Si ripetevano le visite periodiche di Claêncio e l'attenzione giornaliera di Lísias.Mentre cercavano di abituarmi ai nuovi doveri, sensazioni confortanti mi alleviavano il cuore. Diminuivano sia i dolori che gli impedimenti a muovermi più facilmente. Notavo,però, che coni ricordi più forti della vita fisica mi ritornava l'angoscia, il timore dello sconosciuto ed il dolore dovuto al non adattamento. Nonostante tutto, trovavo più sicurezza dentro di me.Adesso mi dilettavo alla contemplazione dei vasti orizzonti, chinandomi da quelle finestre spaziose. Mi impressionavano, sopratutto, gli aspetti di questa Natura. Era quasi tutto, una copia più bella di quella sulla Terra. Colori più armonici, sostanze delicate. Il terenno era foderato da vegetazione. Grandi alberi,ampi frutteti e giardini deliziosi. Si disegnavano montagne coronate di luce, con continuità alla pianra dove la colonia risiedeva. Tutti i campi apparivano coltivati con accuratezza. A poca distanza, si alzavano graziosi edifci. Erano allineati su superfici regolari, rivelando forme diverse. nessuno senza fiori all'entrata, alcune casette incantevoli erano distaccate,avvolte da muri di edera, dove sbocciavano rose di vario tipo, qui e lì, ornando il verde con cangianti varianti. Uccelli con un plumaggio policromo svolazzavano nei cieli, e di quando in quando, si posavano raggruppandosi su torri anche troppo bianche, che alzandosi lineari, ricordavano i gigli giganteschi,che sorgono verso ilcielo.Da quelle ampie finestre,osservavo,curioso,i movimenti nel parco. Estremamente sorpreso, riconoscevo gli animali domestici, tra gli alberi fronzuti, schierati in fondo.Nelle mie lotte introspettive,mi perdevo con domande sul mio destino. Non riuscivo a comprendere il perché di tutte quelle varieta di forme così simili a quelle terrene,pensando di essere ora in una sfera propriamente spirituale.Lísias,l'amabile compagno di tutti i giorni, non risparmiava spiegazioni.-La morte del corpo físico non conduce l'uomo ad una situazione miracolata, diceva.Tutto il processo evolutivo è graduale. Esistono tante aree differenti per i disincarnati, così come esistono innumerevoli e sorprendenti piani per gli esseri avvolti nella materia. Anime e sentimenti, forme e cose, obbediscono ai principi di uno sviluppo naturale e di una giusta gerarchia.Il rimanere in quel parco di salute, tuttavia mi preoccupava, avevo passato così tante settimane, senza la visita di neanche un conoscente dal mondo. In fondo, non ero stato io l'unica persona tra i miei conoscenti a varcare la soglia del sepolcro.I miei genitori mi avevano anticipato in quel grande giorno. Molti amici, di un altro tempo, mi avevano preceduto. Perché, allora, non venivano in quella mia stanza di malato spirituale, a conforto di quel mio cuore addolorato Sarebbero bastati alcuni momenti di consolazione.Un giorno, non riuscendo a contenermi, ho domandato al disponibile visitatore:-Mio caro Lísias,pensi sia possibile qui, il ritrovarsi, l'incontro con quelli che ci hanno preceduto nella morte delcorpo fisico?- Come no? Pensi di esere stato dimenticato?...-Sì. Perché nessuno mi fa visita? Sulla Terra,ho sempre potuto contare sulla abnegazione materna. Ma mia madre, tuttavia, fino ad ora non ha dato segno di vita. Mio padre, allo stesso modo,ha fatto il grande viaggio, tre anni prima del mio trapasso.-Sappi -chiarì Lísias-, che tua madre ti stà aiutando giorno e notte, fin da quella crisi che ha preceduto il tuo arrivo. Fin da quando sei caduto ammalato per poi abbandonare quel bozzolo terreno, ha duplicato il suo interesse materno nei tuoi confronti. Forse tu non sai ancora che la tua permanenza nelle sfere inferiori è durata più di otto anni consecutivi. Lei non si è mai scoraggiata. È intervenuta, molte volte a tuo favore,a Nostra Dimora. Ha chiesto i buoni uffici di Clarêncio, che ha cominciato a visitarti con frequenza, fino a che quel medico della Terra, vanitoso, si è allontanato un pochino, così che sorgesse il figlio dei Cieli. Hai capito?Avevo gli occhi umidi. Ignoravo da quanti anni mi ero allontanato dalla sfera terrena. Desideravo conoscere quei processi di quella protezione impercettibile,ma non sono riuscito. Le mie corde vocali erano intorpidite,con quel nodo di lacrime che arginava il mio cuore.Nel giorno in cui tu hai pregato con tutta la tua anima-, ha proseguito l'infermiere visitatore-, quando hai capito che tutto nell'Universo appartiene al Padre Sublime, il tuo