cinquecento era sua. Era per me come uno zio, persona dolce, un gran lavoratore che ha avuto una vita difficile allietata da 3 figli stupendi. Per loro e per quelli che restano tutto sembra assurdo e immotivato. Sono delusa ed arrabbiata perché non ci sono motivazioni che possano giustificare ciò che ha fatto. Non esiste. Se stai male, se hai problemi devi chiedere aiuto, nulla è impossibile da risolvere. Amici scusate se oggi ciò che scrivo è triste e deprimente ma come sapete scrivo per sfogo. Triste ed arrabbiata saluto te P. e spero che tu abbia trovato la pace che evidentemente cercavi. Questa volta coccolato tra le braccia della tua ritrovata moglie.