Nonostante fosse stato trasportato come un vero ferito, ho goduto del panorama confortante che vedevo davanti a me.Clarêncio, che si appoggiava ad un bastone di sostanza luminosa, si fermò davanti alla grande porta incavata su alte mura massicce, piene di piante rampicanti fiorite e graziose. Toccando un punto della muraglia si formò una lunga apertura attraverso la quale siamo entrati silenziosamente.Una blanda luminosità inondava ogni cosa. Lontano, un grazioso fuoco di luce dava l'idea di un tramonto nei pomeriggi primaverili. Mentre avanzavamo, riuscivo a identificare preziose costruzioni situate in ampi giardini.Al segno di Clarêncio, i conduttori hanno deposto, adagio, la barella improvvisata. Ai miei occhi apparve la porta accogliente di una candida palazzina, somigliante a un grande ospedale terreno. Due giovani, vestiti con tuniche di niveo lino, hann accolto premurosi la richiesta del mio benefattore, e quando mi hanno accomodato nel letto di emergenza, per condurmi con cura all'interno, ho sentito il generoso anziano raccomandare con affetto:-Lasciate il nostro tutelato nel padiglione destro. Adesso mi aspettano. Domani tornerò per vederlo.Gli ho indirizzato una occhiata di gratitudine, mentre venivo portato in quella stanza confortevole di ampie proporzioni, riccamente arredata, dove mi venne offerto un letto accogliente. Coinvolgendo i due infermieri nella mia vibrazione riconoscente, mi sforzai di pronunciare una parola, riuscendo a dire, finalmente:-Amici, chi siete, spiegatemi in che nuovo mondo mi trovo. Da quale stella mi arriva ora, questa luce così confortante e brillante?Uno di loro mi accarezzò la fronte, come se fosse una mia conoscenza personale da lungo tempo e disse:-Siamo nelle sfere spirituali vicine alla Terra, e il Sole che ci inonda in questo momento, è lo stesso che vivifica il corpo fisico. Tuttavia qui, la nostra percezione visiva è molto più ricca. La stella che il Signore ha acceso per i nostri lavori terreni è più preziosa e bella di quanto supponessimo durante l'esistenza carnale. Il nostro Sole è la divina matrice della vita, e la luminosità che irradia proviene dall'Autore della Creazione.Avvertii immediatamente una onda di infinito rispetto, fissai la luce blanda che pervadeva la stanza, tramite le finestre e mi sono perso nel corso di profonde riflessioni. Mi sono ricordato, allora, che mai avevo fissato il sole nei giorni terreni, meditando sulla immensurabile bontà di Quello che ce lo ha concesso lungo la strada eterna della vita. Sembravo, così come un cieco felice, che aprisse gli occhi alla natura sublime, dopo di lunghi secoli di oscurità.A questo punto, mi hanno servito un brodo caldo rigenerante, seguito dell'acqua molto fresca, che mi è sembrato ripiena di fluidi divini. Quella ridotta porzione di liquido mi rianimava inaspettatamente. Non saprei dire con che spezie fu fatto quel brodo; se nutrimento sedativo o medicamento salutre.Nuove energie mi sostenevano l'anima, profonde commozioni mi vibravano nello spirito. Una emozione maggiore, però, mi veniva riservata alcuni istanti dopo.A mala pena ero uscito da quella sorpresa consolatrice, che una divina melodia penetrò dentro la camera, quei suoni soavi sembravano provenire dalle sfere superiori.Quelle note di meravigliosa armonia mi attraversarono il cuore. Davanti al mio sguardo indagatore, l'infermiere che era al mio fianco, mi spiegò con bontà:-È arrivato il crepuscolo a Nosso Lar(Nostra Dimora). In tutti nuclei di questa colonia di lavoro, consacrata a Cristo, ci è una congiunzione diretta con le preghiere della Governatoria.E mentre la musica imbalsamava l'ambiente, mi salutò cortesemente:-Adesso, rimani in pace. Tornerò subito dopo l'orazione.Mi prese una momentanea ansietà.-Non posso accompagnarvi? Chiesi implorante.-Sei ancora debole -spiegò, gentilmente - tuttavia, se ti senti disposto...Quella melodia mi rinnovava le energie dal profondo. Attaccandomi al braccio fraterno che mi estendeva, mi sono alzato vincendo le difficoltà.Seguendolo vacillante, siamo arrivati in un salone enorme, dove una assemblea numerosa meditava in silenzio, in profondo raccoglimento. Dalla volta piena di luce brillante, pendevano delicate e fiorite ghirlande, che venivano dal tetto fino a terra, formando simboli radiosi di Spiritualità Superiore.Nessuno sembrava rendersi conto della mia presenza, mentre io a mala pena dissimulavo la sorpresa immensa. Tutti coloro che mi circondavano, attenti, sembravano aspettare qualcosa. Contenendo a fatica le numerose domande che mi passavano nella mente, ho notato che in fondo, in una tela gigantesca, si proiettavano immagini prodigiose di luce quasi magica. Come nei processi sviluppati per la tlevisione, sorse lo scenario di un tempio