Pochi minuti prima di mezzanotte, con il permesso di Narcisa,andai verso il grande portone delle Camere. I Samaritani dovevano essere nelle vicinanze. Era indispensabile controllare il loro ritorno,per poter prendere le misure necessarie. Con emozione tornai sul mio cammino tra gli alberi frondeggianti e accoglienti. Quei tronchi ricordavano la quercia vetusta della Trra; le fogli capricciose ricordavano l'acacia e il pino. Quell'aria profumata mi sembrava una benedizione. Nelle Camere nonostante le ampie finestre non avevo mai provato una così grande sensazione di benessere. Così camminavo silenzioso sotto le fronde affettuose.Venti freschi leagitavano delicatamente avvolgendomi con una sensazione di riposo.Sentendomi solo, mi abbandonai ai miei ricordi ed agli eventi dellamia vita fin dal primo incontro con il Ministro Clarêncio. Mi chiedevo dove fosse la regione dei sogni? Sulla Terra, o in questa colonia spirituale? Mi chiedevo che cosa era accaduto a Zélia e ai miei figlioli? Perché mi offrivano così tante spiegazioni sulle più varie questioni della vita, omettendo tuttavia, qualsiasi notizia riguardo alla mia antica casa? La mia propria madre mi aveva consigliato il silenzio, astenendomi da qualsiasi informazione diretta.Tutto indicava la necessità di scordare i problemi carnali,nel senso di rinnovarmi intimamente e intanto, penetrando i recessi dell'essere, trovavo la viva nostalgia dei miei. Desideravo ardentemente rivedere la mia sposa molto amata e ricevere di nuovo il bacio dei figlioli... Per quali decisioni del destino adesso eravamo separati,come se io fossi un naufrago su unaspiaggia sconosciuta? Ma allo stesso tempo mi sentivo confortato dal pensiero che non potevo considerarmi abbandonato.Se la mia esperienza poteva classificarsi come quella di un naufrago, il disastro non poteva che essere imputato se non a me stesso. Adesso che potevo osservare a Nostra Dimora, le vibrazioni nuove di un lavoro intenso e costruttivo, non riuscivo a farmi ragione di aver perso così tanto tempo in terra con sciocchezze di tutti i tipi.In verità avevo molto amato la mia compagna di tante lotte, e senza dubbio avevo dato ai miei figlioli tenerezze incessanti; ma esaminando con distacco la mia situazione di sposo e padre, riconoscevo che nullaavevocreato di solido e utile nello spirito dei miei famigliari. In ritardo verificavo questa trascuratezza. Chi attraversa un campo senza organizzare la semina necessaria per laraccolta del pane per il domani, e senza proteggere la fonte che sazia la sua sete, non può ritornare aspettandosi di trovare ciò di cui si abbisogna. Questi pensieri periodicamente affluivano nella mia testa con una insistenza irritante. Nel lasciare la sfera terrena, avevo affrontato il disagio dell'incomprensione.Che cosa era acaduto alla mia sposa e ai miei figlioli, che erano stati improvvisamente privati della stabilità domestica con le ombre della vedovanza e dell'orfanilità? Domanda inutile.Il vento calmo sembrava sussurrare visioni grandiose, come se fosse desideroso di svegliare la mia mente per stati piu elevati.Le domande interiori mi torturavano, ma dovevo prendermi cura della missione a cui ero stato destinato, mi avvicinai al grande cancello scrutando oltre al di la dei campi di coltivazione.Era tuto immerso dalla luce della luna e dalla serenita,un cielo sublime e una bellezza silenziosa! Mi estasiai nel contemplare tale quadro e tardai alcuni minuti tra l'ammirazione e la preghiera.Alcuni istanti dopo vidi in lontananza due volti enormi che mi impressionarono vivamente. Sembravano come due uomini di una sostanza semi luminosa indefinibile. Dai piedi e dalle braccia pendevano dei filamenti strani, e un lungo filo di singolari proporzioni era connesso alla loro testa. Mi davano l'impressione di due autentici fantasmi. Non sopportavo questa visione. Con i capelli ritti ritornai frettolosamente all'interno. Inquieto e impaurito raccontai a Narcisa la causa del mio terrore, notai che lei quasi non conteneva il sorriso.