pianto era diverso. Non sai che vi sono piogge che distruggono e piogge che creano? Così è anche per le lacrime. È logico che il Signore non aspetta le nostre suppliche per amarci; comunque, è indispensabile situarci in quella determinata posizione ricettiva,per comprenderne l'infinita bontà. Uno specchio offuscato non riflette la luce. Allo stesso modo, il Padre non necessita delle nostre penitenze, anche se concordiamo che le penitenze offrono ottimi servizi a noi stessi. Hai capito? Clarêncio non ha avuto difficoltà a localizzarti, assistito da qui carezzevoli appelli della tua genitrice della Terra; tu però, hai tardato molto Clarêncio. E quando tua mamma ha saputo che suo foglio aveva stracciato quei veli con l'aiuto della preghiera, ha pianto di gioia,così come mi hanno raccontato...-E dove è mia mamma? - ho esclamato finalmente-. Se mi è permesso,voglio vederla, abbracciarla, inginocchiarmi ai suoi piedi!-Lei non vive a Nostra Dimora - ha chiarito Lísias-, abita su sfere più elevate, dove lavora non soltanto per te.Osservando il mio disappunto, che si accresceva, fraternalmente:-Verrà a vederti,certamente,prima di quanto pensiamo. Quandoqualcunodesidera qualche cosa ardentemente, si trova già sul cammino della sua realizzazione. Tu hai,in questo caso, la lezione piu adatta a te stesso.Per molti anni hai rotolato, come una piuma,ospitando la paura, le tristezze e la delusione; ma quando si è insinuato in te quel bisogno di ricevere l'ausilio divino,hai dilatato il tuo livello vibratorio della mente e ti è giunta l'intuizione e il soccorso.Con gli occhi brillanti, incoraggiato dai chiarimenti ricevuti, ho esclamato risoluto:-Desidero,allora, con tutte le mie forze...che venga...che venga...Lísias sorrise con intelligenza,e come chi previene generosamente,ha affermato nel congedarsi:-Conviene non scordare,tuttavia,che questa nobile realizzazione esige tre requisiti fondamentali: primo,desiderare; secondo saper desiderare; e terzo,meritare,o in altri termini, volontà attiva,lavoro persistente e un giusto merito.Il visitatore raggiunse la porta di uscita, soridente, mentre io mi fermavo silenzioso, per meditare su quel programma esteso e formulato con così poche parole.
CAPITOLO VII - SPIEGAZIONI DI LISIAS
Si ripetevano le visite periodiche di Claêncio e l'attenzione giornaliera di Lísias.Mentre cercavano di abituarmi ai nuovi doveri, sensazioni confortanti mi alleviavano il cuore. Diminuivano sia i dolori che gli impedimenti a muovermi più facilmente. Notavo,però, che coni ricordi più forti della vita fisica mi ritornava l'angoscia, il timore dello sconosciuto ed il dolore dovuto al non adattamento. Nonostante tutto, trovavo più sicurezza dentro di me.Adesso mi dilettavo alla contemplazione dei vasti orizzonti, chinandomi da quelle finestre spaziose. Mi impressionavano, sopratutto, gli aspetti di questa Natura. Era quasi tutto, una copia più bella di quella sulla Terra. Colori più armonici, sostanze delicate. Il terenno era foderato da vegetazione. Grandi alberi,ampi frutteti e giardini deliziosi. Si disegnavano montagne coronate di luce, con continuità alla pianra dove la colonia risiedeva. Tutti i campi apparivano coltivati con accuratezza. A poca distanza, si alzavano graziosi edifci. Erano allineati su superfici regolari, rivelando forme diverse. nessuno senza fiori all'entrata, alcune casette incantevoli erano distaccate,avvolte da muri di edera, dove sbocciavano rose di vario tipo, qui e lì, ornando il verde con cangianti varianti. Uccelli con un plumaggio policromo svolazzavano nei cieli, e di quando in quando, si posavano raggruppandosi su torri anche troppo bianche, che alzandosi lineari, ricordavano i gigli giganteschi,che sorgono verso ilcielo.Da quelle ampie finestre,osservavo,curioso,i movimenti nel parco. Estremamente sorpreso, riconoscevo gli animali domestici, tra gli alberi fronzuti, schierati in fondo.Nelle mie lotte introspettive,mi perdevo con domande sul mio destino. Non riuscivo a comprendere il perché di tutte quelle varieta di forme così simili a quelle terrene,pensando di essere ora in una sfera propriamente spirituale.Lísias,l'amabile compagno di tutti i giorni, non risparmiava spiegazioni.