meraviglioso.Un anziano, seduto in un luogo separato, coronato dalla luce, fissava l'Alto, in attitudine di preghiera, vestito con una bianca tunica emanante di irradiazioni risplendenti. Su un piano inferiore, settantadue figure sembravano accompagnarlo con rispettoso silenzio. Molto sorpreso, ho visto Clarêncio che partecipava all'assemblea, fra quelli che attorniavano il vecchietto rifulgente.Premendo il braccio dell'infermiere amico, lui comprendendo che le mie domande non avrebbero tardato ad arrivare, síegò a bassa voce, che sembrava più un lieve soffio:_Rimani tranquillo. Tutte le residenze e istituzione di Nosso Lar sono in orazione con il Governatore, tramite l'audizione e la visione a distanza.Lodiamo il Cuore Invisibile del Cielo.Non aveva ancora terminato la spiegazione, che le settantadue figure cominciarono a cantare un inno armonioso, pieno di indefinibile bellezza. La fisionomia di Clarêncio, nel circolo dei venerabili compagni, mi è sembrata toccata da luce più intensa. Quel cantico celestiale era formato da note angeliche di sublime riconoscenza.Nell'atmosfera vi erano misteriose vibrazioni di pace e di allegria, e quando le note argentee eseguirono un delizioso stacco, si disegnò lontano sul piano più elevato, un meraviglioso cuor blue(!) con raggi dorati.(1) Immagine simbolica formata da vibrazione mentale degli abitanti dalla Colonia.[Nota dell'Autore spirituale]Una tenera musica, a seguito, rispondeva alle lodi, provenienti forse da sfere lotane.Una pioggia abbondante di fiori blue, cadeva su di noi, ma se cercavamo di cogliere i miosotide celesti, non tiuscivamo a trattenerli in mano.Le minuscole corolle distavano leggermente, quando ci toccavano la fronte, sperimentando io a mia volta, un singolare rinnovamento di energie al contatto con i soffici petali che mi sollevavano il cuore. Finita la sublime orazione, sono tornato alla mia camera di infermo, aiutato dall'amico che mi seguiva da vicino. Già non mi sentivo più l'ammalato grave di ore prima. La prima preghiera collettiva, a Nosso Lar, aveva prodotto in me una completa trasformazione. Un conforto inaspettato avvolgeva la mia anima. Per la prima volta, dopo anni consecutivi di sofferenza, il mio povero cuore, con nostalgia e tormento, come un calice da molto tempo vuoto, si riempiva di nuove gocce generose del liquore della speranza.
CAPITOLO III - L'ORAZIONE COLLETTIVA
Nonostante fosse stato trasportato come un vero ferito, ho goduto del panorama confortante che vedevo davanti a me.Clarêncio, che si appoggiava ad un bastone di sostanza luminosa, si fermò davanti alla grande porta incavata su alte mura massicce, piene di piante rampicanti fiorite e graziose. Toccando un punto della muraglia si formò una lunga apertura attraverso la quale siamo entrati silenziosamente.Una blanda luminosità inondava ogni cosa. Lontano, un grazioso fuoco di luce dava l'idea di un tramonto nei pomeriggi primaverili. Mentre avanzavamo, riuscivo a identificare preziose costruzioni situate in ampi giardini.Al segno di Clarêncio, i conduttori hanno deposto, adagio, la barella improvvisata. Ai miei occhi apparve la porta accogliente di una candida palazzina, somigliante a un grande ospedale terreno. Due giovani, vestiti con tuniche di niveo lino, hann accolto premurosi la richiesta del mio benefattore, e quando mi hanno accomodato nel letto di emergenza, per condurmi con cura all'interno, ho sentito il generoso anziano raccomandare con affetto:-Lasciate il nostro tutelato nel padiglione destro. Adesso mi aspettano. Domani tornerò per vederlo.Gli ho indirizzato una occhiata di gratitudine, mentre venivo portato in quella stanza confortevole di ampie proporzioni, riccamente arredata, dove mi venne offerto un letto accogliente. Coinvolgendo i due infermieri nella mia vibrazione riconoscente, mi sforzai di pronunciare una parola, riuscendo a dire, finalmente:-Amici, chi siete, spiegatemi in che nuovo mondo mi trovo. Da quale stella mi arriva ora, questa luce così confortante e brillante?Uno di loro mi accarezzò la fronte, come se fosse una mia conoscenza personale da lungo tempo e disse:-Siamo nelle sfere spirituali vicine alla Terra, e il Sole che ci inonda in questo momento, è lo stesso che vivifica il corpo fisico. Tuttavia qui, la nostra percezione visiva è molto più ricca. La stella che il Signore ha acceso per i nostri lavori terreni è più preziosa e bella di quanto supponessimo durante l'esistenza carnale. Il nostro Sole è la divina matrice della vita, e la luminosità che irradia proviene dall'Autore della Creazione.Avvertii immediatamente una onda di infinito rispetto, fissai la luce blanda che pervadeva la stanza, tramite le finestre e mi sono perso nel corso di profonde riflessioni. Mi sono