-Ma va, amico mio -disse infine di buon umore -, non riconosci quelle formi?Ero fondamente deluso e non riuscii a rispondere niente, ma Narcisa continuò:-In altri tempi anche io, a mia volta, provai la stessa tua sorpresa. Quelle sono proprio i nostri fratelli della Terra. Sono spiriti evoluti che vivono nella carne in missione di redenzione, e possono come nobili iniziati dell'Eterna Saggezza, abandonare il veicolo corporeo tansitando liberamente nei nostri piani. I filamenti e i fili che osservasti sono le particolarità che li differenziano da noi altri. Per questo non li devi temere. Gli incarnati che riescono a raggiungere questi luoghi, sono creature straordinariamente spiritualizzate nonostante che sulla Tera possano essere nascosti o umili.E incoraggiandomi con bontà, aggiunse:-Andiamo fin là. Abiamo ancora quaranta minuti dopo mezzanotte. I Samaritani non possono tardare.Soddisfato, ritornai con lei al grande cancello. Potevo ancora vedere a gran distanza le due forme che si allontanavano da Nostra Dimora tranquillamente. L'infermiera li osservò e con un gesto espressivo di riverenza esclamò:-Sono avvolti da una luce blu. Devono essere messaggeri molto elevati della sfera materiale con qualche missione che non possiamo conoscere.Rimanemmo li fermi per lunghi momenti in contemplazione di quei campi silenziosi. Però, ad un certo punto la benevola amica indicò un punto scuro che si spostava all'orizzonte illuminato dalla luna, e osservò:-Stanno arrivando!Vidi la carovana che avanzava nella nostra direzione sotto il limpido cielo. All'improvviso udii l'abbaiare dei cani a grande distanza.-Che cosa è?- interrogai spaventato.-I cani - disse Narcisa- sono ausiliari preziosi nelle regioni oscure dell'Umbral, che non sono soltanto abitati dagli uomini disincarnati, ma anche da veri mostri che ora non è il momento di descrivere.Alzando la voce l'infermiera chiamò gli inservienti distanti, inviando un di loro all'interno per trasmettere la notizia.Fissai con attenzione quel gruppo strano che si avvicinava pian piano.Sei grandi carri o diligenze trascinate da animali, che sebbene da lontano, assomigliavano ai muli che abbiamo sulla Terra e preceduti da una muta di cani allegri e rissosi. Ma la nota interessante erano quei grandi gruppi di uccelli con coro volumoso, che volavano a breve distanza sopra i veicoli, producendo suoni particolari.Mi rivolsi a Narcisa, domandando:-Dove l'aerobus? Non sarebbe possibile utilizzarlo nell'Umbral?Dicendomi di no, ne chiesi la ragione.Sempre gentile, l'infermiera spiegò:-È una questione di densità della materia. L'acqua e l'aria sono un buon esempio. L'aereo che vola attraverso l'atmosfera del pianeta non può fare lo stesso nel profondo mare. Potremmo costruire determinate macchine come il sottomarino; ma nel rispetto di quelli che in quella regione soffrono, i nuclei spirituali superiori preferiscono usare questi semplici mezzi di trasporto. Oltre a ciò, in molti casi, non si può prescindere dalla collaborazione degli animali.-Come? - domandai sorpreso.-I cani facilitano il lavoro, i muli sopportano i carichi con pazienza e forniscono calore nelle zone dove si rende necessario; e gli uccelli - aggiunse indicandoli nell'aria -, che chiamiamo ibis viaggiatori, sono eccellenti alleati dei Samaritani, nel divorare le forme mentali odiose e perverse ed aiutandoli nella lotta contro le tenebre dell'Umbral.Ora la carovana era più vicina.Narcisa mi fissò con benevola attenzione, dicendo:-Ma per il momento il dovere mi impedisce di darti altre informazioni più dettagliate. Potrai raccogliere preziose lezioni sugli animali, non qui, ma nel Ministero della Delucidazione dove sono situati i parchi di studio e di sperimentazione.E distribuendo ordini di servizio qui e lì, si preparava per ricevere i nuovi ammalati dello spirito.
