Pensierando

A Te, figlio di El


A Te, figlio di ElTu figlio ad El e di una donna umanache da Nibiru vieni sulla Terra,non far che nostra vita resti vanae tra di noi rimanga sempre guerra. Dei Nefilim sei principe supremoe allora guarda a noi come fratelli,sennò non sappiam proprio dove andremo,continuando sempre a far duelli. Sappiamo che portavi a noi la pacee che la fratellanza universaleper te era importante, ma la facedi tua parola sembra più non vale. Certo che l’uomo a te non fece festae in croce poi qual‘assassin’ te misee per insulto infine sulla testale spine, un manto rosso e ti derise. Ora che su Nibiru, tra i pianeti,vivi lontan da noi e dal tuo sole,fai che tuo padre El ci disseti:Fratello tu e fratelli noi, se vuole. Ritornerai tra noi tra mille annie forse più ancor vicino a noi,ricordati perciò dei nostri affannitu che potere hai e tanto puoi. Ricordati che Nefilim tu seima che di madre umana tu nascesti.I Nefilim per noi furono Deie tu fratello a noi poi ti facesti. So che per te il bel pianeta azzurrofu culla di bellezza e tanto andare,fa’ che a Natale almen, come sussurro,la pace scenda in Terra e sopra il mare.