ricordato, allora, che mai avevo fissato il sole nei giorni terreni, meditando sulla immensurabile bontà di Quello che ce lo ha concesso lungo la strada eterna della vita. Sembravo, così come un cieco felice, che aprisse gli occhi alla natura sublime, dopo di lunghi secoli di oscurità.A questo punto, mi hanno servito un brodo caldo rigenerante, seguito dell'acqua molto fresca, che mi è sembrato ripiena di fluidi divini. Quella ridotta porzione di liquido mi rianimava inaspettatamente. Non saprei dire con che spezie fu fatto quel brodo; se nutrimento sedativo o medicamento salutre.Nuove energie mi sostenevano l'anima, profonde commozioni mi vibravano nello spirito. Una emozione maggiore, però, mi veniva riservata alcuni istanti dopo.A mala pena ero uscito da quella sorpresa consolatrice, che una divina melodia penetrò dentro la camera, quei suoni soavi sembravano provenire dalle sfere superiori.Quelle note di meravigliosa armonia mi attraversarono il cuore. Davanti al mio sguardo indagatore, l'infermiere che era al mio fianco, mi spiegò con bontà:-È arrivato il crepuscolo a Nosso Lar(Nostra Dimora). In tutti nuclei di questa colonia di lavoro, consacrata a Cristo, ci è una congiunzione diretta con le preghiere della Governatoria.E mentre la musica imbalsamava l'ambiente, mi salutò cortesemente:-Adesso, rimani in pace. Tornerò subito dopo l'orazione.Mi prese una momentanea ansietà.-Non posso accompagnarvi? Chiesi implorante.-Sei ancora debole -spiegò, gentilmente - tuttavia, se ti senti disposto...Quella melodia mi rinnovava le energie dal profondo. Attaccandomi al braccio fraterno che mi estendeva, mi sono alzato vincendo le difficoltà.Seguendolo vacillante, siamo arrivati in un salone enorme, dove una assemblea numerosa meditava in silenzio, in profondo raccoglimento. Dalla volta piena di luce brillante, pendevano delicate e fiorite ghirlande, che venivano dal tetto fino a terra, formando simboli radiosi di Spiritualità Superiore.Nessuno sembrava rendersi conto della mia presenza, mentre io a mala pena dissimulavo la sorpresa immensa. Tutti coloro che mi circondavano, attenti, sembravano aspettare qualcosa. Contenendo a fatica le numerose domande che mi passavano nella mente, ho notato che in fondo, in una tela gigantesca, si proiettavano immagini prodigiose di luce quasi magica. Come nei processi sviluppati per la tlevisione, sorse lo scenario di un tempio meraviglioso.Un anziano, seduto in un luogo separato, coronato dalla luce, fissava l'Alto, in attitudine di preghiera, vestito con una bianca tunica emanante di irradiazioni risplendenti. Su un piano inferiore, settantadue figure sembravano accompagnarlo con rispettoso silenzio. Molto sorpreso, ho visto Clarêncio che partecipava all'assemblea, fra quelli che attorniavano il vecchietto rifulgente.Premendo il braccio dell'infermiere amico, lui comprendendo che le mie domande non avrebbero tardato ad arrivare, síegò a bassa voce, che sembrava più un lieve soffio:_Rimani tranquillo. Tutte le residenze e istituzione di Nosso Lar sono in orazione con il Governatore, tramite l'audizione e la visione a distanza.Lodiamo il Cuore Invisibile del Cielo.Non aveva ancora terminato la spiegazione, che le settantadue figure cominciarono a cantare un inno armonioso, pieno di indefinibile bellezza. La fisionomia di Clarêncio, nel circolo dei venerabili compagni, mi è sembrata toccata da luce più intensa. Quel cantico celestiale era formato da note angeliche di sublime riconoscenza.Nell'atmosfera vi erano misteriose vibrazioni di pace e di allegria, e quando le note argentee eseguirono un delizioso stacco, si disegnò lontano sul piano più elevato, un meraviglioso cuor blue(!) con raggi dorati.(1) Immagine simbolica formata da vibrazione mentale degli abitanti dalla Colonia.[Nota dell'Autore spirituale]Una tenera musica, a seguito, rispondeva alle lodi, provenienti forse da sfere lotane.Una pioggia abbondante di fiori blue, cadeva su di noi, ma se cercavamo di cogliere i miosotide celesti, non tiuscivamo a trattenerli in mano.Le minuscole corolle distavano leggermente, quando ci toccavano la fronte, sperimentando io a mia volta, un singolare rinnovamento di energie al contatto con i soffici petali che mi sollevavano il cuore. Finita la sublime orazione, sono tornato alla mia camera di infermo, aiutato dall'amico che mi seguiva da vicino. Già non mi sentivo più l'ammalato grave di ore prima. La prima preghiera collettiva, a Nosso Lar, aveva prodotto in me una completa trasformazione. Un conforto inaspettato avvolgeva la mia anima. Per la prima volta, dopo anni consecutivi di sofferenza, il mio povero cuore, con nostalgia e tormento, come un calice da molto tempo vuoto, si riempiva di nuove gocce generose del liquore della speranza.