CAPITOLO XXXIII - CURIOSE OSSERVAZIONI
Pochi minuti prima di mezzanotte, con il permesso di Narcisa,andai verso il grande portone delle Camere. I Samaritani dovevano essere nelle vicinanze. Era indispensabile controllare il loro ritorno,per poter prendere le misure necessarie. Con emozione tornai sul mio cammino tra gli alberi frondeggianti e accoglienti. Quei tronchi ricordavano la quercia vetusta della Trra; le fogli capricciose ricordavano l'acacia e il pino. Quell'aria profumata mi sembrava una benedizione. Nelle Camere nonostante le ampie finestre non avevo mai provato una così grande sensazione di benessere. Così camminavo silenzioso sotto le fronde affettuose.Venti freschi leagitavano delicatamente avvolgendomi con una sensazione di riposo.Sentendomi solo, mi abbandonai ai miei ricordi ed agli eventi dellamia vita fin dal primo incontro con il Ministro Clarêncio. Mi chiedevo dove fosse la regione dei sogni? Sulla Terra, o in questa colonia spirituale? Mi chiedevo che cosa era accaduto a Zélia e ai miei figlioli? Perché mi offrivano così tante spiegazioni sulle più varie questioni della vita, omettendo tuttavia, qualsiasi notizia riguardo alla mia antica casa? La mia propria madre mi aveva consigliato il silenzio, astenendomi da qualsiasi informazione diretta.Tutto indicava la necessità di scordare i problemi carnali,nel senso di rinnovarmi intimamente e intanto, penetrando i recessi dell'essere, trovavo la viva nostalgia dei miei. Desideravo ardentemente rivedere la mia sposa molto amata e ricevere di nuovo il bacio dei figlioli... Per quali decisioni del destino adesso eravamo separati,come se io fossi un naufrago su unaspiaggia sconosciuta? Ma allo stesso tempo mi sentivo confortato dal pensiero che non potevo considerarmi abbandonato.Se la mia esperienza poteva classificarsi come quella di un naufrago, il disastro non poteva che essere imputato se non a me stesso. Adesso che potevo osservare a Nostra Dimora, le vibrazioni nuove di un lavoro intenso e costruttivo, non riuscivo a farmi ragione di aver perso così tanto tempo in terra con sciocchezze di tutti i tipi.In verità avevo molto amato la mia compagna di tante lotte, e senza dubbio avevo dato ai miei figlioli tenerezze incessanti; ma esaminando con distacco la mia situazione di sposo e padre, riconoscevo che nullaavevocreato di solido e utile nello spirito dei miei famigliari. In ritardo verificavo questa trascuratezza. Chi attraversa un campo senza organizzare la semina necessaria per laraccolta del pane per il domani, e senza proteggere la fonte che sazia la sua sete, non può ritornare aspettandosi di trovare ciò di cui si abbisogna. Questi pensieri periodicamente affluivano nella mia testa con una insistenza irritante. Nel lasciare la sfera terrena, avevo affrontato il disagio dell'incomprensione.Che cosa era acaduto alla mia sposa e ai miei figlioli, che erano stati improvvisamente privati della stabilità domestica con le ombre della vedovanza e dell'orfanilità? Domanda inutile.Il vento calmo sembrava sussurrare visioni grandiose, come se fosse desideroso di svegliare la mia mente per stati piu elevati.Le domande interiori mi torturavano, ma dovevo prendermi cura della missione a cui ero stato destinato, mi avvicinai al grande cancello scrutando oltre al di la dei campi di coltivazione.Era tuto immerso dalla luce della luna e dalla serenita,un cielo sublime e una bellezza silenziosa! Mi estasiai nel contemplare tale quadro e tardai alcuni minuti tra l'ammirazione e la preghiera.Alcuni istanti dopo vidi in lontananza due volti enormi che mi impressionarono vivamente. Sembravano come due uomini di una sostanza semi luminosa indefinibile. Dai piedi e dalle braccia pendevano dei filamenti strani, e un lungo filo di singolari proporzioni era connesso alla loro testa. Mi davano l'impressione di due autentici fantasmi. Non sopportavo questa visione. Con i capelli ritti ritornai frettolosamente all'interno. Inquieto e impaurito raccontai a Narcisa la causa del mio terrore, notai che lei quasi non conteneva il sorriso.