Italiana, spettatrice e invidiosa. Questa sono io all’alba dell’elezione di Obama a presidente degli Stati Uniti.Io che amo la mia terra e la mia nazione mi scopro invidiosa del popolo americano. Penso ai miei coetanei americani che come me questa mattina si sono svegliati per recarsi a lavoro, loro però vivono questo mercoledì 5 novembre 2008 con un nuovo entusiasmo e nuove aspettative. Li invidio e li ammiro perché hanno osato, perché hanno dato fiducia credendo e sperando in un cambiamento, in un momento difficile per tutti, in cui periodo in cui la crisi economica è sentita tanto in America quanto in tutto il mondo. Il senso di invidia nasce dall’assoluta mancanza di un leader politico in Italia che catturi la mia stima. Ho la fortuna di leggere i quotidiani tutte le mattine, guardo le numerose trasmissioni di approfondimento su tutte le reti (Ballarò, Anno Zero, Omnibus, ecc..) ed è solo sconforto.Non perché si assiste alle solite discussioni, non perché tanto tutti cercano di tirare la coperta (sempre più corta), ma perché manca un classe dirigente carismatica e pragmatica. Non intravedo in nessuno quella serietà e quella voglia di lavorare a servizio del paese con idee coraggiose, necessarie e benefiche per noi italiani. Certo so bene che è facile parlare, criticare e non agire. Spesso mi chiedo io che posso fare, che contributo posso dare alla mia Italia. Ma non so davvero.Oltre che fare bene il mio lavoro, rispettare il mio territorio, non delinquere, accrescere la mia cultura, che posso fare per la collettività?