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Solstizio d'inverno

Post n°82 pubblicato il 05 Aprile 2009 da mimmo.ck

Nel principio il Logos v’era

e presso l’Energia vi dimorava

e il Logos Energia Lui era.

 

E quel principio,

da tempo statico e totale

e radicale nella sua passività,

nel quale tutto è, ma è potenziale,

volle creare.

 

Logos come punto del gran cerchio

dell’Universo che non c’era ancora,

dove simultaneità

sussiste e identità

tra punti esterni

all’infinito spazio.

 

Logos-Pensiero: intelletto puro

onnipotente

e di sapienza gran motore.

 

Matrice che trasforma volontà

in microcosmo: e la Luce appare.

 

Poi la materia prende forma

per aggregazione

di energie diverse e condensate.

E da quel punto il Logos poi s’espande

ed energia dinamica diviene

e voce e vibrazione all’infinito.

 

E il Logos non s’arresta, e lampeggiante

qual fulmine creativo,

giammai si chiude in sé,

ma si frammenta

e vive in parti di materia

che del Grande Architetto sono parte.

 

Il Logos rifluisce come fonte

e nello spazio va in cerca dell’uomo.

Quel Logos entra e l’anima pervade

e nell’Universale poi l’avvolge,

riproducendo il Fiat iniziale

e dando vita a nuova creazione.

 

Quando il Logos emana

e all’uom si dona,

unico vivente con Pensiero

qui sulla Terra,

 

dentro

l’impercettibil alito del Pneuma,

trasforma

l’astratta potenzialità

in atto di creazione

e sorge la Coscienza: ossia Diviene!

 

Il sol di settentrione,

domiciliato in casa della Luna,

coi raggi suoi sì bassi all’orizzonte,

oltre al calor scemato,

di Luce avaro è nel suo solstizio.

 

Il Sole ch’è in caverna di Saturno,

sembra per sempre

riposare stanco

in quella cosmica caverna.

 

Se la Natura muor senza la Luce,

pur l’uomo,

se Amor all’altro uom non lo conduce.

 

Ma il “Sol invictus” è

e Mitra e quel bambin che uomo

da Dio si fece sulla Terra,

tracciano via a cometa

che all’Oriente porta

ed anche in là.

 

E il sol cammin riprende

verso l’arco maggiore,

qual aquila che vola

in alto verso il cielo.

Se l’uom, seme che è,

non muore nella Terra,

giammai potrà la Luce

vedere e divenire.

 

Lode al Bambino

che a noi manifestò la sua amicizia

ed a colui che suona

di sette canne il flauto

che son perfetti ed ora

nella Caverna stanno,

in quel Silenzio

che all’apparir del Tempo

il Logos creatore

quest’Universo fé.

 
 
 

Così dettò uno degli Uri

Post n°81 pubblicato il 05 Aprile 2009 da mimmo.ck

Così dettò uno degli Uri

 

Da quel pianeta azzurro che fu Thot

e terzo ha l’orbita d’ellisse

attorno ad Epsilon Orionis,

io venni ad incontrar la vostra Terra

che terza è della solare stella.

 

Gli spazi neri e illuminati

son pieni tutti di vita intelligente,

frutto di un Eden sconosciuto

anche per noi.

 

Con la mia scienza ho vinto

la gravità che attrae e non fa volo.

 

Io, popolo degli Uri, tra i due fiumi,

dall’altra parte al sole

volai vedendo un grande mare

che lago appare dagli oblò volanti,

verso una terra

che s’appellò Salento.

 

Guardate le scogliere a mare breve

e troverete tombe giù a San Foca;

c’è gente che fu mia alta e gigante

e fece voi che foste

non sol di creta fatti, ma d’Orione.

 
 
 

Aurora

Post n°80 pubblicato il 29 Marzo 2009 da mimmo.ck

L’Aurora


Scintille di luce ad oriente
colorano nubi di rosa. 


Già guida i destrieri Fetonte
incontro all’arco del cielo.

 
Lucina s’affaccia su Roma
e sparge colori sereni,
con Eos insieme s’adorna
Aurora sul mare di Ostia.

 
Sull'isola mia, nel giardino,
il gatto sornione è in attesa
dei raggi di sole strappati
tra pale di fichidindia.

 
La Luce ritorna e la vita
sorride a farfalle vogliose
di nettare dolce su fiori.

 
E’ come l’amore che sboccia
all’alba di vita negli anni.

 
 
 

Visione

Post n°79 pubblicato il 16 Marzo 2009 da mimmo.ck

Visione

Come il viandante che supera la duna
e vede il mare
e il viso suo si accende,
così quand’io ti ho vista
donna mia,
dagli occhi lucidi di luna,
la pelle tua che all'ambra ruba luce,
e labbra tue di fragole mature
e chioma nera,
mi si fermò l’ansar del mio respiro
e fosti sole a me che al buio ero.

 
 
 

Come sorgente

Post n°77 pubblicato il 16 Marzo 2009 da mimmo.ck

Come sorgente

Come sorgente che riposa appena
e poi riprende lesta il suo cammino,
a volte vo’ così per la mia via.

Su un muro a secco stetti per la strada
per poi guardarmi indietro a rimirare
gli inciampi, qualche errore e poi riandare
di lena ancor più avanti senza sosta.


E come il fiume al mar cerca riposo,
così intravidi la mia arcana meta,
in cerca di fortuna, qual viandante,
la Conoscenza cerco tra la gente.

Non cerco certamente la Sapienza
che apprezzata è tanto come umana,
ma bramo ritornare alla semenza
il cui possesso non è cosa vana.

 
 
 
 
 

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Un blog di: mimmo.ck
Data di creazione: 23/08/2008
 

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