-Ma va, amico mio -disse infine di buon umore -, non riconosci quelle formi?Ero fondamente deluso e non riuscii a rispondere niente, ma Narcisa continuò:-In altri tempi anche io, a mia volta, provai la stessa tua sorpresa. Quelle sono proprio i nostri fratelli della Terra. Sono spiriti evoluti che vivono nella carne in missione di redenzione, e possono come nobili iniziati dell'Eterna Saggezza, abandonare il veicolo corporeo tansitando liberamente nei nostri piani. I filamenti e i fili che osservasti sono le particolarità che li differenziano da noi altri. Per questo non li devi temere. Gli incarnati che riescono a raggiungere questi luoghi, sono creature straordinariamente spiritualizzate nonostante che sulla Tera possano essere nascosti o umili.E incoraggiandomi con bontà, aggiunse:-Andiamo fin là. Abiamo ancora quaranta minuti dopo mezzanotte. I Samaritani non possono tardare.Soddisfato, ritornai con lei al grande cancello. Potevo ancora vedere a gran distanza le due forme che si allontanavano da Nostra Dimora tranquillamente. L'infermiera li osservò e con un gesto espressivo di riverenza esclamò:-Sono avvolti da una luce blu. Devono essere messaggeri molto elevati della sfera materiale con qualche missione che non possiamo conoscere.Rimanemmo li fermi per lunghi momenti in contemplazione di quei campi silenziosi. Però, ad un certo punto la benevola amica indicò un punto scuro che si spostava all'orizzonte illuminato dalla luna, e osservò:-Stanno arrivando!Vidi la carovana che avanzava nella nostra direzione sotto il limpido cielo. All'improvviso udii l'abbaiare dei cani a grande distanza.-Che cosa è?- interrogai spaventato.-I cani - disse Narcisa- sono ausiliari preziosi nelle regioni oscure dell'Umbral, che non sono soltanto abitati dagli uomini disincarnati, ma anche da veri mostri che ora non è il momento di descrivere.Alzando la voce l'infermiera chiamò gli inservienti distanti, inviando un di loro all'interno per trasmettere la notizia.Fissai con attenzione quel gruppo strano che si avvicinava pian piano.Sei grandi carri o diligenze trascinate da animali, che sebbene da lontano, assomigliavano ai muli che abbiamo sulla Terra e preceduti da una muta di cani allegri e rissosi. Ma la nota interessante erano quei grandi gruppi di uccelli con coro volumoso, che volavano a breve distanza sopra i veicoli, producendo suoni particolari.Mi rivolsi a Narcisa, domandando:-Dove l'aerobus? Non sarebbe possibile utilizzarlo nell'Umbral?Dicendomi di no, ne chiesi la ragione.Sempre gentile, l'infermiera spiegò:-È una questione di densità della materia. L'acqua e l'aria sono un buon esempio. L'aereo che vola attraverso l'atmosfera del pianeta non può fare lo stesso nel profondo mare. Potremmo costruire determinate macchine come il sottomarino; ma nel rispetto di quelli che in quella regione soffrono, i nuclei spirituali superiori preferiscono usare questi semplici mezzi di trasporto. Oltre a ciò, in molti casi, non si può prescindere dalla collaborazione degli animali.-Come? - domandai sorpreso.-I cani facilitano il lavoro, i muli sopportano i carichi con pazienza e forniscono calore nelle zone dove si rende necessario; e gli uccelli - aggiunse indicandoli nell'aria -, che chiamiamo ibis viaggiatori, sono eccellenti alleati dei Samaritani, nel divorare le forme mentali odiose e perverse ed aiutandoli nella lotta contro le tenebre dell'Umbral.Ora la carovana era più vicina.Narcisa mi fissò con benevola attenzione, dicendo:-Ma per il momento il dovere mi impedisce di darti altre informazioni più dettagliate. Potrai raccogliere preziose lezioni sugli animali, non qui, ma nel Ministero della Delucidazione dove sono situati i parchi di studio e di sperimentazione.E distribuendo ordini di servizio qui e lì, si preparava per ricevere i nuovi ammalati dello spirito.