-La morte del corpo físico non conduce l'uomo ad una situazione miracolata, diceva.Tutto il processo evolutivo è graduale. Esistono tante aree differenti per i disincarnati, così come esistono innumerevoli e sorprendenti piani per gli esseri avvolti nella materia. Anime e sentimenti, forme e cose, obbediscono ai principi di uno sviluppo naturale e di una giusta gerarchia.Il rimanere in quel parco di salute, tuttavia mi preoccupava, avevo passato così tante settimane, senza la visita di neanche un conoscente dal mondo. In fondo, non ero stato io l'unica persona tra i miei conoscenti a varcare la soglia del sepolcro.I miei genitori mi avevano anticipato in quel grande giorno. Molti amici, di un altro tempo, mi avevano preceduto. Perché, allora, non venivano in quella mia stanza di malato spirituale, a conforto di quel mio cuore addolorato Sarebbero bastati alcuni momenti di consolazione.Un giorno, non riuscendo a contenermi, ho domandato al disponibile visitatore:-Mio caro Lísias,pensi sia possibile qui, il ritrovarsi, l'incontro con quelli che ci hanno preceduto nella morte delcorpo fisico?- Come no? Pensi di esere stato dimenticato?...-Sì. Perché nessuno mi fa visita? Sulla Terra,ho sempre potuto contare sulla abnegazione materna. Ma mia madre, tuttavia, fino ad ora non ha dato segno di vita. Mio padre, allo stesso modo,ha fatto il grande viaggio, tre anni prima del mio trapasso.-Sappi -chiarì Lísias-, che tua madre ti stà aiutando giorno e notte, fin da quella crisi che ha preceduto il tuo arrivo. Fin da quando sei caduto ammalato per poi abbandonare quel bozzolo terreno, ha duplicato il suo interesse materno nei tuoi confronti. Forse tu non sai ancora che la tua permanenza nelle sfere inferiori è durata più di otto anni consecutivi. Lei non si è mai scoraggiata. È intervenuta, molte volte a tuo favore,a Nostra Dimora. Ha chiesto i buoni uffici di Clarêncio, che ha cominciato a visitarti con frequenza, fino a che quel medico della Terra, vanitoso, si è allontanato un pochino, così che sorgesse il figlio dei Cieli. Hai capito?Avevo gli occhi umidi. Ignoravo da quanti anni mi ero allontanato dalla sfera terrena. Desideravo conoscere quei processi di quella protezione impercettibile,ma non sono riuscito. Le mie corde vocali erano intorpidite,con quel nodo di lacrime che arginava il mio cuore.Nel giorno in cui tu hai pregato con tutta la tua anima-, ha proseguito l'infermiere visitatore-, quando hai capito che tutto nell'Universo appartiene al Padre Sublime, il tuo pianto era diverso. Non sai che vi sono piogge che distruggono e piogge che creano? Così è anche per le lacrime. È logico che il Signore non aspetta le nostre suppliche per amarci; comunque, è indispensabile situarci in quella determinata posizione ricettiva,per comprenderne l'infinita bontà. Uno specchio offuscato non riflette la luce. Allo stesso modo, il Padre non necessita delle nostre penitenze, anche se concordiamo che le penitenze offrono ottimi servizi a noi stessi. Hai capito? Clarêncio non ha avuto difficoltà a localizzarti, assistito da qui carezzevoli appelli della tua genitrice della Terra; tu però, hai tardato molto Clarêncio. E quando tua mamma ha saputo che suo foglio aveva stracciato quei veli con l'aiuto della preghiera, ha pianto di gioia,così come mi hanno raccontato...-E dove è mia mamma? - ho esclamato finalmente-. Se mi è permesso,voglio vederla, abbracciarla, inginocchiarmi ai suoi piedi!-Lei non vive a Nostra Dimora - ha chiarito Lísias-, abita su sfere più elevate, dove lavora non soltanto per te.Osservando il mio disappunto, che si accresceva, fraternalmente:-Verrà a vederti,certamente,prima di quanto pensiamo. Quandoqualcunodesidera qualche cosa ardentemente, si trova già sul cammino della sua realizzazione. Tu hai,in questo caso, la lezione piu adatta a te stesso.Per molti anni hai rotolato, come una piuma,ospitando la paura, le tristezze e la delusione; ma quando si è insinuato in te quel bisogno di ricevere l'ausilio divino,hai dilatato il tuo livello vibratorio della mente e ti è giunta l'intuizione e il soccorso.Con gli occhi brillanti, incoraggiato dai chiarimenti ricevuti, ho esclamato risoluto:-Desidero,allora, con tutte le mie forze...che venga...che venga...Lísias sorrise con intelligenza,e come chi previene generosamente,ha affermato nel congedarsi:-Conviene non scordare,tuttavia,che questa nobile realizzazione esige tre requisiti fondamentali: primo,desiderare; secondo saper desiderare; e terzo,meritare,o in altri termini, volontà attiva,lavoro persistente e un giusto merito.Il visitatore raggiunse la porta di uscita, soridente, mentre io mi fermavo silenzioso, per meditare su quel programma esteso e formulato con così poche parole.